Banche: al via i bonifici istantanei. Costeranno un po’ di più

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Lorenza Pleuteri

A partire dal 21 novembre potremo effettuare bonifici in tempo reale. E in tutta Europa. I costi risulteranno leggermente maggiorati rispetto ai bonifici tradizionali. Ecco come funzionerà l’instant payment

Tutto in dieci secondi, al massimo. Dal 21 novembre, dopo il rodaggio, entrerà in funzione a pieno regime il sistema che consente i “bonifici istantanei”, cioè accreditati in tempo (quasi) reale al destinatario. Lo stanno sperimentando da qualche mese alcuni clienti di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Sella. Poi, a partire dal d-day, saranno via via coinvolti quasi tutti gli altri istituti di credito attivi in Europa e una platea enorme di correntisti distribuiti in tutto il continente. L’instant payment, come lo chiamano gli addetti ai lavori, sarà infatti praticabile nell’intera area Sepa, cioè nei 28 Paesi dell’Ue più Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Principato di Monaco, San Marino e Dipendenze della Corona Britannica (cioè l’isola di Man e le isole del canale della Manica).

Bonifici in diretta, 365 giorni l’anno

I bonifici “in diretta” si potranno fare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e per 365 giorni l’anno. Ci sarà un tetto massimo per ogni operazione (15mila euro) e i distratti dovranno prestare la massima attenzione, vista l’estrema rapidità di addebiti e accrediti: i pagamenti istantanei non saranno revocabili. Le modalità utilizzabili potenzialmente sono tutte quelle entrate nella quotidianità, per i bonifici “tradizionali”: homebanking, postazioni Atm (i bancomat multifunzionali) e sportelli delle agenzie territoriali. Toccherà però ai singoli istituto di credito decidere quanti e quali di questi strumenti mettere a disposizione.

Occhio ai costi e alle stangate

Anche i costi del servizio  (per ogni operazione, a pacchetto, oppure inclusi nel canone annuo omnicomprensivo) verranno stabiliti dalle singole banche. Saranno a carico di chi dispone i bonifici, come già succede con le procedure in differita (a volte con importi non da poco, anche 9-11 euro allo sportello). Ma pure chi li riceve potrebbe essere costretto a sobbarcarsi una commissione. In teoria non è nemmeno esclusa la richiesta di una percentuale fissa della somma che si trasferisce. Ogni banca è un caso a sé. Per ora, nella fase pilota, per i soldi in entrata non si paga nulla. Dal punto di vista delle banche – criticità segnalata dall’interno – questo tipo di operazioni è più rischioso, visto che il tempo per i controlli immediati (antiriciclaggio e non solo) si azzera.

Tecnologia italiana, scala europea

La “rivoluzione” – tengono a dire i soggetti interessati – “sarà resa possibile grazie alla piattaforma tecnologica di Eba Clearing, gestore di sistemi di pagamento paneuropei, realizzata dall’italiana Sia, società creata 40 anni fa da Banca d’Italia, Abi e principali istituti di credito e ora controllata al 49,5 per cento da Fsia Investimenti (Cassa depositi e prestiti)”.

Aspettative e richieste dei consumatori

“Il bonifico istantaneo è uno strumento utile e un’opportunità in più per l’utente – ha dichiarato all’agenzia Adnkronos Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale –.  Mi viene in mente un genitore che ha un figlio che studia all’estero, ad esempio. Potrebbe trovarsi nella necessità di fargli avere subito qualche euro”. Non solo. L’accredito in tempo reale può diventare una garanzia per chi vende una macchina a uno sconosciuto o deve incassare l’affitto da un nuovo inquilino: la conferma dell’arrivo dei soldi si ha subito. “L‘importante – ha sottolineato il rappresentante dei consumatori organizzati - è che i costi siano ragguagliati alla tipologia del servizio. E auspichiamo che a questo punto i costi dei bonifici ordinari si abbassino”.

Pagamenti istantanei innovativi già esistono

Forme innovative di pagamento istantaneo già esistono, anche in Italia. Jiffy, ad esempio. Si tratta di un servizio, firmato sempre da Sia e sviluppato in collaborazione con Gft, per inviare e ricevere denaro in tempo reale e per pagare gli acquisti in una serie di negozi, utilizzando lo smartphone. Nel futuro prossimo, a breve, sarà utilizzabile anche per l’e-commerce.

Che cosa è e come funziona Jiffy

“Jiffy  - spiegano da Sia - è utilizzabile su smartphone con sistema operativo Android, iOs, Windows phone e si caratterizza per la velocità e la facilità d’uso. Per usufruire del servizio occorre essere titolari di un conto corrente in una banca aderente. Per attivarlo bisogna registrarsi sul sito del proprio istituto di credito e scaricare l’app che viene fornita. Per trasferire denaro dallo smartphone, person to person, basta selezionare il destinatario dalla rubrica presente nell’applicazione dedicata, inserire l’importo, scrivere l’eventuale causale e confermare l’operazione”.

Basta un clic con lo smartphone. Con un clic il denaro viene immediatamente inviato sul conto corrente o su una carta conto  e può essere subito utilizzato. Se il destinatario delle somme è cliente di una banca aderente a Jiffy, l’addebito e l’accredito dei soldi saranno in tempo reale. Altrimenti il pagamento rimarrà in sospeso, ma i soldi non andranno persi: tramite l’app si potrà mandare un messaggio per segnalarne la presenza e le modalità per incassarli”.

Lo smartphone per pagare nei negozi. Di recente a Milano, Roma e Torino è partita anche la fase “person to business” del progetto Jiffy. “Gi utenti possono effettuare pagamenti istantanei, sempre via app e in totale sicurezza, in più di 150 esercizi commerciali convenzionati da Intesa Sanpaolo. Il pagamento in negozio avviene tramite la lettura del Qr Code creato al momento dell’acquisto. Il cliente deve semplicemente inquadrarlo”.

Potenzialmente interessati 400 milioni di europei. Attualmente Jiffy conta più di 4,2 milioni di utenti e 120 banche aderenti in Italia, potenzialmente potrebbe coinvolgere 400 milioni di correntisti europei. “È già predisposto per essere integrato con l’infrastruttura paneuropea di instant payment al via il 21 novembre”.

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