Bonus bebè e scadenze: l’Isee va inviato entro fine anno

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di

Lorenza Pleuteri

Per continuare a ricevere o per riattivare l'erogazione del bonus bebè, informa l'Inps, i beneficiari devono presentare entro il 31 dicembre la Dichiarazione sostitutiva unica che servirà per il rilascio dell'Isee aggiornato. In caso contrario, così come per la perdita dei requisiti, il contributo decadrà

Ci sono mamme che rischiano di perdere definitivamente il bonus bebè – quello che formalmente si chiama assegno di natalità – perché si sono scordate o hanno omesso di presentare una nuova Dichiarazione sostitutiva unica, necessaria per il rilascio dell’Isee per l’anno 2017. Per questo l’Inps, dopo aver sospeso i pagamenti alle madri distratte o inadempienti, ricorda a tutte le interessate che è necessario provvedere alla consegna della Dsu entro un termine tassativo, il 31 dicembre 2017.  Appena arriveranno le informazioni aggiornate, ferma restando la permanenza dei requisiti richiesti, l’Istituto ricomincerà a versare gli importi dovuti o darà il via agli accrediti. “Si coglie l’occasione - puntualizza l’Istituto di previdenza - per ribadire che, in generale, le Dsu hanno validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono presentate.  Ne discende che, sebbene la richiesta di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o di adozione del figlio, è necessario che il beneficiario rinnovi la Dichiarazione, ai fini della verifica annuale dell’Isee, per ciascun anno di erogazione del contributo”.

Un rischio concreto: la decadenza del bonus

Attenzione. II mancato invio della Dichiarazione sostitutiva ai fini Isee, da qui alla fine dell’anno, comporterà la perdita delle mensilità dell’assegni per il 2017 e anche la decadenza della domanda presentata nel 2016 e in alcuni casi nel 2015. L’utente che ha fatto richiesta nel 2016 e si trova in possesso dei requisiti di legge, nel caso di decadenza  potrà proporre una nuova istanza nel 2018, per il periodo residuo. Tuttavia, in questa situazione, non potrà riavere le mensilità dell'anno 2017. Il beneficio sarà riattivato “solo” dalla data di presentazione della nuova domanda.

Ricapitolando: che cosa è il bonus bebè?

L’assegno di natalità, ovvero il cosiddetto “bonus bebè”, è un contributo economico destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il primo  gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e con un Isee non superiore a 25mila euro. Viene corrisposto ogni mese fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato.

Bonus bebè: di quanti soldi si parla?

L’importo dell’assegno dipende dall’Isee del nucleo familiare che lo richiede: 960 euro l’anno (80 euro al mese per 12 mesi) con Isee superiore a 7.000 euro annui e non superiore a 25.000 euro annui; 1.920 euro l’anno (160 euro al mese per 12 mesi) con Isee non superiore a 7.000 euro annui.

Chi può richiedere il bonus bebè?

Possono chiedere il bonus  le famiglie in cui sia presente un figlio nato o adottato o avuto in affido temporaneo prima del 31 dicembre 2017 (poi si vedrà, in base alle scelte del Parlamento). Questi i requisiti richiesti al genitore che presenta l’istanza:  essere cittadino italiano o di un altro dei Paesi Ue, oppure  cittadino non comunitario in possesso di regolare permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o in possesso di status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;  essere residente in Italia;  essere convivente con il minore per il quale si chiede l’assegno.

Come e dove presentare la domanda?

La domanda va inviata esclusivamente per via telematica all’Inps, una sola volta per ogni figlio, entro il termine di 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia a seguito di adozione  o di affidamento preadottivo. L’inoltro può essere effettuato personalmente se si è in possesso del Pin dell’Istituto (dal portale www.inps), attraverso il contact center  multilingue (803.164 gratuito da rete fissa oppure 06.164.164 da rete mobile, a pagamento) o tramite patronati e intermediari riconosciuti.

E per il futuro? Dal 2019 assegno light e per un solo anno

In futuro, dopo un breve periodo di assestamento, questo bonus dovrebbe diventare strutturale e cambiare. Lo prevede un emendamento alla manovra finanziaria in discussione in parlamento, ancora non definitiva. L’anno prossimo, salvo marce indietro, l'importo erogato sarà lo stesso di quest’anno (80 euro). Poi, dal 2019, cambierà: l’assegno per i nuovi nati e per i bimbi adottati sarà dimezzato (40 euro al mese). Il contributo, ora triennale, verrà accordato "solo" per dodici mesi. Resterà la soglia Isee per accedere al beneficio (25.000 euro).

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