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Simona Ventura: «Sono una mamma severa come lo è stata la mia con me»

di Lavinia Rittatore
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Altro che X Factor. Il giudice Simona Ventura lo fa in casa, con i tre figli. «Li adoro, però la prima cosa che ho insegnato loro è la stessa che ho imparato io da piccola: chi sbaglia paga» confida la conduttrice. Adesso, con Cielo che gol!, lavora pure la domenica a pranzo. Ma la colazione in famiglia non si tocca

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Altro che X Factor. Il giudice Simona Ventura lo fa in casa, con i tre figli. «Li adoro, però la prima cosa che ho insegnato loro è la stessa che ho imparato io da piccola: chi sbaglia paga» confida la conduttrice. Adesso, con Cielo che gol!, lavora pure la domenica a pranzo. Ma la colazione in famiglia non si tocca

In questi giorni parlare con Simona Ventura è una specie di Mission: impossible, in cui lei è il Tom Cruise della situazione e il giornalista l’agente del controspionaggio di turno. Ovvero: sempre un passo indietro e con il fiato corto. L’intervista che state per leggere si è svolta a più riprese: nel tragitto in auto tra casa sua e gli studi di Sky, nelle pause tra le riunioni, le prove per X Factor e Cielo che gol! e il compleanno del figlio Giacomo, che ha appena compiuto 12 anni. Bisogna riconoscere che il soprannome SuperSimo non è esagerato. Quando le chiedo di quante ore è la sua giornata, risponde con nonchalance: «Trentasei. Faccio fatica, però il lavoro mi appassiona e la famiglia mi sostiene».
Due programmi alla settimana sarebbero tanti anche se lei fosse single e senza figli.
«Il giovedì a X Factor sono in diretta per cinque ore, la domenica per quattro. Ma prima di accettare anche Cielo che gol! ho fatto una riunione sul divano con i miei figli e ho spiegato loro che per un po’ la mamma sarebbe stata molto impegnata per lavoro: lo hanno capito e mi hanno detto “In bocca al lupo”».
Niccolò, che ha 14 anni, Giacomo, di 12, e Caterina, che ne ha 6, la guardano in tv?
«Sì, X Factor piace anche a loro, ne sono felice».
Riesce ad aiutarli con la scuola?
«Certo! Non perdo una riunione con i professori. E ho intorno una rete di grande solidarietà: le mamme dei compagni mi tengono aggiornata. Poi, quando non lavoro così intensamente, seguo io direttamente i miei figli nei compiti».
C’è un momento della giornata che, caschi il mondo, passa sempre con loro?
«La prima colazione. Anche se in questo periodo di superlavoro ogni tanto “sgarro”...».
Da un paio di anni lei ha una relazione con Gian Girolamo Carraro: come lo hanno accolto i ragazzi?
«Siamo una famiglia allargata molto allegra. È stata una bella scelta quella di andare a vivere tutti insieme».
Dopo i dieci anni di matrimonio con Stefano Bettarini, si sposerebbe di nuovo?
«Non ora, non è nei nostri piani, né una priorità».
Che tipo di mamma è Simona Ventura?
«Severa, come lo è stata mia madre con me e mia sorella Sara. Amo da morire i miei figli, farei di tutto per loro, ma voglio che abbiano regole precise. La prima cosa che ho insegnato loro è che chi sbaglia paga: la fiducia va conquistata. Possono sembrare principi démodé, ma sono quelli che mi ha inculcato mia madre Anna fin da piccola e che mi hanno aiutato a crescere».
Sul suo sito, Simonaventura.it, ci sono i video Cooking Simo in cui sua madre e sua sorella sono ai fornelli e la prendono in giro dicendo: “Be’, almeno sai passare un piatto”.  
(Ride) «So anche assaggiare! In effetti durante quei filmati ne approfittano per vendicarsi un po’. Sto scherzando: in realtà non ho mai avuto il tempo di imparare a cucinare, loro invece sì».
Quindi niente pentole e padelle?
«Gerò ci si destreggia molto meglio di me. Io, in compenso, faccio la spesa».
Difficile immaginarla al supermercato. E poi probabilmente la fermano tutti.
«Le persone sono sempre educate, anche quando vado con i miei figli al cinema o a comprargli i vestiti. Non vengo mai tormentata».
I vestiti, appunto. Quanti ne ha nell’armadio?
«Pochi».
Come pochi?
«Dato che sono una che non butta mai via nulla, ho dovuto mettere in un magazzino gli abiti che ho usato in tv. Lì ci sono 14 anni di Dolce e Gabbana, i Valentino, gli Armani, i Ferragamo di queste due edizioni di X Factor... Mentre per Cielo che gol! ho scelto delle griffe giovani».
Ha qualche tic da casalinga?
«Quando sono agitata, non c’è nulla che mi calmi di più che mettere a posto l’armadio, appunto, e il frigorifero».
Parliamo di tatuaggi: a che quota è arrivata?
«Mi sono fermata a cinque, l’ultimo l’ho fatto a 40 anni. Da nonna non vorrei apparire ridicola».
Lei, che è circondata dai ragazzi di X Factor, pensa che i giovani oggi siano “choosy”, esigenti nella scelta del primo impiego, come dice il ministro Elsa Fornero?
«Sì. Stiamo tirando su una generazione protetta, che non sa che le cose si conquistano con sofferenza e umiltà. Io ho iniziato a lavorare quando ancora andavo a scuola. Dei tre mesi di vacanze estive, due li passavo a guadagnare qualche lira sistemando tovaglie, tavoli e campi in un tennis club. Non sono mai stata choosy».
Che effetto le ha fatto vedere i candidati alle primarie del Pd confrontarsi in tv nello studio di X Factor?
«Ci ha un po’ scombussolato, perché abbiamo avuto una giornata in meno di prove. Ma mi sono emozionata. Del resto quel palco è stato eletto il più bello del mondo...».

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