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I paesi all’estero dove vivere meglio con la pensione

di Isabella Colombo

Sono sempre di più gli italiani che una volta in pensione scelgono di stabilirsi altrove. Ecco chi sono e quali mete hanno scelto

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Sono sempre di più gli italiani che una volta in pensione scelgono di stabilirsi altrove. Ecco chi sono e quali mete hanno scelto

I pensionati italiani che si trasferiscono all'estero sono circa 400 mila. I nuovi numeri li ha resi noti l'Inps insieme all'allarme sull'aumento del fenomeno (+131% nell'ultimo anno): questi soldi sborsati dallo Stato infatti erodono l'Irpef perché le relative tasse non vengono pagate in Italia. In più, non hanno un ritorno in termini di consumi. Il ritorno ce l'hanno invece quei Paesi, come il Portogallo, che hanno avviato politiche di attrazione nei confronti di persone con capacità di spesa come i pensionati. Sì, perché ci sono posti, anche vicini, dove gli anziani che qui faticano ad arrivare a fine mese possono permettersi lussi come la villa con piscina. Merito non solo del costo più basso della vita ma anche del fatto che la pensione italiana è spesso detassata e l'assegno mensile più consistente. L'attrazione è così forte che, almeno nelle intenzioni, le panchine delle piazze italiane rischiano lo spopolamento: un sondaggio di Reale Mutua Assicurazioni rivela infatti che il 64% degli anziani è disposto a varcare il confine.

Chi sono i pensionati in fuga

Nei numeri dell'Inps non c'è dentro solo il pensionato in fuga: ci sono l'emigrato italiano per lavoro con doppia cittadinanza, lo straniero che ha lavorato da noi ed è poi tornato nel suo Paese, il nonno che espatria al seguito di figli e nipoti, il prepensionato che decide di aprire un'attività fuori e il manager esperiente che diventa consulente per le giovani aziende dei Paesi emergenti. «Non c'è dubbio però che il trend oggi è guidato dal pensionato medio che vuole condurre una vita migliore di quella che un assegno di poco superiore ai mille euro gli permette di fare in Italia» precisa Alessandro Castagna, editore di voglioviverecosi.com, sito di riferimento per gli expat.

Lo testimonia per esempio Orfeo Forasacco, ex parrucchiere di 64 anni, da due e mezzo residente a Lanzarote, nelle isole Canarie: «La benzina costa 99 centesimi e tutto il resto è almeno il 30% in meno. Senza contare che fino a 22mila euro l'anno la pensione non è tassata così io prendo il 28% in più di quello che incasserei in Italia». Se la convenienza è ovvia, lo è meno il coraggio di lasciare tutto e sradicarsi da luoghi e abitudini in un'età generalmente associata alla tranquillità. «Rispetto ai sessantenni di 20 anni fa quelli di oggi sono più in salute, con una aspettativa di vita più alta e tanta voglia di provare nuove esperienze» spiega Enrico Oggioni, presidente di Osservatorio Senior. «Adesso hanno il tempo per farlo, i figli sono autonomi e spesso emigrati pure loro, non hanno altre responsabilità. Per una vita hanno lavorato, tirato la cinghia, risparmiato e adesso possono permettersi di realizzare il sogno per antonomasia: vivere da ricchi a bordo spiaggia. Oggi è più facile perché lo sradicamento non è totale come in passato: i voli low cost permettono di tornare spesso in Italia; skype e whatsapp garantiscono un contatto costante con chi resta».

Quali sono i Paesi più convenienti

Il primo criterio di scelta della meta è la detassazione della pensione: gli accordi bilaterali prevedono che non si possa applicare una doppia tassa ma solo quella del Paese di destinazione. E in alcuni posti, come le Canarie, le tasse sono più basse. In altri, come il Portogallo, storico buen retiro dei nonni nordici diventato di recente l'eldorado dei nostri, non si pagano affatto per i primi dieci anni.

Il secondo criterio riguarda il costo basso della vita, ma anche il clima ha il suo peso: «Qua è stabile sui 25 gradi tutto l'anno, ventilato e senza picchi di eccessivo caldo umido o freddo, così risparmio anche sul riscaldamento e sulla salute» dice Orfeo da Lanzarote. Tanto che la fredda Bulgaria, meta low cost per eccellenza, apparsa nella classifica delle preferenze over60 di qualche anno fa, adesso è scivolata in fondo. «La penisola iberica e le Canarie sono gettonate anche per cultura e lingua, più simili alle nostre e quindi più facili da approcciare per chi è avanti con gli anni» dice Castagna. «Tutto il bacino del Mediterraneo attrae, compresa la Tunisia che, dopo il timore per gli attentati, torna a essere appetibile».

La sicurezza infatti è un altro criterio di scelta. «Io sono a Lagos, in Portogallo: pur essendo una zona turistica non c'è mai caos, mi sento sicuro per strada, niente delinquenza e uffici pubblici molto efficienti» spiega Salvatore De No, 66 anni, ex funzionario del comune di Napoli. «E l'ho scelto nonostante il fatto che, da ex dipendente pubblico, pago le tasse italiane pur essendo residente qui». Un'anomalia contro la quale sta lottando un movimento crescente di pensionati (espatriati e aspiranti tali) del settore pubblico.

Le cose da sapere prima di partire

«Nel momento in cui si acquisisce la residenza nel Paese, cosa che avviene se si dimostra di abitarci per almeno 183 giorni l'anno, si accede automaticamente al regime fiscale locale» spiega Grazia Pracilio, responsabile relazioni esterne di madreinitaly.info, servizio web che offre agli expat consulenza su residenza, pensioni, tasse e sanità. «Le cure sanitarie, tema prioritario per chi espatria in età avanzata, sono garantite come ai cittadini di quel Paese».

E dove la sanità pubblica non è il massimo ci sono le assicurazioni private. «La più cara qui costa 50 euro al mese e copre tutto» assicura Castagna che fa base a Minorca. Ma se burocrazia e sanità non sono un problema, mettere davvero in pratica un scelta così rivoluzionaria non è sempre facile: servono competenze che spesso il pensionato medio non ha, come la dimestichezza con le lingue, i viaggi e quel minimo di tecnologia che permette di pianificare gli spostamenti.

Le agenzie che aiutano a trasferirsi

Per questo oggi sono nate agenzie che pensano a tutto. Manuela e Orfeo per esempio si sono rivolti a Vita Nuova di Vicenza. «Proponiamo un viaggio prova di due settimane: abbiamo appartamenti a disposizione in diversi Paesi e collaboratori italiani residenti nel posto che aiutano gli ospiti a valutare zone, case, città e stile di vita» spiega il responsabile, Carlo Quipotti. «Chi decide di trasferirsi è seguito in tutte la fase burocratica necessaria, dall'apertura del conto banca alla richiesta della pensione o delle prestazioni sanitarie».

Ci sono poi italiani già residenti fuori che fanno da consulenti e ispiratori. «Di recente si sono trasferiti qui a Lagos almeno 100 nuclei familiari over 60» spiega Salvatore che gestisce uno dei tanti gruppi in tema su Facebook. «Io metto a disposizione esperienza e conoscenze per aiutare i miei coetanei a rifarsi una vita. Come è successo a me che qui ho superato una separazione difficile e ritrovato la mia serenità».

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