del

Raoul Bova

di Antonella Trentin
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No, Chiara non è gelosa fino a questo punto. È Raoul Bova che parla solo di lei. E così l'eroe di Nassiriya. Per non dimenticare mette in fuga ogni ammiratrice (ma noi abbiamo tentato di corromperlo un po')

No, Chiara non è gelosa fino a questo punto. È Raoul Bova che parla solo di lei. E così l'eroe di Nassiriya. Per non dimenticare mette in fuga ogni ammiratrice (ma noi abbiamo tentato di corromperlo un po')

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Come si fa a non impazzire per Raoul Bova? Sono le dieci di mattina e l'attore, un po' scarmigliato, ha una tazza di caffè in mano e la maschera di Elvis Presley in testa per far ridere il figlio Alessandro, 7 anni. La scenetta si svolge in un quartiere in cima a una collina di Los Angeles. Qui, coccolato dalla famiglia, il timido macho Raoul si ricarica per la conquista a un'altra collina, quella di Hollywood. Da tre anni l'attore 35enne si divide tra l'Italia e la California, dove abita con la moglie Chiara e i due figli. Da bravo ex campione di nuoto è instancabile: ha appena finito di girare il serial di Ridley Scott The Company (che vedremo nel 2008), il 12 e il 13 marzo sarà nella fiction di Canale 5 Nassiriya. Per non dimenticare. E a fine aprile uscirà il film Io, l'altro, di cui è anche produttore. "Racconta l'amicizia tra due pescatori, un italiano e un algerino, messa alla prova dopo l'11 settembre" dice.

Anche la fiction su Nassiriya ci mostra com'è cambiato il mondo dopo le Torri gemelle. Una coincidenza?

"È una scelta. Ho sentito il bisogno di fare film positivi contro l'odio che divide occidentali e islamici. In America questo clima è palpabilissimo: ci sono videogiochi dove vince chi ammazza il maggior numero di arabi. Pazzesco".

In Nassiriya. Per non dimenticare interpreta un maresciallo dei carabinieri che va in Iraq per ritrovare una ragione di vita. Un personaggio reale?

"No, ma rappresenta bene l'umanità dei soldati italiani in una situazione tremenda, con un caldo terribile, l'acqua che manca. A Nassiriya i nostri militari erano amati, li chiamavano i "puntini blu del deserto". Portavano cibo, caramelle ai bambini, giravano senz'armi".

Raoul, sia sincero: lei ha un po' la fissa per i ruoli da eroe.

"Non lo nascondo: mi piacciono gli eroi che vivono nell'ombra, con umiltà. Mio zio era un generale dei carabinieri, è sempre stato un modello".

È vero che per il capitano Ultimo, che ha portato in tv tre volte, lei ha una tale venerazione da essersi fatto un tatuaggio col suo nome?

"Ma va! Ultimo è un mio grande amico e quando posso gli rendo omaggio. In Nassiriya, per esempio, porto una pistola con il calcio ricoperto di elastici colorati. Proprio come la sua".

Nella fiction sul contingente italiano c'è spazio anche per l'amore?

(Pausa) "È un modo per chiedermi se ho avuto qualche flirt sul set?" (ride imbarazzato). "Guardi, c'è stato solo un innamoramento professionale tra il protagonista e una dottoressa interpretata da Claudia Pandolfi".

Un innamoramento professionale?!

"Ma sì: un sentimento di stima".

Allora ci dica: quante volte si è innamorato sul set nella sua vita?

"Tante volte. Sia di uomini che di donne, i più bravi, i più carismatici".

(Tentiamo di insistere, ma Raoul è un vero duro) Insomma Bova: lei vive a Hollywood, frequenta star famosissime, ha baciato persino Madonna in uno spot! Come fa a non avere mai tentazioni?

"Mi ricordo da dove vengo. Mio padre aveva tre figli da mantenere, mia madre stava dietro ai conti. Avevamo la casa in affitto, nessun lusso. Però non è mai mancato l'affetto. Per questo, la famiglia è al centro della mia vita e non sono così scemo da metterla a rischio".

Quindi rinuncia ai megaparty di Hollywood per stare a casa a cena?

"Posso dire la verità?".

Finalmente! Dica dica.

"Le feste non le sopporto, sono noiose e a Los Angeles ce n'è una ogni sera. Se le frequenti tutte non vivi più".

Non è che fa un po' l'orso?

(Lunghissima pausa... Non l'avremmo mica offeso?) "Un orso io? No, no. Mi piace viaggiare, conoscere il mondo. Ma se devo fare una cosa che non mi convince, sono un disastro. Ai party mi sento sempre imbranato".

Dalla famiglia non si separa mai?

"Tra noi c'è un patto: mai più di tre settimane lontani. Una volta ho preso un aereo da Praga a Roma solo per dar loro il bacio della buona notte".

Come è organizzata la vostra vita in due continenti diversi?

"I miei figli frequentano la scuola italiana quando sono a Roma e quella americana quando siamo qui".

E sua moglie cosa fa?

"Chiara è veterinaria ma non esercita per un'allergia. Però è bravissima: qualche volta la chiamano per consulti, ha salvato tante mucche e pecore".

Le piace o le dà fastidio che tutti la considerino un sex symbol?

(Di nuovo un lungo silenzio... Adesso perderà la pazienza! Invece no, è gentilissimo) "Guardi, il cinema esprime sentimenti e avere una bella faccia aiuta. Ma ci vuole talento".

In ogni caso lei piace a un sacco di donne. Come fa a tenerle lontane?

"A furia di sentirmi parlare di Chiara e dei bambini si arrendono. Anzi... scappano!".

Raoul Bova nasce a Roma il 14 agosto 1971, segno zodiacale Leone. A 16 anni è una promessa del nuoto: vince i campionati italiani giovanili nei 100 metri dorso, ma non riesce a superare le selezioni per le Olimpiadi. Per la delusione, lascia lo sport e tenta la strada del cinema. Il primo provino è per un film sui fratelli Abbagnale, nel 1992. Sarà l'inizio di una lunga carriera. Bova ha bellissimi occhi verdi che hanno stregato prima l'attrice Romina Mondello, nel 1995, e l'anno dopo la moglie Chiara Giordano. Hanno due figli, Alessandro Leon, di 7 anni, e Francesco, di 5.

I suoi successi

Nella Bibbia degli attori su Internet, www.imdb.com, alla voce Raoul Bova si legge: 38 tra film e serial tv. Nel 1994 l'attore diventa popolare al grande pubblico con il telefilm La Piovra e, nel 1998, con la fiction Ultimo. Tanti i suoi ruoli toccanti, tra cui Francesco, del 2002. Nel 2003 il regista Ferzan Ozpetek lo sceglie per il film La finestra di fronte. Nel 2004 con Alien vs. Predator comincia la sua avventura a Hollywood, dove nel 2006 gira la serie tv A proposito di Brian.

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