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Quel fenomeno di Massimo Bisotti

di Isabella Fava
Quel fenomeno di Massimo Bisotti 1 - 5.00/5

389 mila follower su Instagram, 101 mila su Facebook, 100 mila copie vendute con un libro e altrettanto quasi col secondo. Ma chi è Massimo Bisotti? E come ha fatto a diventare così speciale? 

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389 mila follower su Instagram, 101 mila su Facebook, 100 mila copie vendute con un libro e altrettanto quasi col secondo. Ma chi è Massimo Bisotti? E come ha fatto a diventare così speciale? 

Massimo Bisotti, 37 anni, di Roma, è un caso editoriale. Nel 2014, con il romanzo Il quadro mai dipinto (Mondadori) ha superato le 100.000 copie. Ora con l'ultimo, Un anno per un giorno (sempre Mondadori) sta per fare il bis. Molti di voi l'avranno già sentito nominare. In tanti poi conoscono le frasi tratte dai suoi libri. Specie di aforismi che qualcuno ha scritto con lo spray sui muri, e che altri invece si sono tatuati sulla pelle.

Un esempio?

E ancora...

Per farsi un'idea di chi è, e di quanto sia popolare, basta andare sul suo profilo Instagram (massimo_bisotti), dove ha 389 mila follower, o su Facebook, dove è seguito da oltre 101 mila persone. E lì scopri una miniera di sentimenti e cuori. 

Come altri, Bisotti è frutto di questa nostra vita connessa: ha iniziato coi social network a far conoscere il suo pensiero. E poi, con l'abilità di un social media guru, è riuscito a diffondere sul web e fuori la sua "filosofia". Ma in cosa consiste?

«Ho iniziato a diffondere sui social la mia scrittura dopo una delusione d'amore» mi dice al telefono con la voce un po' roca, frutto di una giornata piena a coccolare i suoi lettori a Napoli, dove è stato a presentare l'ultimo libro.

Metti un uomo che soffre le pene d'amore... e scatta l'empatia. 

In tante donne hanno cominciato a seguirlo. «Poi sono arrivati gli uomini, che all'inizio mi scrivevano privatamente. Ora però escono allo scoperto». 

La sua, dice, è una visione olistica delle cose: «credo che ognuno influenzi le persone che gli stanno vicine col suo stato d'animo». Predica la gentilezza e la dolcezza «la dolcezza è oggi la vera trasgressione», il bisogno di essere amati ed apprezzati.

Perché «l'amore è un modo di abitare la vita» e tesse un fil rouge che accomuna la sua esperienza con quella degli altri.

«Abbiamo bisogno di vedere riconosciuto il nostro posto nel mondo».


Ha capito che il mettersi in gioco è la vera forza. Così incita a esporsi «senza la preoccupazione di essere demoliti» e a «non perdere gli occhi del bambino che sanno ancora stupirsi della bellezza che ha davanti».

Non bisogna andare controcuore, mi spiega: ovvero contro quello che siamo e sentiamo.

A volte, mi racconta, «Mi soffermo a guardare il cielo e mi accorgo che non è mai dello stesso colore».

Ma sapete cosa lo rende così vicino alla gente?

La sua capacità di creare un posto dove ognuno si sente sicuro. Fatto di frasi semplici, di buon senso da afferrare e tenere con sé.

Come quelle frasi che si scrivono sul diario al liceo.


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