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Sarà gay? Sarà davvero innamorato? Di sicuro Tom Cruise è papà

di Piera Detassis
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È l'uomo più potente e chiacchierato di Hollywood. Il suo sorriso buca lo schermo. La sua fede in Scientology  scatena polemiche roventi. I suoi amori  sollevano dubbi e pettegolezzi. Ma chi è davvero l'eroe di Mission: impossible 3, il film più atteso del momento? Ce lo racconta il direttore di Ciak

È l'uomo più potente e chiacchierato di Hollywood. Il suo sorriso buca lo schermo. La sua fede in Scientology  scatena polemiche roventi. I suoi amori  sollevano dubbi e pettegolezzi. Ma chi è davvero l'eroe di Mission: impossible 3, il film più atteso del momento? Ce lo racconta il direttore di Ciak

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Nome in codice TomKat: in America hanno ribattezzato così la febbre che ha circondato la nascita di Suri, figlia di Tom Cruise e Katie Holmes, evento mediatico pari solo a “Brangelina”, l’amore very glamour tra Pitt e la Jolie. Dell’Operazione TomKat (significa “il gattino di Tom”, ma sono anche le iniziali dei nomi dei genitori) sappiamo quasi tutto. Sappiamo che la sua nascita scandisce anche l’avvento del terzo episodio di Mission: Impossible (dal 5 maggio nelle sale di tutto il mondo), l’atteso ritorno della star nei panni dell’agente segreto Ethan Hunt.

Bellissimo e supertonico, questa volta Cruise deve sconfiggere il cattivo Philip Seymour Hoffman, inseguendolo dall’Italia a Shanghai, tra botti, scoppi e salti acrobatici, affrontati dal divo senza controfigure. Coincidenza (quasi) prodigiosa di date, perché le star capitalizzano e, se promozione dev’essere, allora che sia globale, planetaria: due prime assolute sono meglio di una. Sappiamo quanto guadagnerà (circa un milione di dollari) il fortunato paparazzo che riuscirà a rubare la prima foto dell’infanta Suri, il cui nome significa Rosa rossa in persiano e Principessa in ebraico. E sappiamo che lei sarà una bimba (l’ennesima nella vita di Cruise, benedetto dalle donne, a partire da mamma Mary Lee e dalle tre sorelle Lee Ann, Cass e Marian) allevata nella fede di Scientology, la religione di L. Ron Hubbard di cui Tom è fanatico sostenitore. Una fede a cui s’è prontamente convertita Katie, che grazie a questa scelta ha sperimentato il “parto silenzioso”: nessuna parola, nessun rumore per non creare traumi al nascituro, se possibile nessun antidolorifico. Tom e Scientology sono contrari. Per la neonata è pronta anche la speciale dieta messa a punto da Ron Hubbard, un frullato di latte, acqua benedetta e sciroppo di frumento che il fondatore di Scientology considera più efficace del latte materno. Dall’inizio dell’amore per la piccola Katie (26 anni), esibito per la prima volta un anno fa a Roma, sembra passato un lampo.

A quella passione fin troppo improvvisa e conclamata non ci credeva nessuno, diciamolo. E invece eccoli qui, felici (si spera), contenti e uniti nella fede. Con Tom, il golden boy di Hollywood da sempre in testa alle classifiche di gradimento e di potere, che realizza a 43 anni il sogno di diventare padre naturale, dopo le adozioni di Isabella e Connor in coppia con la Kidman. E la Cruiseide continua con nuove, appassionanti  puntate. In una recente intervista shock il divo ha rivelato gli abusi e le botte ricevuti dal padre, Thomas Mapother III: «Qualsiasi cosa succedesse, lui picchiava. Avevamo tutti paura di lui. Nessuno si fidava, finché un giorno mia madre ha trovato il coraggio di dire “no, adesso basta”». Tom aveva 11 anni, il padre sparisce dalla sua vita, comincia un lungo girovagare per l’America in compagnia di mamma e sorelle: 15 scuole cambiate, lo sradicamento e tanti insulti da ogni nuovo compagno di classe. E pensare che fino a poco più di un anno fa, quando ancora al suo fianco c’era l’angelo custode più ferreo dello star system, la press agent Pat Kingsley, Tom viveva nel mistero, protetto come un capo di Stato. Sotto il regno di Tom appare per la prima volta l’obbligo per i giornalisti di firmare un impegno a non porre domande private o fastidiose, pena l’esclusione dall’intervista.

