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Inflazione e deflazione: cosa sono

di Oscar Puntel
Inflazione e deflazione: cosa sono 2 - 5.00/5

A gennaio 2016 l'inflazione è aumentata rispetto a gennaio 2015. Pochi punti, troppo pochi per evitare il rischio deflazione. E quindi recessione. Ma cosa significa tutto ciò? Ecco una guida per capire

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A gennaio 2016 l'inflazione è aumentata rispetto a gennaio 2015. Pochi punti, troppo pochi per evitare il rischio deflazione. E quindi recessione. Ma cosa significa tutto ciò? Ecco una guida per capire

L'Istat ci ha detto che a gennaio 2016 l'inflazione è aumentata dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2015, mentre è diminuita se paragonata allo scorso dicembre. Inoltre, 10 città italiane, nel mese appena passato, mostrano un indice dei prezzi che oscilla tra lo zero e il segno meno: una condizione di deflazione. Che cosa significa?

Inflazione: che cos'è
L'inflazione è l'indicatore che misura la variazione dei prezzi del nostro carrello della spesa. C'è, quindi, un aumento generalizzato dei prezzi, rispetto a gennaio 2015, ma è molto, molto basso: dello 0,3%. Per calcolare questo aumento si fa riferimento a un insieme variegato di prodotti e beni, che costituiscono il 'paniere' dell'Istat. I nuovi dati, per esempio, ci dicono che sono rallentati i prezzi di alcuni prodotti come beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Giù anche gli 'energetici' (la benzina è diminuita del 2,4% rispetto al mese precedente, il gasolio del 5,9%). Costano di più, invece, gli articoli tecnologici (pc e tablet), che aumentano del +5% rispetto al mese prima.

Deflazione: che cos'è
È il contrario dell'inflazione: significa che c'è un calo generale dei prezzi. È un fenomeno valutato negativamente perché è un indicatore del fatto che le persone non consumano, non spendono. E non lo fanno perché attendono che il prezzo si abbassi ulteriormente. Ecco perché nella sua analisi, l'Istat dice che i prezzi non si sono modificati a Milano, Firenze, Perugia, Palermo, Reggio Calabria e Ravenna (sono rimasti stabili da un anno all'altro), mentre possono essere classificate in deflazione Bari (-0,3%), Potenza (-0,2%), Trieste (-0,2%) e Verona (-0,1%).

Recessione: che cos'è
La flessione dei prezzi è conseguenza della recessione, cioè di una contrazione nella domanda di beni e servizi. Siccome questi non si riescono a vendere, si cerca di stimolare gli acquisti abbassando i prezzi. Solo che spesso a questo si abbina la tendenza al risparmio dei consumatori: siccome le tariffe vanno giù, noi non spendiamo (aspettiamo appunto che i prezzi vadano ancora più giù) e mettiamo da parte i nostri soldi.

Prezzi stabili
L'obiettivo di tutte le economie è la ricerca della stabilità dei prezzi: una condizione base per l'aumento dell'occupazione e buone dinamiche di mercato. E questa stabilità si ottiene mantenendo un livello di inflazione vicina al 2%. Una condizione di deflazione non è vista positivamente, proprio perché evidenzia una recessione. Se a una fase economica di bassa crescita (misurata in termini di Pil che non aumenta), si combina anche un rallentamento dei prezzi e il calo dell'occupazione, abbiamo quello che gli economisti chiamano 'stagnazione': tutto è fermo.

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