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Ritorno al futuro 30 anni dopo: cosa resta delle profezie del film?

di Mattia Carzaniga
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Il Back to the future day è arrivato. Nel film "Ritorno al futuro" Marty McFly (l'attore Michael J. Fox) si trova proprio qui, dove siamo noi oggi, il 21 ottobre 2015: è la data settata sulla sua macchina del tempo, che in tutto il mondo gli appassionati nerd (e non solo) sono pronti a festeggiare. Ma com'è il futuro che lui aveva immaginato? È così tanto lontano dal nostro presente?

Il Back to the future day è arrivato. Nel film "Ritorno al futuro" Marty McFly (l'attore Michael J. Fox) si trova proprio qui, dove siamo noi oggi, il 21 ottobre 2015: è la data settata sulla sua macchina del tempo, che in tutto il mondo gli appassionati nerd (e non solo) sono pronti a festeggiare. Ma com'è il futuro che lui aveva immaginato? È così tanto lontano dal nostro presente?

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Ritorno al futuro, 30 anni dopo
21 ottobre 2015. Ci siamo. Niente profezie Maya, oracoli di Nostradamus, sogni premonitori da interpretare. Era tutto già scritto nell'inquadratura di un film. Il 21 ottobre 2015 è la data settata sulla mitica DeLorean, la macchina capace di viaggiare nel tempo, in Ritorno al futuro - Parte II, uscito nel 1989. Ed è proprio nel pomeriggio di quella allora futuribile data che Marty McFly, alias Michael J. Fox, si ritrova di punto in bianco.

Cosa immaginavano del mondo e dell'umanità di oggi 25 anni fa?
L'utopia: niente strade né avvocati"Dove andiamo noi non ci servono strade", diceva Doc (Christopher Lloyd) al protagonista. E poi "nel futuro il sistema giudiziario funziona velocemente: hanno abolito gli avvocati!", sosteneva Marty. Ora il "giorno del giudizio" è arrivato: il 21 ottobre è ufficialmente il Back to the Future Day, con festeggiamenti da parte di appassionati nerd (e non solo) in tutto il mondo. Perciò la domanda che viene automaticamente da porsi è una sola: il futuro che aveva previsto il film quanto e come si è realizzato?

La realtà: occhiali con lo schermo incorporato, videoconferenze e cibo disidratato
Se le automobili e gli skateboard volanti restano un'utopia (è l'eterna idea di progresso che accompagna la storia dell'umanità, probabilmente non ci saranno nemmeno tra altri 25 anni), molti degli scenari anticipati dal film non sembrano così lontani dalla nostra vita di oggi. Gli occhiali con schermo incorporato per vedere una realtà - per così dire - aumentata? Il brevetto c'è (ricordate i Google Glasses?), basta solo attendere che siano più a portata di grandi masse. Così come le video-conferenze, oggi utilizzate da praticamente qualunque azienda, e il cibo disidratato, che non è ancora stato adottato dai ristoranti (anche se la catena Pizza Hut sta per lanciare un prodotto che gli si avvicina molto), ma in compenso è da anni il pasto ufficiale degli astronauti della Nasa, evidentemente ispirati dal film. Ed esistono anche videogame che permettono ai giocatori di usare solo comandi vocali o sensoriali, e non le "classiche" mani: proprio come mostrato al cinema nell'89.

La fantasia supera la realtà
È merito dei geniali sceneggiatori di Hollywood, oppure davvero siamo andati molto più veloci di quanto avremmo mai creduto? La risposta ce la darà, forse, una partita di baseball. Perché la profezia più assurda che Ritorno al futuro - Parte II suggeriva all'epoca potrebbe realizzarsi per davvero. Marty McFly scopriva nel suo viaggio nel futuro che nel 2015 a vincere i campionati del mondo sarebbero stati i Chicago Cubs. Ebbene, quest'anno la squadra ha molte chance di trionfare davvero. "Alcune previsioni del copione volevano sfidare il corso delle cose future, mentre tante altre erano solo battute: come quella sul campionato" dichiara oggi lo sceneggiatore del film Bob Gale. Eppure ci si immagina l'allenatore del team andare avanti tutto l'anno a dire ai suoi ragazzi: "Mi raccomando, quest'anno dovete vincere!". Del resto, nel cinema ci sono i sogni di intere generazioni, non si potrà mica deluderle con una semplice sconfitta.

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