Emergenza idrica e siccità: come risparmiare acqua in casa

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Lorenza Pleuteri

Piccoli consigli per contenere gli sprechi d'acqua e sperimentare comportamenti virtuosi, da mantenere anche nel resto dell'anno

Tubature colabrodo, livelli dei fiumi e dei laghi ai minimi storici, il rischio di razionamento della distribuzione, l’agricoltura in ginocchio. In questa estate africana, con il caldo che picchia duro, torna prepotentemente d’attualità il tema dell’acqua, quella che manca, quella che si spreca, quella che si potrebbe recuperare riammodernando acquedotti e reti. In attesa di massicci interventi strutturali, per i quali serviranno risorse enormi e tempi lunghi, ciascuno può dare il proprio contributo. Associazione di consumatori, comitati di cittadini e ambientalisti  tornano alla carica, riponendo consigli e suggerimenti per non sperperare un bene comune e prezioso. "La prima battaglia contro l’emergenza idrica – è il messaggio - si vince in casa e con piccolo accorgimenti". Non solo d’agosto. 

Usare i frangigetto per i rubinetti

Applicare i i “frangigetto” ai rubinetti e gli “erogatori a basso flusso” alle docce consente di risparmiare fino al 50 per cento d’acqua, a parità di effetto e con una maggiore potenza lavante. Si tratta di sistemi semplici ed economici. I riduttori si trovano in supermercati, catene di bricolage e ferramenta e montarli richiede pochi minuti.

Scarico del water, il nemico numero uno

Oltre il 30 per cento dei consumi idrici domestici, rammentano esperti ed ecologisti, è imputabile allo sciacquone del water: “ogni volta che si preme il pulsante –tradotto in concreto  - se ne vanno 10 litri d’acqua”. L’ideale sarebbe istallare in ogni casa i moderni sistemi di scarico, quelli che erogano diverse quantità d’acqua a seconda delle esigenze. Ma non sempre è possibile. E la spesa richiesta non è alla portata di tutte le tasche. Come ovviare? È possibile risparmiare ogni volta un po’ d’acqua se si inserisce nella cassetta un grosso sasso oppure una bottiglia da mezzo litro o da un litro, riempite per metà in modo da restare sommerse.

Chiudere i rubinetti mentre si lavano i denti

Mentre si lavano i denti e le mani – e anche quando si fa la barba col rasoio a mano, nel caso degli uomini - il rubinetto andrebbe tenuto chiuso, sbloccato unicamente nei secondi in cui serve l’acqua. Non solo. “Se si avesse anche l’accortezza di risciacquare i denti usando un bicchiere, al posto dell’acqua corrente, si risparmierebbero altri preziosissimi litri”.

Vasca o doccia? Buona la seconda

Fare il bagno della vasca può essere più piacevole e rilassante, però porta a consumare il triplo dell’acqua richiesta per una lunga doccia. Non c’è paragone, in termini antispreco. L’imperativo è: “Usate la seconda”.

Acqua corrente? No grazie

Quando si lavano i piatti oppure si fa lo shampoo, ricordano sempre i sostenitori dei consumi consapevoli e virtuosi, non è indispensabile usare l’acqua corrente: basta raccoglierla in una bacinella o nel lavello. Andrebbe tenuta anche l’acqua di cottura della pasta. Ha un notevole potere sgrassante, può essere usata per il primo lavaggio di piatti, posate e pentole oppure per innaffiare fiori e piante.

Frutta e verdura: basta una bacinella

Lasciare la frutta e le verdure sotto l’acqua corrente è considerata una cattiva abitudine: per lavarle è sufficiente tenerle a bagno in una bacinella, con un pizzico di bicarbonato.

In attesa dell’acqua calda

I rubinetti non sempre sono vicinissimi a  caldaie o boiler. Spesso bisogna far scorrere un bel po’ di acqua prima che arrivi quella alla temperatura desiderata. L’acqua fredda e tiepida intermedia può essere raccolta in un recipiente e utilizzata al posto di un “tiro” di sciacquone o per lavare i pavimenti.

Come avere acqua fredda

Per ottenere invece l’acqua fredda, non è obbligatorio lasciar scorrere a lungo l’acqua corrente. “Basta semplicemente mettere in frigo qualche bottiglia in più”, dicono i nemici dello spreco.

Lavatrice e  lavastoviglie a pieno carico, sempre

Lavatrice e  lavastoviglie consumano acqua per ogni ciclo (in media 80­100 litri per la prima e 40­50 litri per la seconda), indipendentemente dalla quantità di capi e stoviglie. Questi elettrodomestici andrebbero azionati solo a carico pieno (diminuendo così la frequenza dei lavaggi) e nelle ore serali o notturne (per avere un ulteriore risparmio di energia). In fase di acquisto, privilegiare quelli che consentono i consumi più bassi.

Scopa e spazzolone al posto della canna

Per tenere pulito il viale o il portico di casa, risparmiando altra acqua, la canna è il sistema più sprecone. Può bastare anche solo un’accurata spazzata: è faticosa, però consente di  risparmiare altra acqua. Attenzione. I singoli comuni possono emettere ordinanze per limitare i consumi di acqua, vietandone l’uso per il lavaggio di parti esterne delle abitazioni e delle macchine e per innaffiare aiuole e piante.

Innaffiare di sera, dove si può

Il momento migliore per innaffiare le piante è la sera, quando il sole è calato. Di pomeriggio la terra è calda e fa evaporare l’acqua. Il massimo, poi, sarebbe utilizzare acqua piovana o di pozzo oppure riciclare l’acqua di cottura della pasta (più ricca dal punto di vista nutrizionale) o quella con cui sono lavate frutta e verdure.

Consumi sospetti: occhio al contatore

Se il contatore dell’acqua gira con i rubinetti chiusi, cosa che si può accertare velocemente, si è verificata una perdita nell’impianto idrico. Occorre dunque chiamare un tecnico e far cercare e riparare il guasto. E quando si va in vacanza, o ci si assenta per lunghi periodi, meglio chiudere sempre il rubinetto centrale dell’acqua. In caso si imprevisti e problemi si eviteranno rischi e dispersioni.

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