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Vogliamo anche le rose, al cinema

di Sara Sironi
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L'ultimo film di Alina Marazzi ripercorre la storia di tre ragazze tra la metà degli anni '60 e la fine degli anni '70, regalandoci un documentario creativo, appassionante e drammaticamente attuale. Un'occasione preziosa per vivere l'8 marzo da protagoniste

L'ultimo film di Alina Marazzi ripercorre la storia di tre ragazze tra la metà degli anni '60 e la fine degli anni '70, regalandoci un documentario creativo, appassionante e drammaticamente attuale. Un'occasione preziosa per vivere l'8 marzo da protagoniste

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42 ANNI FA

1966: la legge italiana considera ancora la contraccezione un reato contro la stirpe

37 ANNI FA

1971: consentita la vendita della pillola anticoncezionale

33 ANNI FA

1975: nuovo diritto di famiglia con piena parità giuridica tra uomo e donna

31 ANNI FA

1977: legge di parità tra uomo e donna sul lavoro

28 ANNI FA

1980: abolita l'attenuante del "delitto d'onore" nel codice penale

12 ANNI FA

1996: la violenza sessuale è "reato contro la persona", non più contro la morale

La regista Alina Marazzi è nata nel 1964, in un'Italia che discriminava le donne sul piano legislativo, basta leggere le date qui sopra. Il suo ultimo film, "Vogliamo anche le rose" esce nelle sale nel 2008, in un Paese che formalmente riconosce e tutela la parità di genere, ma che stenta ancora (a livello sociale ed educativo) a promuovere pienamente il ruolo femminile.

Un'Italia con pochi asili nido, con poche donne lavoratrici, con le mammine dei mulini bianchi, con le soubrette svestite accanto ai presentatori in giacca e cravatta, con sette milioni di donne che hanno subito violenza quasi sempre in famiglia.

C'è ancora molto da fare, ma possiamo iniziare col dire "grazie" a chi intorno agli anni settanta ha lottato e conquistato diritti che ora sembrano scontati (non sembra incredibile che la violenza sessuale non fosse un reato contro la persona? Che solo l'adulterio femminile fosse un motivo valido per la separazione?).

Alina Marazzi ha scelto di raccontare quegli anni attraverso tre percorsi intimi e personali: poche immagini d'epoca di manifestazioni (una su tutte: l'8 marzo del 1972 con le donne in piazza che venivano insultate dai poliziotti, "andate sul marciapiede, vergognatevi"), molte immagini private, familiari. Tre voci narranti leggono alcune pagine dai diari di Anita, Teresa, Valentina. Le loro paure, le loro gioie, le loro vite.

Le difficoltà psicologiche ("Bisogna trovare un modello da seguire, ma non ce ne sono"), le storie d'amore ("Cos'è l'amore? Un sistema di dipendenze?", "Mi sono resa conto che anche lui aveva sofferto: il dopo era cominciato"), le lotte politiche ("Siamo sconfitti, uomini e donne, dopo il '77"), il dramma dell'aborto ("Non sono sicura di aver scelto, temo di non aver avuto scelta").

Il film è un documentario creativo che mescola sapientemente materiali di repertorio d'epoca: fotografie, fotoromanzi, filmini di famiglia, dibattiti televisivi, pubblicità, animazioni. Il risultato di questa stratificazione, visiva e sonora, pubblica e privata, è un'opera emozionante e preziosa che scorre densa e leggera come il racconto di un'amica.

"Vogliamo anche le rose" è nelle sale dal 7 marzo e uscirà in dvd nel mese di maggio

Sito ufficiale: www.vogliamoanchelerose.it

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