Sempre amichevole, con quel suo leggendario sorriso marca Cruise, la star controlla ancora oggi ogni foto e dichiarazione. E chiede al cronista di visitare, prima dell’incontro, la Chiesa di Scientology da lui fondata a Los Angeles.

Tom resta comunque l’esempio classico di riscatto americano. Sexy, energico, vitale con una vena di ingenua purezza, incrocio amatissimo di cow boy e boy scout, Cruise è stato capace di trasformarsi da ragazzino perduto con padre impresentabile a idolo delle ragazzette, e poi sex symbol, grazie a film come Risky Business, Cocktail, Top Gun.  E, finalmente, attore di culto con Rain Man, Eyes Wide Shut, Minority Report, Collateral (dov’è per la prima e unica volta cattivissimo). Abile a mixare il cinema d’autore con l’action movie alla Mission: Impossible, il divo ha un solo cruccio, l’Oscar che non è mai arrivato.

Nell’attesa, l’esercizio di supercontrollo gli è servito per arginare la fragilità originaria, entro cui affonda il suo insondabile mistero da vera star. La sua infanzia difficile non è inventata, è vera. Da ragazzino era dislessico («l’ho considerato il peggior insulto alla mia dignità»), incapace di mettere insieme le parole e perfino di riconoscerle alla lettura. Ci sono voluti molti anni per superare il problema, c’è voluta la fede in Scientology, una religione totalizzante e molto invasiva che unisce autoanalisi e accettazione del potere. La mania di controllare ogni aspetto della sua vita (e quella di chi gli sta vicino) gli ha sottratto molte compagne, dalla prima moglie Mimi Rogers a Penelope Cruz, riluttanti ad accogliere l’intrusione della Chiesa di Ron Hubbard nella loro esistenza. Quanto a Nicole Kidman, che non  ha mai abdicato al cattolicesimo, dopo il brusco abbandono si è ritirata dalla vita dell’ex marito, al punto che i giornali americani si interrogano sulla sua scomparsa anche dalla vita dei figli, sempre più legati a Katie. Ripresasi dallo shock, la sublime vendetta di Nicole fu liquidare Tom con un indimenticabile: «Finalmente potrò rimettere i tacchi alti», perfida allusione alla bassa statura del divo.

Per fortuna nella vita di Cruise è giunta la timida Katie, che ha rinunciato alla carriera e che della star è innamorata fin da piccola, quindi crede alla bella fiaba al punto di convertirsi a Scientology. Travolto dall’entusiasmo, lui ha esibito con qualche eccesso il suo nuovo amore, ha sostituito l’implacabile (ma non scientologa) Pat con la sorella Lee Ann e, libero da tutto e tutti, ha cominciato a esternare. Fra le intemperanze dell’ultimo anno, gli attacchi in tv a psichiatria e psicanalisi, definite “pratiche naziste”, e la rissa in diretta con Brooke Shields, che sosteneva la necessità dei farmaci per curare la depressione post parto. L’amore e la nascita di Suri mettono, temporaneamente, in stand by anche i sospetti di omosessualità (che non hanno mai trovato alcuna conferma) con cui Cruise ha dovuto sempre combattere: all’epoca del matrimonio con Nicole fu costretto a querelare una serie di giornali che insinuavano che la loro unione fosse una copertura per le sue relazioni gay. E ha vinto tutte le cause.

No, non è facile essere una star, e Tom ce l’ha messa tutta per difendersi dallo tsunami della celebrità planetaria, dal gossip diventato chic. Si fa vedere in pubblico solo per promuovere i film. Altrimenti gioca a palla con fidanzata e figli. La ricerca costante della famiglia («Vorrei vivere tutti insieme, come in una comune, anche con le mie sorelle») rivela che preme ancora sul suo cuore l’ombra del ragazzino che fu, dislessico e sperduto, terrorizzato dal ritorno a casa di papà. Un ragazzo selvaggio dissimulato sotto quella bella faccia pulita e ottimista, e quel sorriso che ha conquistato il mondo. Un ragazzo selvaggio, ma che mantiene prepotente il bisogno d’amore e sicurezze. Come noi, ma soprattutto come Tom, la superstar che non sapeva leggere. E che non l’ha mai scordato.

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