Autovelox, le novità che ci aspettano

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Lorenza Pleuteri

Una circolare del ministro dell'Interno stabilisce nuove regole per l’uso degli autovelox, dalla parte degli automobilisti

Basta con gli autovelox utilizzati solo per fare cassa. Obbligo della taratura annuale delle apparecchiature. No alla violazione della privacy di guidatori e passeggeri. Stop a spese extra a carico degli automobilisti colti in fallo.

Dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, arrivano disposizioni aggiornate per regolamentare e uniformare l’uso dei rilevatori di velocità. Una messa a fuoco, più che una rivoluzione. “I modelli operativi degli organi di polizia stradale – è lo spirito che anima le istruzioni diramate dal Viminale - devono essere finalizzati non esclusivamente alla sanzione, ma a una riduzione degli incidenti. Nei primi sei mesi dell’anno – si sottolinea - polizia e carabinieri hanno registrato una crescita dell’1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016”. Restano fuori le statistiche delle polizie municipali, necessarie per avere un quadro completo. Ma la situazione è ritenuta comunque “preoccupante”, per i troppi decessi che si contano ancora sulle strade italiane. Un bollettino di guerra. Nel 2015, ultimo dato Istat disponibile, le vittime di scontri, tamponamenti e investimenti sono state 3.428, i feriti 246.920.

Quali sono gli autovelox legali

Una volta, nel secolo scorso, i rilevatori erano fatti con un sistema a corde e sfruttavano la formula “velocità uguale spazio diviso tempo”. Nel corso dei decenni la tecnologia ha consentito di produrre modelli sempre più precisi, implacabili, efficaci. Ora il ministro dell’Interno ha provveduto a riclassificare i sistemi di rilevamento, divisi in tre gruppi:

-fissi (ad esempio il Tutor, il Vergilius e le postazioni permanenti a bordo strada);

-temporanei (il classico autovelox);

-mobili (apparecchiature utilizzate da un veicolo in movimento).

Due le “famiglie” individuate in base all’uso: manuali (cioè azionati dagli agenti della polstrada, dai vigili urbani ..) e automatici (come quelli nei gabbiotti colorati che stanno spuntando ovunque, che funzionato da soli).

Obbligo annuale di taratura

Il Viminale ha recepito anche una sentenza delle Corte costituzionale. Per tutte le apparecchiature, indipendentemente dal modello, ci sono degli obblighi da rispettare: in primis, le verifiche di tarature e di funzionalità, almeno una volta all’anno. Se non sono state fatte o sono slittate oltre i termini previsti, e l’autovelox non potrebbe essere utilizzato, all’automobilista multato conviene presentare ricorso e chiedere l’annullamento del verbale: entro 60 giorni al prefetto oppure entro 30 giorni al giudice di pace (con costo zero nel primo caso – spese postali a parte - e un esborso non da poco nel secondo: 42 euro di contributo). Qui tutti i casi in cui conviene non pagare le multe. 

Rilevamento in entrambi i sensi di marcia

Anche per la segnaletica le disposizioni diventano più stringenti, così come per le distanze da rispettare collocando i cartelli. Gli automobilisti propensi a pigiare sull’acceleratore dovranno stare ancora più in guardia: il rilevamento della velocità può essere effettuato, in contemporanea, per entrambe le direzioni di marcia (e non su una sola).

Quando valgono le riprese frontali

Le riprese frontali sono consentite, ma con grandi limitazioni legate alla tutela della riservatezza. Possono essere fatte quando si procede alla contestazione immediata della multa, quindi con la presenza dell’operatore e il verbale redatto in tempo reale e non inviato a casa. Gli apparecchi automatici sono abilitati alla riprese frontale, purché abbiano un programma che consenta di oscurare i visi delle persone a bordo dei veicoli immortalati. L’identificazione dei proprietari deve partire dalla targa.

A quanto ammonta la riduzione della velocità accertata

“Alla velocità che viene accertata dall’apparecchio di misura – ribadisce la circolare Minniti – deve essere applicata una riduzione pari al 5 per cento del valore rilevato, con un minimo di 5 chilometri orari. Eventuali decimali  - ecco la precisazione - non possono essere oggetto di ulteriori arrotondamenti , né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all’incertezza della misura dello strumento, già comprese nella percentuale prefissata”.

Via dalle multe le spese non documentate

Il ministro dell’Interno interviene anche sulle voci che appesantiscono, e di molto, le multe e le notifiche a casa dei verbali non contestati in tempo reale. Le spese di accertamento che gravano sul trasgressore – è l’indicazione – “dovranno essere ben circostanziate e documentate”. I comuni, e le altre amministrazioni da cui dipendono i “verbalizzanti”, non potranno scaricare sugli automobilisti i costi ordinari di gestione delle attività d’ufficio.

Analisi e soluzioni “sbilanciate” ?

Gli addetti ai lavori evidenziano un altro aspetto, generale. “Minniti si basa sui dati e sulle analisi di carabinieri e poliziotti, che si occupano del rilevamento di incidenti in particolare su autostrade e strade extraurbane. All’interno dei comuni operano prevalentemente le polizie municipali e le dinamiche della circolazione stradale sono diverse. Bisognerebbe tenerne conto anche quando si studiano e si affinano le regole sugli autovelox”.

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