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Canone Rai: tutti i dubbi su chi paga, come e quando

di Lorenza Pleuteri
Canone Rai: tutti i dubbi su chi paga, come e quando 9 - 2.89/5

La questione del canone Rai è un ginepraio. Il caso più semplice è quello di chi ha l'utenza della luce, ma ci sono tanti esempi di persone che sembra debbano pagare lo stesso: come la badante e il figlio che studia fuori sede in un appartamento in affitto. Chi convive, poi, sembra debba versare due volte. Ecco le risposte a tutti i vostri dubbi

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La questione del canone Rai è un ginepraio. Il caso più semplice è quello di chi ha l'utenza della luce, ma ci sono tanti esempi di persone che sembra debbano pagare lo stesso: come la badante e il figlio che studia fuori sede in un appartamento in affitto. Chi convive, poi, sembra debba versare due volte. Ecco le risposte a tutti i vostri dubbi

"L'abbonamento Rai dal 2016 si paga con la bolletta della luce". Sembrava semplicissimo, il nuovo sistema previsto dalla legge di Stabilità, e di facile applicazione. In realtà i casi particolari sono parecchi, così come i dubbi e le incognite. I centralini delle associazioni di consumatori e dei portali giuridici sono tempestati da chiamate e da richieste di aiuto.

A gennaio nessuno deve pagare
Si verserà una prima parte del canone, scesa a 100 euro annue, con la bolletta di luglio. Ma per chi non ha un contratto dell'energia elettrica tutto si complica. E il rischio di errori e inghippi si moltiplica.

Cosa fa chi non ha un contratto dell’energia elettrica?
Ecco i dubbi più frequenti sui casi “particolari”.

"Ho un figlio studente fuorisede, con una residenza diversa dalla mia. Per versare il canone, visto che la luce è intestata al padrone di casa, deve usare il vecchio bollettino postale? E la scadenza è il 31 gennaio o luglio?".

Oppure: "La badante di mamma ha una televisione tutta per sé, in camera, nella sua esclusiva disponibilità. Paga anche lei? Ma quando e come, senza bolletta elettrica a suo nome?".

E ancora: "Siamo fidanzati e conviventi. Perché ci tocca sborsare un canone a testa e non uno solo?".

Oppure: "Ho portato il televisore in discarica. Guardo i programmi al computer. In che modo lo comunico, per essere esentato dall'imposta?".

Sui casi “particolari” non può decidere la Rai
Per avere risposte certe bisognerà aspettare che l'Agenzia dell'Entrate, cioè il Fisco, disciplini concretamente la materia e dirami una circolare esplicativa. "Non è la Rai a decidere - ricordano Unione nazionale consumatori e Altrconsumo – perché si tratta di una imposta. Bisogna aspettare il provvedimento dell'Agenzia". Senza istruzioni ufficiali per le situazioni atipiche, nemmeno l'azienda televisiva è in grado di chiarire ogni punto in modo definitivo e inoppugnabile.  L'indicazione di massima data dal call center - riferita agli abbonamenti ordinari e non agli abbonamenti speciali (cioè bar e ristoranti, alberghi, banche..) - è: "A gennaio nessuno deve pagare niente".

In attesa delle direttive sui casi particolari, dove si trovano le informazioni di base?

- Il sito
Il riferimento online è www.abbonamenti.rai.it, con le faq, i quesiti più frequenti e le risposte standard, in attesa delle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.

- Televideo
Sul televideo la pagina da consultare è la 381, ma non si va oltre una sintesi della legge di Stabilità.

- Il call center a pagamento
La Rai fornisce anche un servizio telefonico a pagamento per suggerimenti in tempo reale (199.123.000) e un servizio di consulenza in differita (www.prontolarai.it), gratuito ma più complicato e non adatto a persone anziane perché bisogna disporre di un computer, registrarsi  compilando un form, prenotare un appuntamento  e aspettare una chiamata all'ora e al giorno concordati.

