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5 parole per capire la crisi delle banche

di Simone Spetia
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Non passa giorno senza sentir parlare di crac e salvataggi. Abbiamo preparato un dizionario che aiuta a orientarsi nel caos che sta travolgendo gli istituti di credito

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Non passa giorno senza sentir parlare di crac e salvataggi. Abbiamo preparato un dizionario che aiuta a orientarsi nel caos che sta travolgendo gli istituti di credito

Alcune banche italiane hanno difficoltà di bilancio: un fatto che ha già portato a un intervento del governo per evitare il fallimento di 4 istituti di credito e che, in generale, frena la concessione di prestiti e mutui alle famiglie e alle imprese. Il problema è stato affrontato dall’Italia e dall’Unione europea che hanno raggiunto un accordo per provare a risolvere la questione. Ecco perché in questo periodo sentiamo molte parole, dalle sofferenze alla bad bank, il cui significato può apparire oscuro. Abbiamo preparato un piccolo dizionario per capire che cosa succede.

ACCANTONAMENTI
Ipotizziamo che tu presti 1.000 euro a  un tuo parente. Ti aspetti che ti restituisca i soldi entro un anno, ma  ti accorgi che è in una situazione difficile. Dovrai fare i conti con  1.000 euro in meno e nel calcolare il tuo budget familiare, magari,  metterai da parte dei soldi per questa evenienza. Avrai realizzato un  accantonamento. Le banche fanno più o meno la stessa cosa: accumulano  fondi per cercare di assorbire le perdite, integralmente o parzialmente.

SVALUTAZIONI
Per capire questa voce facciamo un  esempio: hai prestato 1.000 euro a un tuo parente. Hai la certezza che  il tuo parente non ti restituirà tutto e metti in conto che ti ridia  solo una parte, per esempio 400 euro. Avrai realizzato una svalutazione  del 60%. Ovviamente per una banca la svalutazione è un meccanismo più  complesso, ma in sostanza si tratta della stessa cosa: mettere in conto  che non riuscirà a recuperare tutto. Il problema in bilancio sorge  quando la svalutazione non basta, quando crediamo che il nostro parente  ci possa restituire 400 euro, mentre può restituirne solo 200. Che  effetti hanno su di noi svalutazioni e accantonamenti? Be’, così come tu ridurrai le spese a causa di quei 1.000 euro  in meno prestati al tuo parente, le banche saranno meno propense a fare  credito, ossia a concedere nuovi mutui e nuovi prestiti.

BAD BANK
Si tratta di una società, una specie di  “recipiente” dove le banche fanno confluire i prestiti impossibili da  recuperare (vedi la voce “sofferenze” qui sotto). Questa società, con  parziale o totale garanzia dello Stato, può provare a rivenderli. Il  meccanismo funziona così: se presti 1.000 euro a un parente, hai in mano  un foglio in cui lui si impegna a restituire il denaro. Se dubiti che  lo restituirà, puoi rivendere questo foglio“passando” il credito a  qualcuno. Quanto ti darà il compratore? Dipende dalla cifra che pensa di  incassare dal tuo parente. Se crede che il debitore non pagherà più di  200 euro, te ne darà 180 e guadagnerà 20 euro. L’accordo fatto tra il  governo e la Commissione europea prevede che ogni banca crei la sua “bad  bank” e che lo Stato garantisca solo i crediti più sicuri: così la  banca recupera qualcosa e lo Stato non si espone troppo.

SOFFERENZE
Sono i prestiti che le banche hanno  fatto e ora considerano impossibili da recuperare, quantomeno per  intero. Si tratta, per esempio, dei mutui di famiglie che non pagano più  le rate e dei finanziamenti ad aziende fallite o in difficoltà.  Ammontano, in totale, a 200 miliardi
di euro e sono, in sostanza, il  portato della lunga crisi che ha colpito l’Italia e che si riflette nel  fatto che una parte delle imprese e dei privati cittadini, a un certo  punto, non ha più avuto i soldi per saldare i propri debiti.
È la  direttiva europea che abbiamo visto parzialmente in azione con il  decreto “salva banche”. In passato gli Stati hanno speso miliardi per  evitare il fallimento delle banche (bail out), ora si è deciso che  saranno gli stessi istituti di credito a doversi salvare in caso di  crisi. Chi pagherà allora, nel caso la banca dovesse fallire? In primo  luogo gli azionisti. Se questo non dovesse bastare toccherà agli  obbligazionisti subordinati, proprio come è successo per Banca Etruria,  Banca Marche, Carichieti e Cariferrara. Se ancora non fosse sufficiente,  si passerà agli altri obbligazionisti. Infine ai correntisti per le  cifre superiori ai 100.000 euro di deposito.

BAIL IN
Si tratta di una società, una specie di “recipiente” dove le banche fanno confluire i prestiti impossibili da recuperare (vedi la voce “sofferenze” qui sotto). Questa società, con parziale o totale garanzia dello Stato, può provare a rivenderli. Il meccanismo funziona così: se presti 1.000 euro a un parente, hai in mano un foglio in cui lui si impegna a restituire il denaro. Se dubiti che lo restituirà, puoi rivendere questo foglio“passando” il credito a qualcuno. Quanto ti darà il compratore? Dipende dalla cifra che pensa di incassare dal tuo parente. Se crede che il debitore non pagherà più di 200 euro, te ne darà 180 e guadagnerà 20 euro. L’accordo fatto tra il governo e la Commissione europea prevede che ogni banca crei la sua “bad bank” e che lo Stato garantisca solo i crediti più sicuri: così la banca recupera qualcosa e lo Stato non si espone troppo.

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