Correzioni e integrazioni al 730: c’è tempo fino al 25 ottobre

Credits: Ansa
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Lorenza Pleuteri

Ancora pochi giorni a disposizione per rettificare e integrare la dichiarazione dei redditi, con scadenze più lontane per casi particolari. Attenzione però: il fai da te non è possibile. È obbligatorio rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato

Controllare la dichiarazione dei redditi precompilata e fare da soli il 730 non sono operazione semplici. Qualcosa può sfuggire. Oppure, dopo la consegna, da un cassetto può saltare fuori una ricevuta per spese mediche o l’attestazione di pagamento delle rette scolastiche dei figli. Il Fisco consente correzioni e aggiunte. Ma per rettificare e integrare i 730 sballati resta poco tempo. Si deve provvedere entro il 25 ottobre, salvo casi particolari. E il fai da te non è consentito.

Obbligatorio rivolgersi a un Caf o a un commercialista

Per rimediate a sbagli e refusi non sarà possibile utilizzare il sito dell'Agenzia delle entrate. Anche chi aveva inviato da sé la dichiarazione precompilata, infatti, dovrà  necessariamente ricorrere ad un Caf o a un commercialista, a pagamento. E servirà avere a portata di mano tutte le “pezze d’appoggio”. Ai consulenti andrà esibita la documentazione cartacea relativa non solo alle spese che erano state dimenticate, ma anche a quelle già presenti nel modello inviato a luglio. Attenzione. La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospenderà le procedure avviate con la consegna del modello 730 originario. L’obbligo di effettuare i rimborsi o di trattenere somme dovute, a carico del datore di lavoro o dell’ente pensionistico di riferimento, non decade.

I consigli del sindacalista esperto in assistenza fiscale

Ottorino Mazzanti, delegato all’assistenza fiscale per la Cgil Lombardia, prova a dare qualche consiglio e indica i costi medi per le rettifiche: “Se sono stati dichiarati redditi inferiori a quelli effettivi, per distrazione o perché c’è stato un problema, è meglio rettificare la dichiarazione. Idem se si sono detratte spese che non si potevano scalare. Facendo le correzioni per tempo si evitano le sanzioni previste in caso di controlli e contestazioni.  Se invece fossero da aggiungere due o tre scontrini di farmaci, con cifre minime in ballo, è meglio valutare se è conveniente o meno correggere”.

Ecco qualche esempio di costi e tariffe

I costi, in molte situazioni, possono fare la differenza. “Se l’errore è stato commesso da un nostro addetto in sede di compilazione  – esemplifica sempre Mazzanti  - in genere all’utente non viene chiesto alcun contributo. Un conto, poi, è si tratta del primo contatto con il Centro o di un rapporto già in corso.  Per gli iscritti alla Cgil con meno di 15mila euro di reddito annuo chiediamo 10 euro , mentre si sale a 25 per i tesserati con redditi superiori. Per i non iscritti si arriva anche a 60-80 euro. In tutti le nostre sedi, prima di firmare la delega, è possibile avere informazioni precise, personalizzate. Però non restano molti giorni, non per tutti i tipi di integrazioni”.

L’alternativa è affidarsi a un commercialista o un ragioniere. “Anche se ci si orienta verso un professionista abilitato  – suggerisce il dirigente sindacale – meglio chiedere prima un preventivo,  in modo da valutare costi e benefici, sempre tenendo presente il rischio di sanzioni nel caso di mancate correzioni”.

Il groviglio di ipotesi, opzioni, procedure

Orientarsi tra le varie opzioni, lo dice anche Mazzanti, “fa venire il mal di testa: la materia non è delle più semplici”.

Se il contribuente riscontra errori commessi dal soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale, nei mesi scorsi, deve comunicarglielo il prima possibile, per permettergli l’elaborazione di un modello 730 “rettificativo”.

Se invece il contribuente si accorge di non aver fornito tutti gli elementi da indicare, e il risultato è sballato, le modalità di integrazione della dichiarazione originaria sono diverse. Le procedure cambiano a seconda che le modifiche comportino una situazione favorevole o sfavorevole al cittadino.

