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Sanremo 2016: gli Stadio vincono la serata delle cover. E il programma della quarta serata

di Silvia Gianatti
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Carlo Conti prosegue il suo Sanremo da record e un italiano su due rimane incollato al televisore. Una serata piena di belle canzoni, i grandi successi della musica italiana, alcuni interpretati da brividi, altri meno riusciti. Con la musica sempre al centro.

Carlo Conti prosegue il suo Sanremo da record e un italiano su due rimane incollato al televisore. Una serata piena di belle canzoni, i grandi successi della musica italiana, alcuni interpretati da brividi, altri meno riusciti. Con la musica sempre al centro.

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Quello che è successo durante la terza serata

Problemi tecnici in sala stampa durante il voto della prima coppia di giovani, Miele e Francesco Gabbani. Passa Miele, ma non il voto dei giornalisti che vale il 50%. Quindi si ripete il voto. Passa Gabbani. Non vorremmo essere nei panni della povera Miele, che questa sera ricanterà, come premio di consolazione. Non credo basti.

Gli Stadio vincono la serata delle cover con La sera dei miracoli di Lucio Dalla. Un premio meritato, per una grande band che impreziosisce non poco quest’edizione, grazie alla sua presenza. Presenza immensa anche quella dei Pooh, ospiti speciali, venuti a festeggiare la loro reunion in occasione del 50ennale: di nuovo in cinque, pronti a dedicare il 2016 alla fine della loro carriera, con date negli stadi e una serata speciale su Rai Uno, l’11 marzo.

Quello che vedremo nella quarta serata

Questa sera tocca alle Nuove Proposte sentire proclamare il nome del vincitore. Riascolteremo anche le venti canzoni e scopriremo chi verrà eliminato.

Ospiti attesi: Elisa, J Balvin, Enrico Brignano e la coppia Alessandro Gassman-Rocco Papaleo

Quello che invece abbiamo visto noi

Dolcenera “avanti e indietro”: poteva godersi il Festival, sette giorni di interviste, promozioni, canzoni. Invece è impegnata con TheVoice. E allora quando non ha prove e non ha serate in tv, torna a Milano, registra e poi torna indietro. E via così. Pochissime interviste, conferenze stampa saltate. Sì, poteva godersi il Festival, e invece.

Neffa “io divago”: in pratica quando risponde a una domanda apre una parentesi tonda, poi quadra, poi anche graffa, tendenzialmente non ne chiude neanche una, ma si dice sereno perché anche se è a rischio eliminazione è venuto a Sanremo perché aveva voglia di partecipare: «So che il mio pezzo avrebbe bisogno di più di due ascolti. Potrei piazzarmi tra i primi quattro, ma nel festival dell’anno prossimo!». La simpatia c’è.

Arisa “chi vuoi che vince”: ha già vinto due anni fa, rivincerebbe oggi. «Il premio della critica, il primo premio, qualsiasi cosa. Se mi chiedi cosa voglio io prendo tutto quello che arriva. Vengo a Sanremo perché è il posto migliore in cui promuovere un progetto. Esce il mio nuovo album venerdì e allora, quello che voglio, è che queste mie canzoni possano entrare nella quotidianità degli italiani».

Annalisa “lasciatemi cantare”: una delle voci più belle e precise del festival, ha solo voglia di cantare: «Un aspetto negativo a cui nessuno pensa? In questa settimana ci chiedono ininterrottamente di parlare della nostra canzone, in tutte le interviste. E io sto lì a descrivere, rispondere, quando in realtà basterebbe cantarla, senza bisogno di spiegarla».

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato “We love Sicilia”: entrambi siciliani doc, fanno i pranzi della domenica insieme, a suon di lasagne. Uniti da un’amicizia sincera, si equilibrano. «Lei mi insegna la leggerezza», «da lui ho solo da imparare». Ma non pensano alla vittoria. Dati per favoriti dai bookmakers, si godono il sodalizio sperando che la canzone funzioni. Lui da favorito ci è già passato l’anno scorso e ha vinto tra le Nuove Proposte. Lei ha tanta voglia di trovare il suo posto nella musica. E la tenerezza di vederla salire sul palco nella serata delle cover con un look semplice «tutto nero, perché sfila», dopo le critiche all’abito della prima sera, fa ben sperare che da oggi a fine Festival arrivino solo parole gentili nei loro confronti.

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