del

Arriva la tassa sugli ascensori

di Fabio Brinchi Giusti
Vota la ricetta!

Dopo la paura per la pensione di reversibilità, un nuovo allarme: il governo vorrebbe introdurre una tassa sugli ascensori, un nuovo balzello in grado di azzerare i benefici dell’abolizione della Tasi. Ma come stanno le cose esattamente?

Un caffè con Donna Moderna

Dopo la paura per la pensione di reversibilità, un nuovo allarme: il governo vorrebbe introdurre una tassa sugli ascensori, un nuovo balzello in grado di azzerare i benefici dell’abolizione della Tasi. Ma come stanno le cose esattamente?

La denuncia della Confedilizia

Tutto è nato dopo una denuncia partita dalla Confedilizia, associazione che rappresenta i proprietari di casa italiani. Nel mirino di Confedilizia è finita una bozza preparata dal Ministero per lo Sviluppo Economico che dovrà essere discussa e approvata dal Consiglio dei Ministri. “Lo schema” –afferma l’associazione– “impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa”.

Nuovi controlli obbligatori per legge

In termini più semplici, non arriverebbe una nuova tassa ma chi possiede un ascensore sarà obbligato per legge a ulteriori controlli per la sicurezza, controllo che ovviamente non saranno gratuiti e che, sempre secondo Confedilizia, annulleranno per le famiglie italiane i benefici derivanti dall’abolizione della Tasi.

Controlli inutili per Confedilizia

Controlli inutili, aggiunge l’associazione, perché la sicurezza dei nostri ascensori è già garantita a sufficienza. “Ogni sei mesi” –ricorda Confedilizia– “gli ascensori sono sottoposti, per legge, a manutenzione da tecnico abilitato o ditta specializzata, con verifica di paracadute, limitatore di velocità, dispositivi di sicurezza, funi, catene e attacchi, isolamento impianto elettrico e collegamenti con la terra.” Ogni due anni, invece, “gli ascensori sono sottoposti a verifica dall’Asl o dall’Arpa o da un organismo di certificazione autorizzato”. Se poi durante la manutenzione viene rilevato un pericolo, “l’ascensore va fermato, fino a quando non sia stato riparato, informandone il proprietario, l’incaricato delle verifiche periodiche e il Comune per l'adozione di eventuali provvedimenti di competenza.” Insomma, i nostri ascensori sono già sottoposti a molti controlli, più di ogni altro settore. “È palese” –concludono– “come la sicurezza sia garantita, tanto che bassissima è la percentuale di incidenti, in presenza di un traffico giornaliero di passeggeri da 30 a 40 milioni.”

Il Ministero: nuovi controlli solo per apparecchi prima del 1999

A stretto giro sono arrivate le rassicurazioni del Ministero. “Al contrario di quanto affermato da Confedilizia” –replica il Mise– “la proposta non prevede verifiche straordinarie, bensì controlli di sicurezza da svolgersi nell'ambito della prima verifica ordinaria utile.” Dunque non ci saranno nuovi controlli ma dovrà esserci una maggiore attenzione per gli ascensori installati prima del 1999, cioè prima che direttive europee imponessero standard di sicurezza più rigorosi. Questi ascensori più vecchi saranno verificati non solo facendo riferimento alle vecchie norme pre-1999 più permissive, ma anche in base ai requisiti di sicurezza più stringenti entrambi in vigore successivamente.

Nessun costo in più (dice il Ministero)

Questi nuovi controlli non determineranno costi eccessivi “perché le normali norme già oggi previste dovrebbero aver già indotto molti proprietari a effettuare comunque queste verifiche.”Nel caso così non fosse, gli interventi di miglioramento dell’ascensore si potranno fare in quattro anni e per forza subito e inoltre beneficeranno di detrazioni fiscali. Dunque non saranno vanificati i vantaggi derivanti dall’abolizione della tassa sulla casa.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna