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Brexit, come investire bene i nostri soldi

di Simone Spetia
Brexit, come investire bene i nostri soldi 1 - 1.00/5

Dopo il risultato del referendum, con la sterlina a picco e il crollo delle borse, tutti ci chiediamo cosa ne sarà dei nostri soldi. E come investirli. Ecco qualche consiglio

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Dopo il risultato del referendum, con la sterlina a picco e il crollo delle borse, tutti ci chiediamo cosa ne sarà dei nostri soldi. E come investirli. Ecco qualche consiglio

Se c’è una cosa che le borse odiano è l’incertezza. Il fatto che, all’indomani della Brexit  (il referendum che ha stabilito l’uscita dall’Unione Europea), la Gran Bretagna stia allungando i tempi e cercando di rimandare tutto a dopo l’estate, lascia ampi margini per ipotizzare vari scenari. Nell’attesa gli operatori hanno deciso di spostare i soldi su ciò che è considerato meno rischioso. La domanda è: possiamo farlo anche noi? Qualche regola e qualche idea.

Prima regola: keep calm

La cosa peggiore che si può fare in questi momenti è farsi prendere dal panico e vendere tutto quello che si ha in portafoglio, senza selezionare accuratamente i punti nei quali si annidano i maggiori rischi e senza averlo fatto con la guida di un esperto. Con lui dovrete valutare il vostro profilo di rischio e l’orizzonte temporale del vostro investimento. Se non lo avete già fatto prima, avete sbagliato, ma siete in tempo. Se l’avete già fatto, è una buona occasione per un check up. Quello che vi diremo da ora in poi non va preso come un consiglio d’investimento: sono riflessioni che vanno condivise con un esperto, il quale ha il preciso dovere, nel momento in cui si prende in carico la vostra situazione finanziaria, di guidarvi nella maniera migliore possibile; e a questa persona avete il diritto di fare tutte le domande che credete, senza timori. Ricordatevi sempre che vi offre un servizio, che voi lo pagate e che si tratta del vostro denaro.

1. Occhio alla valuta

Quando state pensando di acquistare un prodotto finanziario di qualsiasi tipo, fate attenzione alla valuta nella quale è denominato. Fondi comuni, azioni o obbligazioni possono essere in euro, dollari, ma anche sterline o yen. In un periodo di volatilità come questo è uno dei punti da tenere in considerazione, ragionando anche su quelle che sono considerate le valute più difensive, ossia - ci si consenta il termine grossolano - meno "a rischio". Parliamo in questo caso soprattutto di Yen, Dollaro e Franco svizzero.

2. I titoli di Stato

Non è che i rendimenti siano straordinari, anzi. Se volete avere dei margini di guadagno elevati, i Bot e i Btp non sono i prodotti giusti. Se volete rischiare poco, potrebbe essere la scelta giusta. I BTP a dieci anni italiani hanno subito un rialzo dei rendimenti all’indomani del referendum, un fatto che generalmente è segno di aumentato rischio, ma il rischio è limitato dall'"ombrello” della Banca Centrale Europea, la quale ha varato un piano di acquisto delle obbligazioni di Stato dei Paesi europei.

3. L’oro

Negli ultimi sei mesi l’oro ha guadagnato oltre il 20%, nell’ultimo mese l’8% e si conferma quello che qualcuno ancora chiama “bene rifugio”. Quando ci sono rischi per l’economia o incertezza è spesso là che si va a parare. I modi nei quali un comune cittadino può investire nel metallo giallo sono due: l’acquisto della materia prima in forma di lingotto (ne fanno anche di piccoli) o l’acquisto di “oro finanziario”, ossia prodotti finanziari semplici o complessi il cui andamento si basa sull’andamento del prezzo dell’oro medesimo. La quotazione internazionale dell’oro è in dollari, quindi va tenuto conto dell’effetto del cambio. 

4. Il buon vecchio mattone

Le cose qua si fanno un po’ più complicate, perché un conto è comprar casa per viverci, un altro per puro investimento economico. I prezzi delle case, negli ultimi anni, sono scesi e per il 2016 è prevista una fase di sostanziale stagnazione: non è detto che questo trend non prosegua. Ma è vero anche che se uno compra, non compra necessariamente per farci i soldi subito e che i tassi favorevoli di mutui e prestiti potrebbero rappresentare una buona opportunità. Certo, va scelta oculatamente la città e la zona. Infine, nonostante il calo della sterlina la fase appare troppo incerta per pensare subito a comprare un appartamento a Londra. Anzi, da più parti si paventa il rischio che proprio là esploda una bolla immobiliare. 

5. Liquidità, perché no? 

Lasciare i soldi in banca, in questo periodo, non è particolarmente remunerativo. I tassi così bassi non favoriscono questa ipotesi, ma l'idea di parcheggiare denaro su un conto di deposito nell'attesa che le acque si calmino potrebbe non essere un'opzione sbagliata.

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