Caso 1. Integrazione della dichiarazione dei redditi  che comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata.

Se il contribuente si accorge di non aver fornito tutti gli elementi da indicare nella dichiarazione,  e l’integrazione e/o la rettifica comportano un maggiore credito o un minor debito oppure un’imposta pari a quella determinata con il modello 730 originario, le opzione possibili sono:

- presentare  entro il 25 ottobre un nuovo modello 730 completo di tutte le sue parti, indicando il codice 1 nella casella “730 integrativo” che si trova nel frontespizio. Il modella integrativo deve essere comunque portato a un Caf o a un professionista abilitato anche in caso di assistenza precedentemente prestata dal sostituto d’imposta, cioè dal datore di lavoro, e va esibita tutta la documentazione necessaria per verificare la conformità delle “aggiunte”.

- presentare un modello Redditi persone fisiche 2017 (l’ex modello unico), utilizzando l’eventuale differenza a credito e richiedendone il rimborso. Passata la scadenza del 30 settembre 2017, fissata per questo tipo di iter, restando due alterative: inoltrare il tutto entro la scadenza prevista per consegnare il modello Redditi persone fisiche relativa al 2018  - meglio andare  a chiedere a un Caf, se questo passaggio è particolarmente criptico - oppure entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (il 2022) a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria ( il 2017.) L’importo a credito potrà essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.

Caso 2. Integrazione della dichiarazione in relazione esclusivamente ai dati del sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro.

Se il contribuente si accorge di non aver fornito tutti i dati per consentire di identificare il sostituto che effettuerà il conguagli, o di averli forniti in modo inesatto, può presentare entro il 25 ottobre un nuovo modello 730 per integrare e/o correggere le indicazioni incomplete o sbagliate. Andrà indicato il codice 2 nella casella “730 integrativo” presente nel frontespizio. Il nuovo modello 730 dovrà contenere le stesse informazioni del modello 730 originario, ad eccezione di quelle nuove indicate nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”.

Caso 3. Integrazione della dichiarazione in relazione sia ai dati del sostituto d’imposta sia ad altri dati della dichiarazione da cui scaturiscono un maggior importo a credito, un minor debito oppure un’imposta invariata.

Se il contribuente si accorge sia di non aver fornito tutti i dati che consentono di identificare il sostituto che effettuerà il conguaglio (o di averli forniti in modo inesatto) sia di non aver comunicato  tutti gli elementi da indicare nella dichiarazione - e l’integrazione e/o la rettifica comportano un maggior importo a credito, un minor debito oppure un’imposta pari a quella determinata con il modello 730 originario - sempre entro il 25 ottobre si può presentare un nuovo modello 730 per integrare e/o correggere questi dati, indicando il codice 3 nella casella “730 integrativo” presente nel frontespizio. 

Caso 4. Integrazione della dichiarazione che comporta un minor credito o un maggior debito

Se il contribuente si accorge di non aver fornito tutti gli elementi da indicare nella dichiarazione e l’integrazione o la rettifica comportano, un minor credito o un maggior debito, va utilizzato il modello Redditi persone fisiche 2017. Questo modello, se già non si è provveduto entro il 30 settembre, va consegnato entro il termine previsto per la presentazione per l’anno 2018: se dall’integrazione emerge un importo a debito, andranno pagati contemporaneamente il tributo dovuto, gli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera e le sanzioni in misura ridotta previste in materia di ravvedimento operoso. La presentazione, in alternativa, può essere fatta entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata consegnata la dichiarazione originaria, cioè il 2017: se emerge un importo a debito anche in questo caso muoveranno pagati contemporaneamente il tributo dovuto, gli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera e le sanzioni in misura ridotta previste in materia di ravvedimento operoso.

Per tutte queste tipologie, come detto, è obbligatorio rivolgersi a un Caf o un professionista abilitato. E il disbrigo delle pratiche comporta un costo.

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