Cartelle esattoriali rottamate: seconda rata entro il 2 ottobre

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Sta per scadere la data ultima per il pagamento della seconda rata della definizione agevolata. Attenzione: non è ammessa alcuna deroga

Sta per scadere il termine per il pagamento della seconda rata delle cartelle esattoriali rottamate. Poiché il giorno prefissato cade di sabato (il 30 settembre), la data limite è stata spostata a lunedì 2 ottobre. Attenzione, però. Non è ammessa alcuna deroga. Non solo.  Il mancato o il tardivo versamento dei soldi dovuti farà perdere tutti i benefici della rottamazione e l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovrà riprendere le procedure per recuperare le somme intere in ballo, senza più agevolazioni. I contribuenti interessati hanno già ricevuto i bollettini delle rate scelte con la domanda di adesione. Su ciascuno sono indicati l’importo, il numero della rata, il termine massimo per il pagamento e il codice Rav. Per la rata in scadenza, con 48 ore in più di respiro, dovrà essere utilizzato il bollettino che riporta l’indicazione del 30 settembre.

Il contribuente, ricorda l’Agenzia delle Entrate Riscossione, può pagare il bollettino collegandosi alla sezione pagamenti del portale istituzionale (agenziaentrateriscossione.gov.it) e inserendo codice fiscale, codice Rav riportato nel bollettino e importo. Successivamente potrà scegliere tra molteplici operatori  e diverse modalità di versamento: sportelli bancari tradizionali (con l’addebito sul conto corrente se ci si trova nella propria filiale, oppure con carta di credito o prepagata, bancomat e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro), internet banking  (bisogna collegarsi al sito della propria banca e utilizzare il servizio per il pagamento dei Rav), sportelli bancomat abilitati, uffici postali, tabaccai convenzionati, sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (in contanti per importi sotto i 3mila euro e con carte di credito o prepagate, carte bancomat nelle casse abilitate, e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20 mila euro), compensazione con i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione.

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