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Valeria Golino: io e Riccardo siamo una squadra fortissima

di Mattia Carzaniga
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Valeria Golino ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia come miglior protagonista per il film "Per amor vostro". L'abbiamo intervistata e qui vi racconta il suo ruolo di moglie di un cassiere della camorra. E ci dice che a casa, con Riccardo, litigano sempre, su tutto. Si sposeranno? Non ora

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Valeria Golino ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia come miglior protagonista per il film "Per amor vostro". L'abbiamo intervistata e qui vi racconta il suo ruolo di moglie di un cassiere della camorra. E ci dice che a casa, con Riccardo, litigano sempre, su tutto. Si sposeranno? Non ora

Perché dici che il viaggio del film è “rocambolesco”? «Ci sono voluti anni per realizzarlo. C’era sempre poco tempo o poco denaro. Negli ultimi mesi, a volte la fatica superava il piacere di essere parte di questo progetto. Quando ci hanno selezionati per Venezia abbiamo finalmente tirato un sospiro di sollievo».

Poi è arrivata la Coppa Volpi. «E pensare che Per amor vostro è stato l’ultimo titolo del concorso proiettato alla Mostra. Dopo gli applausi in Sala Grande, mi hanno trattenuto perché la giuria aveva visto il film la mattina e aveva già deciso di premiarmi. Sarei dovuta ripartire per Roma il giorno dopo, invece sono rimasta per la cerimonia di chiusura. È stato un susseguirsi di emozioni, ho sentito un affetto sincero».

Come descriveresti il tuo personaggio? «Più che un personaggio, Anna è una persona: è una donna confusa. Si contraddice quando, per esempio, chiude gli occhi di fronte agli affari sporchi del marito. Al tempo stesso è una madre viscerale, che riempie i figli d’amore, forse anche troppo. Interpretarla mi ha destabilizzato: Giuseppe non ha voluto darmi indicazioni, mi ha lasciato la libertà di riempirla come volevo. Una libertà che è diventata presto responsabilità: sentivo il peso di dover scegliere da sola. Perciò ho lasciato liberi i miei sentimenti».

C’è una scena che ricordi in modo particolare? «Sì, quella in cui vengo sedotta da Adriano Giannini, col quale ho diviso il set per la prima volta: ho cercato di vivere con naturalezza il momento di passione. Oppure quella in cui Massimiliano Gallo, che interpreta mio marito, mi lancia certi sguardi cattivi... Sul set mi spaventavo davvero. Credo che sullo schermo si percepisca. Mi sono lasciata andare».

Affronti sempre così il tuo lavoro? «Il cinema per me è una scoperta costante, soprattutto in tempi in cui i ruoli sono sempre più omologati. Io ho bisogno di rischiare. Ho fatto film brutti in passato, seppur con le migliori intenzioni, e so che per necessità ne farò di nuovo. Per alcuni lavori mi diranno ancora che sono stata brava, per altri invece non succederà. Ma non smetterò mai di cercare me stessa attraverso le mie scelte professionali».

Sei così anche nella vita privata? «Sono una persona irrequieta, sempre in movimento. Poco tempo fa mi hanno persino premiato per questo: ho vinto il titolo di “Inquieto dell’anno”, istituito dal Circolo degli Inquieti di Savona. Sono andata a ritirarlo con orgoglio, era un riconoscimento meritatissimo, anche più della Coppa Volpi!» (ride).

Non hai mai momenti di serenità? «Ce li ho, te l’assicuro! Ma l’inquietudine mi accompagna sempre. Sono mossa dal desiderio, mi sento ogni volta “quasi” arrivata, mai del tutto, faccio fatica a dirmi soddisfatta di qualcosa. Può essere un limite, però in me diventa la spinta a cercare altro, a liberare la curiosità».

Tra i produttori di Per amor vostro c’è il tuo compagno Riccardo Scamarcio, che ha partecipato anche alla realizzazione della tua opera prima da regista: Miele. Sul set andate d’accordo? «Riccardo e io abbiamo lo stesso sguardo sulle cose. Con gli anni lui ha imparato a fidarsi del mio gusto, così come io ho imparato a fidarmi delle sue intuizioni. Sul set siamo diventati una squadra infallibile. Nella vita invece non sempre la pensiamo allo stesso modo: finisce che a casa litighiamo molto più spesso di quando lavoriamo insieme».

Su cosa vi dividete? «Ci scontriamo sulla politica. Dipende dal diverso modo di leggere quel che accade nel mondo e anche nel nostro ambiente di lavoro, sempre più in crisi. Io tendo alla diplomazia, lui è più fumantino, si lascia trasportare dall’indignazione. Forse è vero che solo così ci si può bilanciare».

Riccardo ha appena smentito il vostro imminente matrimonio dopo 9 anni d’amore: confermi? «Le nozze non sono in programma, ma se pubblico e giornalisti ci vogliono a tutti i costi vedere sposati, vuol dire che ormai c’è dell’affetto profondo nei nostri confronti. Perciò potete continuare a chiedercelo: io non mi offendo!».

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