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Bonus di 80 euro: chi dovrà restituirli?

di Oscar Puntel

Un contribuente su 8 ha percepito la somma senza averne diritto. Un vero pasticcio fiscale. Vi spieghiamo chi dovrà pagare e perché

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Un contribuente su 8 ha percepito la somma senza averne diritto. Un vero pasticcio fiscale. Vi spieghiamo chi dovrà pagare e perché

Un milione e 400 mila italiani dovranno restituire il 'bonus' di 80 euro percepito nel 2014, soldi che ogni mese arrivavano nella busta paga di un lavoratore dipendente. A fronte dei controlli sulle dichiarazioni fiscali 2015 (redditi 2014) di 11.7 milioni di dipendenti, questi lavoratori hanno ricevuto il bonus senza averne diritto. Ora sono chiamati alla restituzione, in un'unica rata. Alle casse dell'Agenzia delle Entrate dovranno rientrare 320 milioni di euro.

Chi deve restituire il bonus?

Dal maggio 2014, i lavoratori dipendenti e contribuenti ricevono in busta paga un bonus di 80 euro, in aggiunta allo stipendio. Non ha diritto al bonus chi ha un reddito superiore ai 26mila euro lordi o inferiore agli 8 mila euro lordi (soglia quest'ultima sotto la quale non si pagano le tasse). Ha un bonus ridotto, chi ha un reddito fra i 24 e i 26mila euro lordi all'anno. Quindi la restituzione riguarderà tutte quelle persone che hanno ricevuto il bonus, nonostante i loro redditi passassero le due soglie (fossero cioè superiori ai 26mila euro o inferiori agli 8mila). Dovranno restituirlo anche coloro i quali non hanno 'corretto' il 730 precompilato: o perché non hanno indicato nel rigo giusto l'entità del bonus, oppure perché hanno percepito più di quanto compare nella dichiarazione precompilata. Andiamo oltre i tecnicismi: si tratta di persone cui non spettava il beneficio degli 80 euro; oppure avevano diritto a un bonus ridotto e invece l'hanno intascato per intero.

Ma che cosa è successo davvero?

La questione rimanda al 730 precompilato. Il ministero dell'Economia ha inviato a casa i modelli, compilandoli con dati vecchi e non aggiornati. Il contribuente non ha controllato accuratamente oppure non ha correttamente indicato di percepire il bonus. 

Chi ha combinato questo 'pasticcio fiscale'?

L'Agenzia delle Entrate, che ha inviato i modelli 730 precompilati, basandosi su dati non aggiornati. Secondo quanto riferisce il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ci sarebbero delle differenze fra i redditi del 2014 e quelli finiti nelle dichiarazioni degli anni successivi. I contribuenti non avrebbero quindi aggiornato le cifre, correggendo il modello precompilato. Avrebbero avuto un reddito di oltre i 26mila euro, ma si sarebbero visti accreditare lo stesso il bonus. Ulteriore pasticcio: adesso il fisco chiede la restituzione 'in blocco' degli 80 euro non dovuti. Per 12 mesi. Fanno 960 euro per il 2015 (se il bonus si è percepito nella sua interezza). Non tutti i contribuenti possono permettersi l'esborso di tale cifra, in un'unica soluzione.

Come evitare futuri errori?

Controllare molto bene le cifre che compaiono nel 730 precompilato, quest'anno a disposizione da metà aprile. Se si hanno dubbi, consultare il commercialista o un Centro di assistenza fiscale.

Si può rinunciare al bonus?

Ipotizziamo di avere davanti a noi un anno particolarmente florido di guadagni: se già oggi pensiamo di chiudere l’anno con un reddito tra i 24mila e i 26mila euro lordi (forbice entro la quale il bonus è accreditato, ma in misura inferiore agli 80 euro), oppure di guadagnare oltre la soglia dei 26mila euro (e in questo caso il bonus non è dovuto), è possibile chiedere di interrompere l'accreditamento degli 80 euro in busta paga, proprio per evitare di doverli restituire in seguito. Lo si può fare per via telematica, utilizzando la modalità 'cassetto previdenziale' dell'Inps oppure comunicandolo al datore di lavoro. I dipendenti pubblici possono rinunciarvi, seguendo le indicazione del portale NoiPa, il sito da cui si scaricano e si visualizzano statini mensili e documenti fiscali di chi lavora nella pubblica amministrazione.

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