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Pago tutto con il cellulare

di Adriano Lovera
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Dal biglietto dell’autobus alla spesa al supermercato, dalla benzina al cappuccino. Per acquistarli oggi bastano un sms o un’applicazione dello smartphone. Un’abitudine sempre più diffusa, che nel giro di un paio d’anni potrebbe “rottamare” banconote e carte di credito

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Dal biglietto dell’autobus alla spesa al supermercato, dalla benzina al cappuccino. Per acquistarli oggi bastano un sms o un’applicazione dello smartphone. Un’abitudine sempre più diffusa, che nel giro di un paio d’anni potrebbe “rottamare” banconote e carte di credito

Portafoglio, addio. Siamo sempre più abituati al “mobile payment”, i pagamenti effettuati con lo smartphone. Secondo l'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, il commercio via telefono vale 1,7 miliardi di euro ed è cresciuto del 71% tra 2014 e 2015. In particolare, il saldo delle bollette ha fatto un balzo del 172%, mentre uno dei servizi più in crescita, i mezzi di trasporto (biglietti del bus e car sharing) valgono già 40 milioni.“Parliamo di una nicchia che crescerà sempre di più e nel 2017 potrebbe valere addirittura 5 miliardi” spiega Valeria Portale, responsabile della ricerca dell'Ateneo milanese. Ma che cosa possiamo acquistare, concretamente, con lo smartphone?

Trasporti e parcheggi  Ecco il settore più avanzato, al punto che già 3 milioni di corse, tra autobus e metro, sono state saldate così nel nostro Paese. Milano, Roma, Torino, Genova, Firenze sono solo alcune delle città dove si può rinunciare al ticket di carta. “I sistemi sono diversi” dice l'esperta. “Spesso basta un semplice sms, con il costo scalato dal credito telefonico. Oppure esistono diverse “app”, spesso proprietà della società di trasporti comunale, come Atm o Atac”. Una volta sull'autobus, basta mostrare al controllore il codice di pagamento. E per aprire le sbarre della metropolitana? Niente paura, si appoggia lo schermo alla fotocellula che legge un codice Qr. Va forte anche il pagamento del parcheggio. Tra le app più utilizzate ci sono EasyPark, MyCicero e Pyng di Telepass, ormai attive in molte città. Appena iscritti, si riceve un tagliando via mail da ritagliare e apporre sul cruscotto. Poi l'utente, ogni volta che ne ha bisogno, indica il tempo di sosta e paga. Quando i vigili urbani passano a controllare, si collegano a un dispositivo che hanno in dotazione e verificano il pagamento. E poi, va segnalata anche l'esplosione del car sharing, che a Milano ha raggiunto 300mila iscritti che prenotano e pagano con il telefono.

Bollettini postali  Da Unicredit a IntesaSanpaolo, da Mediolanum alle Poste, ormai diversi istituti permettono di pagare tutti i bollettini grazie allo “sguardo” del telefono. “E' semplice. Si entra nella app della propria banca e poi si “fotografa” il codice a barre del bollettino con la fotocamera. Quando l'applicazione restituisce l'ok il gioco è fatto” dice ancora Valeria Portale.

Il sistema Nfc  Questa tecnologia permette di usare il telefono per pagare a un punto vendita fisico, senza più tirare fuori dalla borsa portafogli o carte di credito. In pratica, si “striscia” lo schermo dello smartphone davanti a un lettore ottico collegato con la cassa. Per sfruttare questo metodo, serve una sim abilitata  (per ora la offrono Vodafone, Tim e Poste Mobile) e naturalmente anche il negozio deve essere già pronto: in Italia, per adesso, si può fare presso grandi catene come McDonald's, Ikea, MediaWorld, Auchan, Carrefour, Esselunga e tanti altri.

La sfida Apple-Samsung  Le prossime novità riguardano direttamente i produttori di smartphone, che hanno messo a punto sistemi di pagamenti “propri”, che permettano cioè di pagare alla cassa, ma a prescindere dalla sim utilizzata: è il telefono stesso ad essere collegato a una carta di credito. La Mela di Cupertino ha sviluppato Apple Pay, già lanciato negli Usa, in Gran Bretagna e da poco in Cina, ma che in Italia non arriverà prima del 2017. E' della partita anche Samsung, il rivale coreano che ha presentato Samsung Pay.Saremo pronti? “I negozianti frenano un po' a passare alle nuove tecnologie. Ma saranno costretti perché entro il 2017 tutti devono essere dotati di Pos di ultima generazione” conclude l'esperta. “Quanto agli utenti, senz'altro sì. Siamo un popolo che ama avere in tasca sempre i modelli più avanzati, tanto che la vita media di un cellulare di casa nostra ormai non supera i due anni”.  

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