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Assicurazione per le casalinghe: che fine ha fatto?

di Lorenza Pleuteri
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Se ne parla poco ma l'assicurazione per chi lavora esclusivamente in casa è obbligatoria. Il premio è minimo, rispetto ai vantaggi che offre. E non riguarda solo le classiche massaie. Anche i giovani e i pensionati con meno di 65 anni. Qui trovate una guida facile e pratica

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Se ne parla poco ma l'assicurazione per chi lavora esclusivamente in casa è obbligatoria. Il premio è minimo, rispetto ai vantaggi che offre. E non riguarda solo le classiche massaie. Anche i giovani e i pensionati con meno di 65 anni. Qui trovate una guida facile e pratica

C'era una volta l'assicurazione Inail per le casalinghe. C'è ancora. È sempre obbligatoria e dovuta per legge. Tutela in caso di incidenti domestici con gravi conseguenze. Però non tutte le sanno. E, tra le informate, c'è chi sceglie di smettere di pagare il premio previsto o di non cominciare nemmeno a versarlo.

A fronte di un bacino di svariati milioni di potenziali interessate - si parla al femminile, ma sono compresi anche gli uomini - un anno fa le assicurate erano 1.236.799 (il 99 per cento del totale) e gli assicurati 12.525 (l'1 per cento). E di 12 mesi in 12 mesi la truppa si assottiglia. Nel 2008 si superavano i 2 milioni di aderenti, nel 2012  l'emorragia si era fermata a 1,6 milioni, nel 2013 si viaggiava sopra 1,4 milioni.

Quest'anno c'è tempo fino al primo febbraio per mettersi in regola. La cifra da versare prevista resta minima: 12,91 euro. È bene però sapere che, in caso di infortunio, si ha diritto a un indennizzo se l'invalidità è permanente e supera il 27 per cento. Nel 2013, per avere un'idea statistica dell'andamento della polizza, vennero denunciati 886 infortuni e furono rimborsate 46 persone, 45 donne e 1 uomo. Nel 2012, a fronte di 1.036 incidenti gravi segnalati, 61 gli indennizzati (60 donne, 1 uomo).

Per saperne di più, abbiamo contattato l'Inail, che offre un contact center (numero 803.164, con chiamate gratuite dai telefoni fissi) mentre sul portale istituzionale mette a disposizione schede e istruzioni (www.inail.it).

Chi ha l'obbligo di assicurarsi?
Devono assicurarsi le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni compiuti, uomini e donne, che lavorano in modo abituale ed esclusivo per la cura della casa e dei familiari. Sono escluse tutte le donne che hanno un impiego extracasalingo, un'attività per le quali c'è l'obbligo di iscrizione a un'altra cassa previdenziale o un altro ente.

L’assicurazione riguarda anche i giovani?
L'obbligo di assicurarsi riguarda anche gli studenti che si occupano dell'ambiente in cui abitano, anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza; gli ultradiciottenni che lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio ragazzi e ragazze in attesa di prima occupazione); i pensionati di entrambi i sessi con meno di 65 anni; i lavoratori in mobilità e in cassa integrazione guadagni; i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia e non hanno un'altra occupazione; chi ha un impiego che non dura l'intero anno (lavoratori stagionali, lavoratori temporanei, lavoratori a tempo determinato).

Chi è invece escluso?
I lavoratori socialmente utili, i titolari di borse lavoro, chi fa corsi di formazione e tirocini, i lavoratori part time iscritti a forme obbligatorie di previdenza sociale, i religiosi, colf, badanti e perpetue.

Che spazi copre l'assicurazione contro gli infortuni domestici?
L'abitazione in cui risiede la famiglia accudita e le pertinenze, cioè soffitte, cantine, giardini, balconi. Se l’immobile fa parte di un condominio, sono considerate anche le parti comuni (androne, scale, terrazzi). Rientrano tra i luoghi tutelati anche le residenze temporanee per le vacanze, sempre che si trovino in Italia. Non sono invece contemplati gli infortuni in itinere, cioè in viaggio.

Che tipo di incidenti sono previsti?
Il risarcimento spetta a chi si fa male sbrigando le ordinarie faccende domestiche (es. caduta dalle scale mentre si puliscono i vetri, traumi mentre si cucina), occupandosi delle piccole attività di manutenzione che non richiedono una particolare preparazione tecnica (il fai da te, in sintesi) o per colpa di animali domestici (cani e gatti, criceti, pappagallini).

C'è un tetto minino?
Il risarcimento è previsto in caso di invalidità permanente pari o superiore al 27 per cento. Il rischio morte è previsto. In caso di decesso dell'assicurato, le rendite spettano ai superstiti.

Sono previste categorie esentate dal pagamento?
Non sempre il premio assicurativo contro gli infortuni in ambito domestico è a spese del cittadino. La polizza è a carico dello Stato per donne e uomini con un reddito personale complessivo lordo fino a 4.648,11 euro annui e un reddito familiare sotto i 9.296,22.

Come fare per aderire?
Il costo annuale di 12,91 euro non è frazionabile su base mensile ed è deducibile ai fini fiscali. L’assicurazione decorre dal giorno successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento. Il versamento deve essere eseguito presso gli uffici postali tramite lo specifico bollettino, modello TD451 (c/c n. 30621049), intestato a Inail Assicurazione infortuni domestici, Piazzale Giulio Pastore, 6 – 00144 Roma (sul sito www.inail.it si trova il fac-simile del bollettino postale per la prima iscrizione). Il modulo può essere ritirato presso gli stessi uffici postali, le sedi Inail e le associazioni di categoria (DonnEuropee, Federcasalinghe, Moica, Scale Ugl). Da quest'anno è possibile anche versare il dovuto elettronicamente, con il sistema pagoPA (procedura guidata sul portale www.inail.it), utilizzando il proprio computer o presso gli sportelli bancari, le poste, gli istituti di pagamento e i tabaccai che offrono il servizio.

Che cosa si rischia, se non si paga il premio?
L'Inail può applicare una sanzione, proporzionale al periodo di mancato pagamento e comunque non superiore all'importo base, così come previsto da norme generali. L'importo non spaventa massaie e affini. Il rischio di essere beccate e multate è prossimo allo zero. L'Istituto, così spiegano dalla sede centrale, punta sull’informazione e sul rendere le persone interessate consapevoli dei vantaggi. L'anno scorso, selezionati i nominativi in base a dati ricevuti dall'Agenzia dell'Entrate, vennero spedite 250mila lettere a casalinghe inadempienti.

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