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Sanremo 2016, Virginia Raffaele: le imitazioni di Sabrina Ferilli e Carla Fracci

di Luca Fiorini
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È Virginia Raffaele la punta di diamante di questo Festival 2016. Le sue imitazioni di Sabrina Ferilli e Carla Fracci hanno conquistato critica e pubblico. Ecco chi è e perché piace così tanto

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Non sempre Virginia Raffaele è gradita a chi finisce nel suo mirino - Ornella Vanoni l'ha definita "pesante, al limite della volgarità" e Belen Rodriguez ha invocato "maggiore rispetto nella sua imitazione" - ma invariabilmente convince la critica e conquista il pubblico.

Sabrina Ferilli e Carla Fracci: le imitazioni al Festival di Virginia Raffaele
Così ha fatto al Festival di Sanremo 2016, senza deludere le aspettative sul suo ingaggio: prima imitando una Sabrina Ferilli di sorrentiniana memoria - "se vuoi cambiare il paese devi riformare l'Ariston" -, poi giocando con l'allure aulica, quasi autarchica, di Carla Fracci ("la danza è sofferenza, sa?").

La punta di diamante di questo Festival a 50 carati (corrispondenti alla percentuale di share della serata d'esordio) è lei, un metro e ottanta di sapida vis comica e monumentale bellezza. Irriguardosa e sconveniente, secondo qualche detrattore in vena di predicozzo, per la boutade sui tic d'anzianità dell'étoile della Scala.

Le caricature di successo: da Roberta Bruzzone a Nicole Minetti
Caricaturale eppure credibilissima, espressiva tanto nella mimica quanto nella timbrica, col suo fisico procace, l'attrice romana di estrazione circense (la sua famiglia gestiva il Circo Preziotti) entra ed esce disinvolta dai panni dei personaggi più disparati dello showbiz peninsulare: è la criminologa Roberta Bruzzone nei suoi sospirati siparietti noir, l'ex consigliera regionale Nicole Minetti tutta forestierismi e bagatelle, perfino Marina Abramovic nel pieno delle sue performance pubbliche o Carla Gozzi fra un capriccio fashionista e un divertito "mai più senza".

Il suo segreto per far ridere
Il suo segreto è smitizzare senza sminuire, stropicciare non snaturando. Col gusto per il jeu de mots e una sintesi efficace di alto e basso, colto e impudico, Virginia Raffaele prende da Anna Marchesini e Alighiero Noschese, da Alfredo Papa e Maurizio Crozza. E cambia e scava e smonta. Perché quella di imitare è, essa stessa, un'arte inimitabile. Un cantiere sempre in corso. Una donna eccezionalmente prolifica.

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