Se si ha un abbonamento, clausola che taglia fuori nuovi abbonati e evasori, alla Rai si possono inviare richieste via e-mail. Però non si ottengono suggerimenti personalizzati: si viene rimandati alle faq del portale.  

Siti giuridici e associazioni di consumatori (www.altroconsumo.it, www.consumatori.it, www.laleggepertutti.it, www.studiocataldi.it) mettono a disposizioni schede online e consulenti .

Perché il call center Rai è a pagamento?
L'Unione nazionale consumatori ha presentato una petizione a Rai e Agenzia dell'Entrate, per proporre una serie di aggiustamenti e di interventi concreti. "Contattare l'199.123.000 e parlare con gli operatori - tuona il segretario generale nazionale Massimiliano Dona - da rete fissa costa 14.49 centesimi al minuto in fascia intera e 5,67 in fascia ridotta, iva inclusa. È assurdo e inaccettabile che da questa rivoluzione del canone in bolletta ci guadagnino pure, solo per dare chiarimenti. La Rai deve fornire un call center gratuito, in diretta. Anche l’Agenzia dell'Entrate dovrebbe attivare un numero verde. Il solito numero dell'ufficio, 848.800.444, ha una tariffa urbana a tempo, esclusa dagli abbonamenti dei cellulari e pagata a parte". I paladini degli utenti chiedono anche di aumentare e migliorare l'informazione attraverso spot mirati e comunicazioni nei telegiornali, "come hanno fatto -osserva Dona - per anni, ogni giorno, per settimane, quando i soldi ce li chiedevano" .

Come, a chi e in che tempi comunicare che non si possiede un televisore?
Sui siti di Laleggepertutti e StudioCataldi ci sono fac simile di autocertificazioni, utilizzabili fin da ora, da inoltrare alla società di fornitura dell'energia elettrica e all'Agenzia dell'Entrate. Unione Nazionale Consumatori e Altroconsumo suggeriscono di aspettare i modelli ufficiali e l'eventuale richiesta indebita del pagamento. "Ci auguriamo che l'Agenzia dell'Entrate - dice Dona - predisponga in fretta la modulistica ad hoc, da rendere disponibile sul portale istituzionale e su quello della Rai. Inoltre le copie precompilate andrebbero spedite ai potenziali possessori di tv assieme alla bolletta della luce di maggio, cioè con largo anticipo rispetto all'addebito delle prime rate del canone Rai, annunciato per luglio. Chi non detiene il televisore avrebbe così il tempo per far valere i propri diritti". Nel caso ci si voglia liberare del vecchio apparecchio, senza sostituirlo, il suggerimento è quello di tenere le "pezze d'appoggio". Se lo si smaltisce in una discarica, meglio farsi rilasciare una ricevuta.

Come fare, se la bolletta della luce è addebitata sul conto bancario?
Se una persona desidera pagare, nessun problema. Anzi. L'importo complessivo, luce più tv, è addebitato senza spese aggiuntive. Ma se ritiene di non dovere versare il canone, bisogna valutare l'ipotesi di disdire la domiciliazione bancaria delle bollette.

A chi rivolgersi per i ricorsi?
Il canone è una imposta. Per i ricorsi ci si deve rivolgere alle Commissioni tributarie. Si può tentare di trovare una soluzione scrivendo al Garante dei contribuenti di Torino, città dove ha sede la controparte Rai.

Questo sistema di pagamento è legittimo?
"Il nuovo sistema è una furbata - è il parere di Marco Pierani, responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo - ed è stato fatto  male. C'è la possibilità che non si parta nemmeno a luglio, perché non tutto è chiaro e  potrebbe mancare il tempo per incrociare i dati necessari. Ma noi pensiamo che la riforma del canone sia illegittima alla base e incostituzionale: ha la presunzione giuridica che al possesso di un’utenza della luce corrisponda anche quello di un televisore. Per questo abbiamo lanciato una petizione per l'abolizione del nuovo sistema. In pochi giorni - rende noto - l'hanno sottoscritta 60mila persone".

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