Canone Rai ed esenzioni 2018: dichiarazione di non possesso entro 31 dicembre

Credits: Shutterstock
/5
di

Lorenza Pleuteri

In realtà c'è tempo fino al 31 gennaio 2018 per presentare la dichiarazione di non possesso del televisore (dichiarazione che va rinnovata ogni anno). Ma il consiglio è inviarla al più presto, per evitare che la prima rata venga addebitata sulle prime bollette del prossimo anno

Chi non possiede televisori, e per questo non ha l’obbligo di versare il canone Rai, deve comunicarlo all’Agenzia delle entrate. Per spedire l’autocertificazione – che ha  validità annuale e dunque deve essere rinnovata di dodici mesi in dodici mesi -  teoricamente c’è tempo fino al 31 gennaio 2018. Ma il fisco e le associazioni di consumatori consigliano di farlo subito, appena possibile, preferibilmente entro il 20 dicembre se la segnalazione viene inviata con la posta tradizionale e prima del 31 dicembre se si usano sistemi informatici o e-mail. Il rischio, in caso contrario, è che la prima rata venga addebitata sulle prime bollette del prossimo anno e che poi ci si debba attivare per chiedere il rimborso dei soldi non dovuti.

Moduli e istruzioni

I modelli da utilizzare sono quelli ufficiali e si trovano sui siti dell’Agenzia (agenziaentrate.gov.it – c’è anche una pagina su Facebook) e della Rai (canone.rai.it e abbonamenti.rai.it), dove si possono reperire anche la guida alla compilazione,  le istruzioni per l’inoltro, i numeri del contact center al quale rivolgersi in caso di dubbi, le risposte alle faq, le domande più frequenti.

Utenti coinvolti

Possono compilare la dichiarazione i titolari di utenza elettrica ad uso domestico residenziale, che non possiadano un apparecchio tv. La presentazione può essere effettuata a nome proprio o anche in qualità di erede di una persona deceduta, cui sia rimasta temporaneamente intestata l’utenza elettrica.

Modalità di invio della dichiarazione di non possesso

Le opzioni per l’invio sono diverse. L’autocertificazione può essere mandata mediante l’applicazione web disponibile sul sito di Agenzia delle entrate (dopo aver richiesto le credenziali Fisconline o Entratel) o tramite gli intermediari abilitati, cioè commercialisti e centri di assistenza fiscale.  Chi sceglie la posta tradizionale, sobbarcandosene i costi, deve spedire il modello come plico raccomandato senza busta, assieme alla copia di un documento di riconoscimento non scaduto (destinatario da indicare: Agenzia delle entrate, Ufficio Torino 1 Sat, Sportello abbonamenti Tv, Casella postale 22 10121, Torino). È ammesso anche l’uso della  posta elettronica certificata, purché si apponga la firma digitale. L’indirizzo di riferimento è cp22.sat@postacertificata.rai.it.

Possibilità di chiedere il rimborso

Nel caso in cui non si arrivi in tempo, e la prima rata del canone 2018 venga inserita in bolletta e pagata con l’addebito sul conto corrente, bisognerà poi presentare una richiesta di rimborso, istanza per cui non esistono scadenze o tempi massimi.

Protestano i consumatori organizzati

Dal fronte delle associazioni dei consumatori arrivano commenti critici e richieste. I coordinatori dell’Aduc rilevano: “Da quando la riscossione dell’imposta sul possesso di un apparecchio tv è passata attraverso la bolletta elettrica, oltre ad essere notevolmente diminuite le cosiddette evasioni, sono diventati più maccheronici ed assurdi gli adempimenti per coloro che, pur essendo intestatari di un’utenza elettrica, non hanno un apparecchio tv. Siamo nell’ambito di quello che chiamiamo ‘fisco nemico’, altro che ‘fisco amico’, la formula con cui viene presentato. Come potrebbe altrimenti essere chiamato chi ti fa pagare un’imposta a prescindere, cioè è il contribuente che deve dichiarare di non essere nelle condizioni di dover versare la specifica imposta?. Ma non basta. Gli strateghi del ‘fisco nemico” sono riusciti ad imporre che questa dichiarazione di non possesso di un apparecchio tv debba essere rinnovata ogni anno”.

“Ridurre il canone, ampliare le esenzioni”

Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, chiede di tagliare l’importo del canone,  destinato nel 2018 a rimanere fermo a 90 euro. “Secondo i dati resi noti dal ministero delle Finanze - argomentano i paladini degli utenti – solo nei primi 10 mesi del 2017 il gettito ammonta a 1.610 milioni di euro, con un incremento dell’8,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'impegno assunto dal Governa era che, in caso di recupero dell'evasione, l’importo dell’abbonamento tv sarebbe stato ridotto. Questo è avvenuto nel 2017 ma non è stato previsto per il 2018. Bisognerebbe invece provvedere. La legge di Stabilità 2016 – altra istanza - stabiliva che le eventuali  maggiori entrate per gli anni dal 2016 al 2018  fossero destinate all'ampliamento delle esenzioni per gli over 75, alzando a 8mila euro la soglia di reddito richiesta come requisito (contro i 6.713 previsti, ndr). Siamo quasi nel 2018 e ancora non è stato fatto. Una vergogna”.

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te