Abbonamenti telefonici e rincari: come difendere i propri diritti

Credits: Shutterstock
/5
di

Lorenza Pleuteri

Ecco le indicazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: “Nessuna penale e nessuno costo aggiuntivo per gli utenti, se cambiamo operatore in seguito a modifiche unilaterali dei contratti di abbonamento”. Pronto il ricorso degli operatori contro la fatturazione mensile per i telefoni fissi e i contratti misti. Ecco come muoversi tra diritti e vessazioni 

Tariffe ritoccate e aumentate. Cellulari da ricaricare ogni quattro settimane e non più ogni mese. Tagli anche per la tariffazione dei telefoni fissi. Minacce di penali e di “spese di disattivazione” da sostenere se si cambia gestore telefonico, quando le condizioni contrattuali vengono modificate. L’annuncio di un imminente ricorso al Tar. Ma che diritti ha l’utente? Come si difende, se subisce abusi? A chi si deve rivolgere per risolvere controversie? Rispondono gli esperti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, l’Agcom, ricordando principi che esistono da tempo e declinando in concreto le ultime direttive emesse.

L’operatore telefonico può modificare unilateralmente le condizioni contrattuali concordate con i clienti?

“Il Codice delle comunicazioni elettroniche consente agli operatori di procedere a modifiche contrattuali e sotto ogni profilo, tecnico, giuridico o economico. Gli operatori, sempre in base al Codice, hanno anche l’obbligo di comunicare agli utenti le variazioni  con un congruo preavviso, cioè almeno con mese d’anticipo. Inoltre devono informare i clienti  della possibilità di recedere dal contratto senza costi”.

Che cosa succede se sono attive promozioni?

“In caso di modifica unilaterale del contratto da parte dell’operatore – è il principio base ribadito  da Agcom – l’utente non deve pagare alcuna penale né costi di disattivazione. Nel caso avesse un’offerta promozionale in corso - altra indicazione -  non è costretto a restituire gli sconti sino a quel momento ricevuti, cosa che invece accadrebbe qualora decidesse autonomamente di cambiare operatore”.  

E se si sta pagando a rate lo smarphone ultimo modello?

“Come previsto da due diverse delibere, in caso di contratto di telefonia in cui è previsto il pagamento a rate di prodotti (ad esempio cellulari) o di costi di attivazione, se l’operatore apporta una modifica unilaterale e l’utente recede, non può essere preteso il pagamento delle rate residue tutte in una volta al momento del recesso, perché equivarrebbe ad una penale. L’utente deve quindi poter continuare a pagare a rate, nonostante abbia manifestato la volontà di recedere da quell’operatore.”

Il non pagamento della penale, nei casi previsti, vale solo per i telefoni cellulari, per i telefoni fissi o per tutti?

“In caso di modifica unilaterale del contratti, nessuna penale è dovuta, neanche nelle offerte promozionali. Ciò vale per qualsiasi servizio di comunicazione elettronica, telefonia fissa, mobile, internet e pay tv”.

Si considera modifica unilaterale anche il “taglio” dalla tariffazione, col passaggio dalla copertura mensile a quella di 28 giorni?

Gli operatori la considerano una modifica unilaterale, applicabile senza vincoli. L’utente dunque, anche in questo caso, può cambiare gestore senza pagare penali o extra. Agcom, a marzo, è intervenuta con una delibera ad hoc, per determinare le scansioni temporali e correggere quelle che considera distorsioni:  “per la telefonia fissa  e per i contratti misti (fisso più mobile) il criterio della fatturazione deve essere il mese (e non quattro settimane), per la telefonia mobile la cadenza degli abbonamenti non può essere inferiore ai 28 giorni. Gli operatori hanno avuto 90 giorni di tempo, a partire dalla data di emissione delle prescrizioni, per adeguarsi alle direttive”. Ma anziché attenersi alle indicazioni, avvicinandosi alla scadenza dell’ultimatum, stanno preparando un ricorso al Tar, che “verrà depositato nei prossimi giorni”.  Le argomentazioni contro, incrociate, non mancano.  “La delibera di Agcom  - sostengono le società del settore, riunite in Asstel – è del tutto priva di basi giuridiche di riferimento. L’Autorità per le comunicazioni non ha il potere di disciplinare  il contenuto dei rapporti contrattuali fra operatori telefonici e clienti, quale ad esempio la durata di rinnovo e dei cicli di fatturazione, ma può soltanto intervenire a tutela della clientela in materia di trasparenza informativa”. 

Agcom: “Gli aumenti di base superano l’8 per cento su base annuale”

“È bene chiarire che quando gli operatori spostano da un mese a 28 giorni le cadenze  – sottolineano da Agcom - in realtà ci sono due manovre: la prima è la variazione degli intervalli di rinnovo e fatturazione; la seconda è l’aumento dell’8,6 per cento annuo del prezzo dell’offerta”.

Se la penale non è dovuta, e l’operatore invece la applica e la richiede, in che modo l’utente può far valere i propri diritti?

“L’utente – rispondono sempre gli esperti dell’Autorità garante - ha la facoltà di denunciare all’Agcom la situazione, compilando il modello D che trova nella sezione consumatori del sito istituzionale (www.agcom.it)  In questo modo potranno essere multati gli operatori, con sanzioni fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro.  Il cliente poi può presentare reclamo all’operatore stesso per ottenere il rimborso e rivolgersi al Corecom (i Corecom sono i Comitati regionali per le comunicazioni) della propria regione (elenchi e indirizzi sempre sul portale ufficiale), per risolvere la controversia e chiedere il riconoscimento degli indennizzi dovuti”.

I reclami per i servizi e i disservizi  telefonici in testa alle classifiche negative

Anche le associazioni di utenti si schierano a fianco dei cittadini vessati o insoddisfatti, pronte a fornire consulenze e assistenza e a continuare a battersi per adeguare le normative in materia. Ricorda Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori: “La vetta della top ten negativa dei reclami da anni è conquistata dalle compagnie telefoniche. La telefonia resta il servizio più contestato dalle persone che si rivolgono ai nostri sportelli:  problemi di connessione, doppie fatturazioni, variazioni contrattuali...  È evidente, quindi, che serve maggiore tutela, non solo rispetto alle sanzioni comminate dalle Authority, che, ahinoi, non superano l’illecito guadagno, ma anche a livello legislativo. Nel  disegno di legge sulla concorrenza, che giace da oltre due anni in Parlamento, abbiamo chiesto di inserire l’eliminazione delle penali per chi abbandona la compagnia telefonica - uscite dalla porta anni fa e rientrate dalle finestra sotto forma di spese  - anche in assenza di modifiche contrattuali unilaterali. Almeno, a fronte di un disservizio, il consumatore potrà ‘scappare’ senza costi aggiuntivi”.

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te