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Che fine faranno i nostri soldi?

di Myrta Merlino
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Borse che crollano. Banche che falliscono. La crisi è scoppiata. E sarà lunga. Ma il pericolo peggiore è farsi prendere dal panico. Dai conti correnti ai Bot, dai fondi ai mutui, ecco tutti i consigli per salvare i risparmi

Borse che crollano. Banche che falliscono. La crisi è scoppiata. E sarà lunga. Ma il pericolo peggiore è farsi prendere dal panico. Dai conti correnti ai Bot, dai fondi ai mutui, ecco tutti i consigli per salvare i risparmi

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Ora la crisi finanziaria, quella che faceva tremare le vene ai polsi ai grandi banchieri e ai governanti, è scesa in mezzo a noi. Quasi ogni giorno la Borsa precipita giù, sempre più in basso. All'estero le banche falliscono una dopo l'altra. La paura, la confusione, i timori si aggirano tra la gente: dal barbiere, al bar, in coda al supermercato. Il panico è dietro l'angolo e il megafono dei media, dai giornali alla tv, amplifica la crisi. Dovunque riecheggia una sola domanda: ma i miei soldi sono al sicuro? Una domanda ossessiva a cui nessuno riesce a dare una risposta esauriente. La crisi arriva da lontano. Nasce negli Usa con la bolla dei subprime, quei mutui accesi da chi non aveva come pagarli, ma sbarca dritta dritta nelle nostre tasche. E allora cerchiamo di rispondere alle domande chiave che tutti si fanno.

Quanto durerà la crisi?

Fin quando l'economia non tornerà a basarsi su solide e riconosciute fondamenta, eliminando le distorsioni di una finanza gonfiata. E durerà tanto meno quanto i governi riusciranno a reagire per tempo con misure efficaci, come già stanno facendo. Per assurdo, comunque, tanto più sarà dirompente tanto meno durerà. Le economie del mondo subiranno uno shock talmente profondo che riusciranno rapidamente a ritornare alla realtà. È come il gioco dell'oca, sono stati tirati i dadi e si è capitati sulla casella che impone di ritornare al punto di partenza. Il premio Nobel 2007 per l'economia, l'americano Eric Maskin, ha previsto «da due a quattro anni di recessione e rallentamento dell'economia». Anche secondo un altro premio Nobel per l'economia, Gary Becker, «l'uscita è lontana». Ma ha ricordato: «Il capitalismo viene dato per morto a ogni crisi, eppure è sempre lì».

Si rischia un nuovo '29?

«L'unica cosa di cui aver paura è la paura stessa» disse Franklin Delano Roosevelt appena eletto presidente degli Stati Uniti martoriati dal crac del '29. E oggi la situazione è la stessa. Il propagarsi del panico potrebbe essere l'arma più letale per distruggere il sistema finanziario. Per fortuna rispetto al 1929 i tempi di reazione sono ben diversi. In quell'occasione ci vollero 4-5 anni prima che le istituzioni finanziarie reagissero. E le conseguenze durarono un intero decennio. Oggi, invece, dopo i primi scossoni di Borsa c'è già stata la risposta americana, con l'approvazione di un piano di salvataggio che punta a risolvere il problema della scarsità di denaro liquido in circolazione. Inoltre il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha definito la situazione delle banche europee «nettamente migliore di quella degli Stati Uniti». D'altra parte i dati lo avvalorano. In Europa la percentuale di risparmio accumulato è circa 5 volte quella americana. Le banche hanno concesso prestiti con molta prudenza e oculatezza e, a prescindere dall'effetto domino innescato dal crac americano, restano solide e affidabili.

Cosa fare con i nostri risparmi?

La crisi ci deve insegnare che, se abbiamo fatto dei buoni investimenti, non ci resta che avere pazienza. Stare semplicemente fermi. Prima o poi la loro qualità sarà premiata. O addirittura, se abbiamo coraggio, la crisi può anche rappresentare un'opportunità per i piccoli risparmiatori. Ogni giorno sui mercati di tutto il mondo si offrono titoli azionari e obbligazionari a prezzi così bassi da essere ritenuti impensabili solo qualche mese fa. In questo momento il mondo è disseminato di opportunità che nessuno, per paura, riesce a cogliere. Nel lungo periodo saranno premiati i più coraggiosi e penalizzati i più pavidi.

Se ho investito in fondi cosa faccio, li tengo o scappo?

Tenere i nervi saldi. Non cedere alla tentazione di vendere e scappare. È questa la regola d'oro in momenti come questi. La crisi non deve portare a gesti affrettati. Anche perché vendere in queste ore significherebbe svendere, portando a casa perdite molto forti, e non concedersi l'opportunità di un'eventuale ripresa. È bene comunque verificare in cosa investe il fondo sul quale si sono messi i propri risparmi, e assicurarsi che siano prodotti al riparo dalla crisi. In momenti come questi non bisogna preoccuparsi del ritorno sul capitale, ma piuttosto del ritorno del capitale.

