Fondo di sostegno alla natalità: chi aiuta e come funziona

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Sta per diventare operativo il Fondo di sostegno alla natalità, una delle nuove forme di aiuto alla maternità previste dall’ultima legge di Stabilità

Ai blocchi di partenza il Fondo di sostegno alla natalità, una delle nuove forme di aiuto alla maternità previste dall’ultima legge di Stabilità. Il decreto che lo aveva istituito formalmente, a giugno, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e dunque sbloccato. Adesso, per dare il via, mancano “solo”  la stipula di un accordo quadro con l’Associazione bancaria italiana e le circolari applicative.

Di che cosa si tratta? I soldi non saranno erogati direttamente dallo Stato. Grazie al Fondo, in sintesi, lo Stato affiancherà le neomadri e i neopadri che hanno difficoltà ad accedere al credito perché non dispongono di sufficienti garanzie. Garanzie pubbliche dirette (anche fideiussorie) sostituiranno in toto quelle, onerose, solitamente richieste per ottenere un prestito da un istituto di credito o da una finanziaria. Coppie e single, dunque, non dovranno aggiungerne altre. E avranno le spalle coperte. In dotazione ci sono 14 milioni di euro per il 2017, 24 milioni per il 2018, 23 milioni per il 2019, 13 milioni per il 2020 e 6 milioni dal 2021 in poi.

Chi potrà chiedere la copertura del Fondo?

Potranno essere garantite dallo Stato le coppie o le persone con uno o più figli, nati o adottati a partire dal primo gennaio 2017, e fino al terzo anno di età dei piccoli. Nel caso di coppie o di affido condiviso sarà possibile un solo prestito “protetto”. L’aiuto è esteso anche ad altri soggetti che esercitino la responsabilità genitoriale.

Quali requisiti saranno richiesti?

Le persone destinatarie dei finanziamenti garantiti dovranno avere anche questi requisiti: residenza in Italia e cittadinanza italiana oppure di uno Stato membro  dell'Unione europea oppure, per mamme e papà di origine extracomunitaria, permesso  di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo.

Quanti soldi si potranno avere in prestito?

La somma massima prevista è di 10mila euro, da restituire in un periodo non superiore a 7 anni. Verrà applicato un tasso fisso che non potrà andare oltre il Tasso effettivo globale medio sui prestiti (Tegm), così come pubblicato ogni tre mesi dal ministero delle Finanze. La garanzia del Fondo sarà concessa  nella  misura  del  cinquanta  per cento, incondizionata e irrevocabile.

Che procedura sarà seguita?

Una volta definiti gli aspetti concreti, con un accordo con l’Associazione bancaria italiana, l’ammissione dei finanziamenti alla garanzia del Fondo avverrà esclusivamente per  via  telematica. Alle richieste sarà assegnato un numero progressivo,  in base ad anno, mese, giorno e minuto di arrivo. Verrà seguito l’ordine cronologico. Nel caso in cui le disponibilità del Fondo risultino tutte impegnate – perché i milioni messi a disposizione hanno un tetto -  la copertura delle garanzie non potrà non potrà essere data. Idem in caso di istruttoria della pratica non andata a buon fine.

Come funzionerà, in caso di difficoltà del creditore?

Il creditore inadempiente riceverà una intimazione di pagamento, con l’ammontare dalle rata o delle rate saltate e gli interessi. Il Fondo di garanzia subentrerà se il beneficiario del finanziamento non riuscirà a versare il dovuto entro 90 giorni. Poi lo Stato cercherà di recuperare le somme anticipate.

Ci saranno meccanismi anti “furbetti”?

Il gestore del Fondo farà verifiche,  singole e a campione, sulla documentazione presentata dai beneficiari.  In caso di abusi, lo prevede esplicitamente il Decreto, finanziamenti e garanzie verranno revocati. E scatteranno denunce alla magistratura.

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