Farmaci di notte, prezzi raddoppiati

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Raddoppiata la tariffa del servizio notturno delle farmacie (medicinali urgenti esclusi) e aumentati anche i prezzi dei prodotti galenici preparati dai farmacisti. Perché?

Raddoppiata la tariffa del servizio notturno delle farmacie (medicinali urgenti esclusi) e aumentati anche i prezzi dei prodotti galenici preparati dai farmacisti. Un “uno due” micidiale, figlio di un decreto firmato il 22 settembre 2017 dal Ministero della Salute, pubblicato dalla Gazzetta ufficiale il 25 ottobre e rimasto per settimane sottotraccia, sfuggito anche alle più agguerrite associazioni di consumatori.

Ecco tutti gli aumenti, una mazzata

Ricapitola Marco Cossolo, presidente di Federfarma: “In base all’aggiornamento tariffario, in vigore dal 9 novembre, il diritto addizionale per il turno di notte è passato da 3,87 a 7,50 euro per le farmacie urbane e per quelle rurali non sussidiate (cioè non supportate dalle Regioni, ndr) ed è salito da 4,91 a 10 euro per le rurali sussidiate (con bilanci bassissimi, poste in genere in piccoli paesi e aiutate economicamente dalle Regioni)”. Una mazzata, per i cittadini. Il raddoppio della tariffa, in un colpo solo.

Le giustificazioni di Federfarma

“L’aumento a prima vista può sembrare consistente – dice sempre Cossolo - ma va considerato che l’ultimo aggiornamento risaliva al 1993. La remunerazione del servizio notturno, dunque, è rimasta ferma per 24 anni. E’ chiaro che se fosse stata aggiornata ogni due anni, come previsto dalle norme, l’incremento sarebbe stato lento e progressivo nel tempo e non avrebbe perciò fatto tanto clamore”. Le esenzioni, per fortuna, non sono state toccate. I costi vengono scaricati sulla collettività e non sui singoli.

Esentato solo chi ha bisogno di farmaci urgenti

Ricorda il presidente di Federfarma: “Quando il farmaco è prescritto in regime di Servizio sanitario nazionale dalla guardia medica oppure dal medico di base, con l’indicazione del carattere di urgenza, l’importo del diritto addizionale è a carico del Ssn e quindi non grava sul cittadino. Nel caso di un paziente dimesso dal pronto soccorso – altra precisazione - la prima dose della terapia viene somministrata in ospedale e il proseguimento della cura avviene di solito il giorno successivo, quindi c’è tutto il tempo per andare in farmacia nel normale orario di apertura”.

Gli spazi di manovra dei farmacisti: una ipotesi

Annarosa Racca, numero uno di Federfarma Lombardia, sembra fare un passo in più, andando incontro agli utenti. “Stiamo lavorando a una ipotesi, compatibile con le disposizioni in materia: lasciare al farmacista la valutazione della urgenza o meno di un medicinale e regolarsi di conseguenza, con un abbattimento o con l’azzeramento del supplemento notturno”.

“Garantire la sostenibilità dei costi”

Mario Giaccone, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Torino, prova a spiegare il punto di vista e le esigenze della categoria. “Le farmacie, salvo eccezioni, sono aziende piccole. Il più delle volte ci lavora un solo laureato, che non può permettersi di pagare un collega per coprire il servizio notturno o che si deve alzare anche 4 o 5 volte a notte, magari solo per dare una confezione di pannolini. Con il decreto è stato trovato un punto d’incontro tra le necessità di fornire un servizio al cittadino e la sostenibilità dei costi per i professionisti del comparto. Se il farmaco è urgente, è giusto che il paziente non paghi nulla. Ma se l’utente ha bisogno ‘solo’ di fazzoletti di carta, come è successo e più volte, può aspettare anche qualche ora, se non vuole o non può sobbarcarsi la tariffa notturna”.

“Rivaluta la nostra professionalità”

E i farmaci galenici, rincarati dal 40 al 100 per cento? “Anche in questo caso – risponde Giaccone – non c’erano stati aumenti dal 1993. Negli ultimi anni i preparati galenici fatti da noi erano andati scemando, surclassati dai prodotti industriali. Ora si torna a valorizzare la nostra competenza, ciò per cui abbiamo studiato e lavorato. I nuovi prezzi sono stati stabiliti tenendo conto di due voci: il costo della materie prime (ridimensionato rispetto al passato) e il corrispettivo del tempo che si impiega per produrre un preparato (misurato da una commissione, tipologia per tipologia). La rivalutazione della nostra professionalità – conclude – non potrà che giovare ai cittadini”.

“Inaccettabile il raddoppio delle tariffe”

Durissimo il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori: “E’ vero che le tariffe per la vendita al pubblico dei medicinali erano ferme da 24 anni, ma non è accettabile che si stabilisca il raddoppio in un colpo solo. Alle preparazioni galeniche – prosegue - si faceva ricorso per necessità. Servivano alle famiglie proprio per risparmiare sulle vendite dei prodotti usciti dalle industrie e troppo cari oppure se è richiesto un dosaggio particolare”. Non è tutto. Il Ministero della Salute viene criticato pure per il metodo, oltre che per la decisione di applicare i maxi aumenti. “Si è limitato a sentire il parere della Federazione degli ordini dei farmacisti, come previsto da un Regio decreto del 1934. Invece si sarebbe dovuto aggiornare ai nostri tempi, raccogliendo anche le opinioni delle associazioni di consumatori e di quelle dei malati”.

“Ignobile speculazione sulla pelle dei cittadini”

Il Codacons parla di “ignobile speculazione” sulla pelle e sui bisogni dei cittadini. “Chi acquista farmaci in orari notturni – rileva il presidente, Carlo Rienzi - non lo fa per divertimento, ma perché si trova in un evidente stato di necessità e non può essere punito per questo. Introdurre incrementi tariffari a danno di chi utilizza le farmacie di notte equivale a danneggiare le persone che, per motivi di urgenza o a causa di situazioni di particolare bisogno, sono costrette ad uscire di casa di notte per acquistare medicinali. A costoro non dovrebbe essere chiesto nemmeno un euro di sovrapprezzo, considerato che le farmacie svolgono un servizio obbligatorio e dovuto».

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