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Imu e Tasi: acconti sulle tasse per la casa entro il 16 giugno

di Oscar Puntel
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In arrivo le prime rate delle due tasse sulle nostre abitazioni. Ecco chi dovrà pagarle

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In arrivo le prime rate delle due tasse sulle nostre abitazioni. Ecco chi dovrà pagarle

Il 16 giugno è tax day, in Italia: entro quel giorno incombe, fra le diverse scadenze fiscali, anche la prima rata di Imu e Tasi. E' l'acconto delle due tasse sulla casa, per il 2016. Non tutti dovranno pagarle, comunque. Vediamo a chi tocca e come fare.

Chi non dovrà pagare?

L'Imu (Imposta municipale unica) e la Tasi (Tributo per i Servizi Indivisibili) non si dovranno più pagare, quando esse si riferiscono alla nostra prima casa o alla nostra abitazione principale.

Chi dovrà pagare?

Se la prima casa è un immobile di lusso (tecnicamente appartenente alle categorie catastali A1, A8 e A9), allora le due tasse si continueranno a pagare. Entro il 15 giugno va versato il 50% delle quote stabilite dai singoli comuni nel 2015.

E sulle seconde e terze case?

Sulle secondo e terze case, Imu e Tasi vanno pagate: va versato il 50% di quanto fissato dalle delibere comunali nel corso del 2015.

E se concedo in affitto la mia seconda casa?

Se l'inquilino stabilisce che quella casa è la sua prima casa, egli non è tenuto a pagare né Imu, né Tasi. Il proprietario invece dovrà pagare sia l’Imu che la Tasi, perché quell'immobile è per lui una seconda casa, anche se data in affitto. L'acconto da versare è sempre del 50%.

E se concedo in comodato a un mio parente la mia seconda casa?

Premessa: il 'comodato' è un prestito gratuito in questo caso di un immobile, per un determinato periodo di tempo, con l'obbligo di restituzione alla scadenza. Se l'immobile (che però non deve essere di lusso) lo concedo in comodato d'uso ai miei genitori o a un figlio, ho uno sconto su Imu e Tasi del 50%. Quindi entro metà giugno anticipo metà di quanto dovuto, applicando già lo sconto del 50%. Ci sono però alcune condizioni da seguire: la persona che concede l'immobile risiede anagraficamente o dimora nello stesso comune in cui è situato l’immobile; la sua abitazione principale è sempre nello stesso comune; il contratto di comodato è stato registrato. L'immobile dato in comodato va sempre considerato una seconda casa per il suo proprietario, che ha già una abitazione principale.

E se concedo in affitto a un canone concordato la mia seconda casa?

Precisiamo: si parla di affitto a canone concordato quando il contratto è generalmente più basso dei prezzi di mercato. Proprietario e inquilino lo definiscono insieme con la mediazione dei comuni e hanno entrambi dei vantaggi: l'inquilino paga di meno e al proprietario si abbassano le tasse da pagare sui guadagni dell'affitto. Tornando a Imu e Tasi: se quella casa diventa prima casa per l'inquilino, egli non deve pagare nulla. Al proprietario spetta invece il calcolo dell'Imu e della Tasi applicando le aliquote del 2015, ma beneficiando di uno sconto del 25%, che può essere subito applicato.

Sui box, sulle terrazze e sui garage paghiamo qualcosa?

La casistica è molto complessa e ogni comune ha preso delle decisioni diverse in merito. Generalmente possiamo dire che se il box è l'unico locale accessorio all'abitazione principale si paga la Tasi, ma non l’Imu. Però molti comuni non fanno pagare neppure la Tasi.

E sui terreni agricoli?

Totale esenzione dell'Imu su terreni montani o collinari. Idem per i terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli.

Ma alla fine quanto incasserà lo Stato?

Secondo gli artigiani della Cgia di Mestre, uno dei più qualificati uffici studi, lo Stato incasserà circa 10,2 miliardi di euro grazie a questa prima rata dell'Imu e della Tasi sulle seconde/terze case. Dalle famiglie italiane arriveranno circa 5 miliardi di euro.

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