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Russell Crowe

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Anche lui ha un punto debole. Anzi, tre: la moglie e i due bambini. Appena parla di loro Russell Crowe, al cinema in Un''ottima annata, dimentica il suo caratteraccio. E scopre un lato tenero insospettabile (ma sempre irresistibile)

Anche lui ha un punto debole. Anzi, tre: la moglie e i due bambini. Appena parla di loro Russell Crowe, al cinema in Un''ottima annata, dimentica il suo caratteraccio. E scopre un lato tenero insospettabile (ma sempre irresistibile)

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Quando arrivo all'appuntamento, all'hotel St. Regis di Roma, Russell Crowe sta giocando con il figlio di 3 anni Charles. Lo prende in braccio, lo sbaciucchia, se lo spupazza sulle ginocchia. Non credo ai miei occhi. Ma come: l'attore australiano non era il gladiatore per antonomasia, il rude macho che ha scippato Meg Ryan al legittimo marito, il divo irascibile che i camerieri d'albergo temono per le sue scenate con tanto di lancio del telefono? Era, appunto. Perché durante questa intervista sul suo nuovo film, la commedia romantica Un'ottima annata, Crowe rivela un insospettabile, e irresistibile, animo gentile.

Mister Crowe, sa che Charles sembra la sua fotocopia?

«Quando era appena nato, mia moglie Danielle e io lo fissavamo per capire da chi avesse preso cosa. È venuta fuori una lista lunghissima: da me il  mento e le labbra, da Danielle gli zigomi, dal nonno la fronte, dallo zio le orecchie. Per un sacco di tempo mi è rimasto un dubbio sugli occhi. Poi, l'illuminazione: sono uguali a quelli di mia madre» (quelli di Crowe, verdi, si illuminano di tenerezza).

E il suo secondogenito Tennyson a chi assomiglia?

«Ha 5 mesi, è presto per capirlo. Però anche lui ha un rapporto speciale con il numero 7, come tutta la nostra famiglia. Io sono nato il giorno 7, Danielle il 16, e 6 più 1 fa 7. Noi due ci siamo sposati il 7. Charles è nato alle 7 meno 7 minuti, Tennyson alle 7 del 7 luglio. Le sembro pazzo?» (ride).

Pazzo no... Però corre voce che abbia un caratteraccio

«Anche Peter O'Toole e Richard Burton avevano questa fama. E poi sfogare la rabbia fa bene alla salute: quelli che si tengono tutto dentro prima o poi fanno il botto, magari con un bell'infarto... Certo, mi scoccia parecchio passare per quello che non sono».

E il telefono lanciato addosso al cameriere di un albergo di New York?

«È stato stupido e irrazionale prendermela con lui perché non riuscivo a chiamare Danielle in Australia. Però dalle mie parti sarebbe finito tutto con una stretta di mano, altro che arresto».

Ma è vero che spesso risponde male

«Solo a chi è aggressivo con me. E giù titoli a caratteri cubitali sui giornali. Sa la verità? Passo per essere uno scocciatore perché non rinuncio a dire la mia opinione, anche se è diversa da quella degli altri. Ho appena rifiutato il copione di un kolossal da 180 milioni di dollari perché i produttori volevano pagare poco gli attori. Be', io non sono disposto a violare le regole sindacali. Scommetto che ora inizierà a girare la voce che sono pure avido...».

Che rapporto ha con i soldi?

«Non ne sono ossessionato: li guadagno e li spendo. Anche per cose utili, come costruire una piscina pubblica nella valle dove c'è il ranch dei miei».

Un'ottima annata è la prima commedia romantica della sua carriera. Cosa l'ha spinta a interpretarla?

«Mi è piaciuta la trasformazione del protagonista da manager rampante e senza scrupoli a placido gentiluomo di campagna: è un ribaltamento di valori, dal potere all'amore».

Quali sono i suoi, di valori?

«Al primo posto, e anche al secondo e al terzo, c'è la famiglia. Poi viene tutto il resto, lavoro compreso: i set dei miei film non devono essere troppo lontani o scomodi, così posso portarci anche mia moglie e i miei bambini».

Lei è stato un rubacuori, ma poi ha sposato la sua fidanzata storica...

«Danielle è stata il mio primo amore, ci siamo conosciuti nel 1989».

Avere avuto un figlio dopo l'altro è stato un caso o una scelta?

«Una scelta. Tennyson l'abbiamo concepito in Francia proprio durante le riprese di Un'ottima annata. È successo in una cappella dei Cavalieri di Malta dell'11esimo secolo».

Molto sensuale

«Molto romantico. E i santi intorno a noi sorridevano comprensivi».

Nel corso del film il suo personaggio diventa un intenditore di vini. Lei lo è?

«Adoro bere un buon bicchiere (nella cantina del suo ranch ha centinaia di bottiglie pregiate). E confesso che preferisco i bianchi australiani e neozelandesi a qualsiasi rosso, francese o italiano che sia».

Anche prima l'ho sentita fare pubblicità ai vini del suo Paese: è stato talmente persuasivo che verrebbe voglia di comprare da lei un'auto usata

«Non credo che qualcuno verrà mai dall'Italia all'Australia per chiedermi di vendergli il mio pick-up» (ride).

Dalla carriera ha avuto tutto. Ha ancora un sogno nel cassetto?

«Una fantasia: fare un film in una lingua completamente diversa dall'inglese. In italiano, magari».

Davvero? E come mai?

«Mi piace molto. Quando sono a casa in Australia, io, mia moglie e i miei genitori facciamo lezione due volte alla settimana con Beatrice, una vicina napoletana. Certo, non sono un alunno molto assiduo: la maggior parte delle volte mi trovo dall'altra parte del globo. Per imparare davvero la sua lingua dovrei lavorare con un regista italiano».

Chi, per esempio?

«Amo Roberto Benigni: La vita è bella è un vero capolavoro».

La sua biografia

Russell Crowe nasce il 7 aprile 1964 a Wellington, in Nuova Zelanda. Fin da ragazzino ha un carattere molto irrequieto, che lo spinge ad abbandonare le superiori e a iscriversi alla scuola di teatro di Sydney, in Australia. Nel 1989 incontra l'attrice Danielle Spencer. Ma prima di sposarla, nel 2003, si prende un paio di sbandate: nel 2000 ha una relazione con la collega Meg Ryan (che per lui lascia il marito Dennis Quaid), nel 2002 un presunto flirt con Nicole Kidman. Ora Russell e Danielle vivono in Australia con i due figli: Charles, 3 anni, e Tennyson, 5 mesi.

I suoi successi

Dopo il debutto in Giuramento di sangue (1990), Russell Crowe sbarca a Hollywood per merito di Sharon Stone, che lo vuole come partner nel western Pronti a morire (1995). Con L.A. Confidential (1997) l’attore diventa un sex symbol, grazie a Il gladiatore (2000) vince l'Oscar. È bravissimo anche in A beautiful mind (2001), in Master & Commander (2003) e, c’è da scommettere, in 3:10 to Yuma, che sta girando ora.

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