del

Scarlett Johansson

di Lavinia Rittatore
Vota la ricetta!

Volete sapere dov'è finita la malinconica sposina di Lost in Traslation? E' andata a trovare Woody Allen. Si è rotta un labbro in una scena di sesso bollente. E adesso è alle prese con un ex maestro di tennis, arrampicatore sociale, sposato con una ragazza ricchissima.

Volete sapere dov'è finita la malinconica sposina di Lost in Traslation? E' andata a trovare Woody Allen. Si è rotta un labbro in una scena di sesso bollente. E adesso è alle prese con un ex maestro di tennis, arrampicatore sociale, sposato con una ragazza ricchissima.

Un caffè con Donna Moderna

Roma, dicembre 2005. Roof garden di un albergo esclusivo: il cielo è infiammato dal tramonto, mentre stormi di uccelli volano sopra a un’affollata e illuminata piazza di Spagna. Scarlett Johansson non resiste: osserva il paesaggio con gli occhi azzurri sgranati, e la sua celebre bocca a cuore emette un “ohhh” di sorpresa. Sembra una bimba. Eppure, questa ragazza di 21 anni, alta “solo” un metro e 63, è già una diva, corteggiata dai più importanti registi. E dagli attori più belli e affascinanti.

«I love Italy» dice, e si capisce che non è una frase di circostanza. «Dopo l’intervista corro a fare shopping, adoro i negozi» confessa complice. «E mi piace da matti la pasta» aggiunge con aria golosa. Scarlett è a Roma per promuovere il suo ultimo film, Match Point, diretto da Woody Allen e girato insieme al bellissimo Jonathan Rhys Meyers. Indossa jeans a vita bassa, sneaker, un cardigan grigio e un cappellino da monello. Un abbigliamento che non stona affatto con la sua voce roca e sexy e i movimenti sinuosi, da gatta: si stringe alla sua assistente, si fa coccolare da lei, gioca con Woody Allen come se fosse suo padre.

Parliamo del tuo personaggio, Nola, squattrinata attricetta americana che si ritrova nel jet-set londinese e tenta il colpo grosso...

«È stato divertente interpretarla. Nola non è sgradevole, né gradevole, ma non è il tipo con cui farei amicizia. È solo una che resta incinta di Chris, ex maestro di tennis, arrampicatore sociale, sposato con una ragazza ricchissima. Disperata, Nola fa di tutto per accaparrarselo».

E invece finisce malissimo...

«Be’ sono i rischi che corre chi si ostina troppo (ride). Ma effettivamente Chris non ha nessuna voglia di mollare la sua bella vita agiata per un futuro incerto».

Nei tuoi film sei talmente affascinante che gli uomini si innamorano perdutamente di te: Bill Murray in Lost in translation, John Travolta in Una canzone per Bobby Long, Colin Firth ne La ragazza con l’orecchino di perla. Adesso Jonathan Rhys Meyers. Sei così anche fuori dal set?

«Il sex appeal è qualcosa di innato,  ce l’hai o non ce l’hai. Io, il mio, non l’ho mai soffocato. Adesso sono in jeans, ma per la prima di stasera ho un vestito nero, corto, con una scollatura profondissima sulla schiena e dei sandali con il tacco a stiletto, rossi».

È con queste armi che hai conquistato Josh Hartnett sul set de La dalia nera, il film di Brian De Palma che hai appena finito di girare?

«Non ho voglia di parlare di queste cose» (pare che anche Josh sia a Roma, ma non si fa vedere. Che sia sottochiave nella suite dell’albergo?).

Ma non smentisci.

«E non confermo» (ride).

Nonostante l’età hai un curriculum da diva navigata. Con quel che ne deriva: quattro guardie del corpo e anche una mamma-manager che ti segue dappertutto. Non ti manca la vita che fanno i tuoi coetanei?

«Questo lavoro è l’unica cosa che desidero fare fin da piccola. Mi rende felice. E poi a New York, dove abito, non giro per locali a vedere se la gente mi riconosce. Non mi dò alla mondanità. Leggo sceneggiature, sto con la mia famiglia e i miei amici. Le mie tre occupazioni principali sono “shopping, eating and acting” (comprare, mangiare e recitare)».

Sei una buona forchetta?

«Mangio di tutto, dolce, salato, e se mi trovo davanti a un fritto non mi alzo schifata. Anzi».

Come fai con la bilancia?

«Se una mattina guardandomi allo specchio non dovessi riconoscermi più, allora inizierei una qualche attività fisica. Hey Jonathan! (Ci raggiunge il suo collega Rhys Meyers. Scarlett lo saluta con un bacio)».

In Match Point avete diverse scene di sesso bollente insieme. È stato imbarazzante girarle?

«Ma no! Anche se lui nella furia mi ha praticamente ridotto a brandelli un labbro» (ride).

Veramente, Jonathan?

«È così facile desiderare Scarlett, è tanto bella. E, siccome era la prima volta che stavo con lei, ero anche un po’ in soggezione: chissà che impressione le farò, mi chiedevo. Poi c’è il fatto che non esiste una scuola di recitazione per i baci. Ce l’ho messa tutta. Forse ho esagerato...» (i due si guardano e scoppiano a ridere. Scarlett riprende la parola).

«Ma Jonathan è un vero gentiluomo, perché il giorno dopo mi ha mandato dei fiori con un biglietto di scuse».

Jonathan, nel film il tuo personaggio, Chris, è disposto a uccidere pur di riuscire a mantenere il suo tenore di vita. Tu lo faresti?

«Sì, anch’io potrei farlo. Woody Allen l’ha capito benissimo».

Potresti davvero uccidere???

«Ognuno ha i propri istinti animali. E poi dipende dalle motivazioni: se qualcuno ci fa del male o lo fa a chi amiamo...»

E tu, Scarlett, come reagiresti a un’aggressione?

«Ci devono solo provare: non sanno di cosa sono capace».

Chi è Sacrlett Johansson

Scarlett Johansson nasce

a New York il 22 novembre

1984. Il padre è un architetto di origine danese, la madre è di origine polacca. Ha un fratello gemello, Hunter, due fratelli

e una sorella più grande. Ha iniziato a recitare giovanissima, ma questo non le impedisce

di ottenere il diploma liceale nel 2002. L’attrice si divide fra

New York, dove vive il papà, e Los Angeles, dove risiede

la mamma-manager. Scarlett vanta una ricca collezione

di boyfriend. Tra questi: Benicio Del Toro, Patrick Wilson, Jared Leto e l’attuale, Josh Hartnett.

I suoi successi

Scarlett Johansson debutta a 8 anni a teatro insieme a Ethan

Hawke. Ottiene il successo nel

1998 nel ruolo della bambina traumatizzata del film di Robert Redford L’uomo che sussurrava ai cavalli. Due anni dopo è un’adolescente spregiudicata

ne L’uomo che non c’era.

Nel 2003 è l’incarnazione del capolavoro del pittore Veermer ne La ragazza con l’orecchino di perla, e la melanconica sposina che incontra a Tokyo Bill Murray in Lost in translation. Nel

2004 è una testarda teenager in Una canzone per Bobby Long.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna