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Canone Rai, restano pochi giorni per le autocertificazioni

di Lorenza Pleuteri

Chi deve segnalare di non avere il televisore, per non pagare l'abbonamento, ha tempo solo fino a lunedì 16 maggio. La novità positiva è che per la spedizione dei moduli adesso si possono usare posta elettronica e firma digitale, obbligatoria.  L'Unione consumatori rimane ipercritica e chiede una nuova proroga

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Chi deve segnalare di non avere il televisore, per non pagare l'abbonamento, ha tempo solo fino a lunedì 16 maggio. La novità positiva è che per la spedizione dei moduli adesso si possono usare posta elettronica e firma digitale, obbligatoria.  L'Unione consumatori rimane ipercritica e chiede una nuova proroga

Restano poche ore per inviare al Fisco la dichiarazione richiesta per non pagare il canone Rai, da quest'anno inserito nelle bollette della luce a partire da luglio. Chi non possiede una apparecchio tv ha tempo solo fino a lunedì 16 maggio per comunicarlo alla Agenzia delle Entrate, con un modello standard da scaricare da internet (www.agenziaentrate.gov.it e canone.rai.it).

Ok alla posta elettronica certificata
L'autocertificazione, è l'ultima novità, può essere sottoscritta con la firma digitale e trasmessa tramite posta elettronica certificata a cp22.sat@postacertificata.rai.it. In alternativa ci sono le modalità previste dall'inizio. Il modulo compilato può anche essere inoltrato attraverso una specifica applicazione web, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel. È ammesso il ricorso a un caf o un commercialista, sicuramente costoso.

Oppure, altra opzione, si deve ripiegare sul sistema postale tradizionale. Un plico raccomandato senza busta va indirizzato a Agenzia delle Entrate, ufficio Torino 1, sportello abbonamenti tv, casella postale 22, cap 10121, Torino. Basta ricordarsi, per non vanificare tutto, di allegare copia di un documento d'identità valido.

Un esercito di persone in difficoltà
Per arginare un altro rischio, più addebiti su più bollette, la dichiarazione deve essere spedita anche nel caso in cui più soggetti presenti nello stesso stato di famiglia anagrafica siano titolari di più utenze residenziali (per intendersi, la categoria D2). Per gli abbonati defunti, non tolti automaticamente dalle liste Rai, ci devono pensare i parenti. I moduli da spedire sono sempre quelli reperibili online, assieme alle istruzioni per l'uso. La confusione, sull'orlo della scadenza, per molti resta grande. "Migliaia di persone - denuncia l'Unione nazionale consumatori - non hanno ancora capito se devono presentare o no l'autocertificazione e non certo per colpa loro".

Ogni anno una certificazione
I contribuenti che non riusciranno a mandare i moduli in questi ultimi giorni, per qualunque motivo, potranno farlo entro il 30 giugno. Ma ci rimetteranno soldi. L'esenzione varrà solo per il secondo semestre 2016. Poi per il 2017 bisognerà compilare una nuova dichiarazione e inoltrarla entro il 31 gennaio e così per tutti gli anni successivi. Le attestazioni, infatti, ogni dodici mesi scadono.

Chiesta una nuova proroga
Secondo gli esperti dell'Unione nazionale dei consumatori, critici e implacabili, non sarebbero stati rispettati i diritti minimi degli utenti. "Quando ci sono obblighi da rispettare, in materia tributaria, per gli adempimenti dovrebbero essere dati 60 giorni dall'entrata in vigore di nuovi provvedimenti o dall'emanazione delle disposizioni per le applicazioni concrete. Invece il ministero dello Sviluppo economico, costretto dal Consiglio di Stato a modificare la prima bozza, ancora non ha prodotto il decreto attuativo con le integrazioni". Altro punto: "La definizione di televisore, necessaria per dare corso correttamente alla riforma del canone, è arrivata solo il 20 aprile. Con le prossime scadenze fissate al 16 maggio, per la spedizione delle autocertificazioni, i cittadini hanno a disposizione meno di un mese, altro che due". Risultato? "Devono essere prorogati i termini per l'invio delle dichiarazioni per l'esenzione".

Attenzione ai dettagli
I difensori degli utenti organizzati hanno scovato un'altra falla nel sistema. "In base al provvedimento emesso il 24 marzo 2016 dall'Agenzia delle Entrate - prova a spiegare il segretario generale dell'Unione consumatori, Massimiliano Dona - può presentare l'autocertificazione esclusivamente il titolare di una utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale. Però non è stato ancora pubblicato il nuovo decreto del ministero dello Sviluppo economico, quello che dovrebbe spiegare che cosa si intende di preciso per cliente elettrico residenziale e dire chi può fare la dichiarazione per l'esenzione e chi no". Per gli utenti D2 pare tutto chiaro. Per i clienti D3 delle società elettriche ci sono messaggi contrastanti, incognite. Servono lumi. "Questa categoria - evidenzia Dona - è la più problematica. Si applica sia ai contratti stipulati nelle abitazioni di residenza con un impegno di potenza superiore a 3 kW sia a quelli sottoscritti per le abitazioni non di residenza".

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