Come chiudere i contratti di telefonia e pay tv

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Con l’entrata in vigore della legge sulla concorrenza, dal 29 agosto sono scattate nuove tutele per gli utenti di telefonia e pay tv. Ecco quali sono

Con l’entrata in vigore della legge sulla concorrenza, dal 29 agosto sono scattate nuove tutele per gli utenti di telefonia e pay tv. Mauro Vergari, responsabile comunicazioni di Adiconsum ci spiega quali sono e come muoverci.  

Se aderisci a una promozione

Fino a ieri chi sottoscriveva l’offerta di una compagnia era di norma “obbligato” a restare con quel gestore per 30 mesi, pena il pagamento di penali salate. Al momento della disdetta, poi, toccava comunque pagare costi di disattivazione poco chiari. «Il vincolo di fedeltà scende ora a 24 mesi. Inoltre, sia in fase di pubblicazione delle offerte sia all’interno dei contratti l’azienda deve indicare l’importo delle spese di disattivazione voce per voce. In caso di recesso anticipato, poi, i costi saranno calibrati: chi abbandona l’operatore a pochi mesi dalla scadenza naturale del vincolo pagherà meno rispetto a chi lo fa molto tempo prima», spiega Vergari. Se i nuovi contratti non contengono questi elementi puoi fare reclamo, contestando le somme eventualmente richieste.

Recessi più veloci

Altra novità: per chiudere un contratto non è più necessario inviare una raccomandata. «La legge impone agli operatori di rendere possibile la procedura anche via call center, in negozio o attraverso modalità telematiche. Ma i gestori non sono pronti, e la situazione è a macchia di leopardo». Tra i big, Vodafone e Sky consentono a chi ha un indirizzo di posta certificata di inviare la richiesta via pec, e così Wind Tre, che rende già possibile il recesso in quattro negozi a Milano e Roma.

Meglio la pec

«Al momento la pec è il canale più sicuro per inviare la domanda di recesso, perché ha valore di raccomandata. In alternativa controlla se il tuo gestore ha pubblicato sul suo sito il form per recedere via web».

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