del

Susan Sarandon

di Lavinia Rittatore
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Lei compie 60 anni tra poco. Lui, il suo uomo, di anni ne ha 12 in meno. Eppure la Sarandon, scatenata protagonista di Romance & Cigarettes, e Robbins formano la coppia più inossidabile di Hollywood. Il loro segreto? Non si sono mai sposati

Lei compie 60 anni tra poco. Lui, il suo uomo, di anni ne ha 12 in meno. Eppure la Sarandon, scatenata protagonista di Romance & Cigarettes, e Robbins formano la coppia più inossidabile di Hollywood. Il loro segreto? Non si sono mai sposati

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Sono passati 30 anni da quando cantava disinvolta “I wanna be dirty” (voglio essere sconcia) nel musical cult The Rocky Horror Picture Show. Oggi Susan Sarandon intona altrettante sconcezze, con altrettanta nonchalance, in Romance & Cigarettes, il musical proletario di John Turturro ora al cinema. Per lei, capelli color rame e un invidiabile décolleté, il tempo sembra essersi fermato davvero. Anche se il prossimo 4 ottobre spegnerà 60 candeline, mentre l’attore Tim Robbins, suo compagno dal 1988, di anni ne ha quasi 48.

Siete la coppia più inossidabile di Hollywood. Avrete un segreto...

«Siamo spesso lontani per lavoro».

Non mi prenda in giro.

«Ridiamo molto insieme».

E basta?

«Be’, ci amiamo anche molto».

Ma, come capita a suo marito nel film Romance & Cigarettes, a una certa età parecchi uomini corrono dietro alle ragazzine.

«Francamente mi sembrano un po’ autolesionisti, anche perché spesso finiscono per essere mollati dalla ragazzina di turno. Invece, più il tempo passa, più il sex appeal di una donna diventa forte, consapevole».

Ma 12 anni in più rispetto al proprio compagno non sono uno scherzo.

«Mi sta chiedendo come faccio a tenermi stretto Tim? Credo che il segreto sia concentrarsi sull’uomo che hai accanto e farlo concentrare su di te. Così gli impedisci di sbirciare fuori dalla porta per vedere se passa qualcuna di meglio» (ride).

Un ritocchino può dare una mano?

«Una donna ha tutto il diritto, e il dovere, di fare quello che l’aiuta a sentirsi bene. Capisco anche le attrici: è difficile guardare la propria faccia ingrandita cento volte sullo schermo, il segno più minuscolo diventa un canyon! Ma su di me non ho mai voluto sperimentare il bisturi, né credo che lo farò in futuro».

Molte sue colleghe si lamentano del fatto che per le ultra 40enni i copioni scarseggiano. Per lei no, però.

«Per forza, mi propongono sempre di fare la mamma... Ora che ci penso, no: due anni fa in Alfie ero un’ex prostituta diventata una manager».

Con tre figli, lei che tipo di madre è?

«Quando è nata Eva (nel 1985, dalla relazione con il regista italiano Franco Amurri, ndr) avevo 39 anni, avevo abortito una volta a 20, ed ero convinta di non potere più avere bambini. Ho deciso che la cosa più importante era stare con lei. Così come ho fatto quando sono arrivati Jack e Miles».

Ma poi è sempre tornata sul set.

«Sì, finiti i congedi, il cinema mi ha richiamato in servizio. Nei mesi in cui i ragazzi vanno a scuola, però, cerco di non lavorare troppo lontano dalla nostra casa a New York. Eva, invece, frequenta l’università a Bologna».

Perché non abita a Los Angeles come quasi tutti i suoi colleghi?

«Los Angeles è la città più alienante che abbia mai visto: il senso di isolamento è terribile. Non puoi camminare a piedi, devi per forza spostarti in macchina. Senza contare che se vai a fare la spesa senza trucco, perdi punti. Se non compri verdure, perdi punti. E se per un paio di mesi non lavori, cadi in depressione».

Lei e Tim Robbins siete anche una coppia molto impegnata in politica: vi siete schierati contro la pena di morte, contro il razzismo, contro la guerra in Iraq. Quanto pesa tutto questo sulla vostra vita privata?

«Tanto. Dopo avere sfilato per la pace il 29 aprile a New York, ho ricevuto una minaccia di morte. Altre intimidazioni mi erano già arrivate quando gli Stati Uniti iniziavano a bombardare Baghdad, nel 2003. Mi hanno accusato pubblicamente di essere una fiancheggiatrice di Saddam Hussein e di Osama Bin Laden, hanno invitato le case cinematografiche a boicottare me e Tim... I nostri figli sono davvero preoccupati che ci possa succedere qualcosa. Ed è per questo motivo che non credono che il mestiere dell’attore sia così meraviglioso».

Non avete mai pensato di rinunciare alle vostre battaglie?

«No, non sarebbe giusto».

In che senso?

«Mentre noi siamo sedute qui a parlare, dall’altra parte del mondo migliaia di innocenti sono morti, e altri ne moriranno, per la stupida e inutile guerra di George W. Bush. È la cosa che mi fa più arrabbiare, ecco perché non posso fermarmi».

Il lavoro, la politica, i figli. E un amore lungo 18 anni. Lei e Tim condividete praticamente tutto. Allora perché non vi siete mai sposati?

«Perché odio quello che io chiamo il corollario del matrimonio: il fatto, cioè, che marito e moglie smettano di essere due individui e si considerino soltanto come coppia».

Niente fede al dito, quindi, neppure in futuro?

«No. Il matrimonio impigrisce, mentre io non voglio dare mai nulla per scontato. A me piace svegliarmi la mattina sapendo che sono io a scegliere di stare insieme al mio compagno. Ogni giorno».

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