Con i Bot corro dei rischi?

Assolutamente no. Se compro Bot presto soldi allo Stato italiano. Che per definizione li restituisce sempre. Ma attenzione, anche i titoli di Stato sono quotati: il prezzo di un Bot o di un Cct può salire o scendere. Solo conservandoli fino alla scadenza si ha la certezza di riavere tutto il capitale investito, con gli interessi.

I conti correnti sono sicuri?

Fino a qualche giorno fa pochi sapevano che per legge i depositi sono coperti fino a 103 mila euro, grazie al Fondo Interbancario di tutela dei depositi, attivo dal 1987. Ora, col decreto anti crisi dell'8 ottobre, questa cifra è garantita anche dallo Stato. Inoltre c'è il cappello dell'Unione Europea, che con una direttiva del 1996 tutela tutti i correntisti comunitari fino a 20 mila euro. Questo insieme di garanzie dovrebbe allontanare definitivamente la tentazione dei più preoccupati, pronti a correre a svuotare il proprio conto. Evitando il pericoloso crac della fiducia. Che sarebbe il peggiore possibile e dipende solo da noi.

E se una banca fallisce, come è capitato negli Usa?

Il nostro governo ha varato la settimana scorsa un fondo di garanzia per interventi a salvaguardia del capitale delle banche che fossero in difficoltà. E questo dovrebbe bastare. Ma nel caso in cui dovesse accadere il peggio, e cioè che la banca vada comunque in liquidazione, entro un mese dalla nomina del liquidatore il depositante viene contattato tramite raccomandata e informato delle somme risultanti a suo credito. Entro i primi tre mesi dall'inizio della liquidazione coatta amministrativa sono rimborsati i 20.000 euro, mentre la parte restante viene restituita, entro il limite di 103.291,38 euro, in base ai tempi della liquidazione stabiliti dai liquidatori.

Quali altri investimenti sono sicuri?

I libretti postali sono garantiti dalla Cassa depositi e prestiti, controllata al 70 per cento dallo Stato, quindi si può star tranquilli. I pronti contro termine (con i quali una banca cede al risparmiatore dei titoli, impegnandosi a riacquistarli a un prezzo prefissato e a una data determinata) sono sicuri se il soggetto a cui abbiamo affidato i nostri risparmi è solido. O, se non lo è, se lo Stato interviene a garantire i nostri depositi. Per questo gli unici tranquilli al cento per cento sono quelli investiti in titoli di Stato. Quanto al caro vecchio mattone, dopo un decennio di prezzi crescenti, in qualche caso sino a tetti inimmaginabili, ora i prezzi delle case si sono fermati, o meglio stanno scendendo dovunque. Negli Stati Uniti sono crollati fino al 40 per cento e in Italia del 10-15 per cento. E perciò sono diventati convenienti e promettenti. Conoscendo l'amore duraturo di noi italiani per le case di proprietà c'è da scommettere che presto il nostro mercato immobiliare tornerà a brillare.

Che succederà alle rate dei mutui?

In questi giorni i tassi d'interesse sulle rate dei mutui a tasso variabile (legate all'Euribor, il tasso al quale le banche si prestano soldi fra loro) hanno fatto segnare l'ennesimo record. Ma ora potrebbe iniziare la discesa, se la Banca Centrale Europea continuerà, come ha già fatto la settimana scorsa, a tagliare il costo del denaro per dare ossigeno alla circolazione di liquidità in Europa. Se il costo del denaro scende, tutti quelli che hanno il mutuo acceso si ritroverebbero qualche euro di più in tasca. In ogni caso, si può tentare di rinegoziare il mutuo con la banca senza costi aggiuntivi. Infine la finanziaria 2008 consente a chi è in difficoltà di sospendere il pagamento del mutuo della prima casa per 18 mesi. Ma purtroppo la norma al momento è solo sulla carta perché manca il decreto attuativo. Chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, può stare sereno: la rata del mutuo non può aumentare per nessun motivo.

I fondi pensione sono a rischio?

I fondi pensione italiani ed europei sono al sicuro. Investono in prodotti molto prudenti, e lo dimostra la loro quasi nulla (0,1%) esposizione con Lehman, la banca d'affari americana fallita nelle scorse settimane. Ai pensionati bisogna ricordare che tutto quello che sta succedendo non ha niente a che fare con il pagamento delle pensioni. Questo è garantito dallo Stato e continuerà secondo le regole in vigore.

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