del

In pensione prima se chiedi la Rita

di Carlo Musilli

Con la “rendita integrativa temporanea anticipata” puoi smettere di lavorare in anticipo. Chi ne ha diritto e a chi conviene

Un caffè con Donna Moderna

Con la “rendita integrativa temporanea anticipata” puoi smettere di lavorare in anticipo. Chi ne ha diritto e a chi conviene

Da quest’anno chi è iscritto a un fondo pensione e vuole smettere di lavorare prima dell’età prefissata ha una possibilità in più. Si tratta della Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata), una novità introdotta dall’ultima legge di Bilancio e ancora in fase sperimentale: a meno di future proroghe, potrai richiederla fino al 31 dicembre 2018.

Le regole

Funziona così: se hai almeno 63 anni di età e 20 di contributi, dal 1° maggio puoi lasciare il lavoro e vivere con un assegno mensile del tuo fondo di previdenza finché non hai i requisiti anagrafici per il pensionamento Inps (66 anni e sette mesi). I soldi che ricevi in questo intervallo di tempo sono quelli che hai versato nel corso degli anni al fondo e che, senza la Rita, avresti incassato come seconda pensione in aggiunta a quella dello Stato. Per accedere alla Rendita integrativa temporanea anticipata devi chiedere all’Inps la certificazione Ape (cioè la conferma che sei in pos- sesso dei requisiti per l’Ape, l’Anticipo pensionistico, l’altra novità di cui si è parlato ampiamente sui giornali, gli stessi previsti per la Rita). La documentazione va poi inviata al tuo fondo pensione che, dopo le verifiche del caso, ti darà la rendita.

I vantaggi

La Rita non obbliga a chiedere un prestito in banca come l’Ape e soprattutto non comporta alcuna riduzione del futuro assegno Inps. Dal punto di vista fiscale è soggetta a una tassazione agevolata che oscilla fra il 9 e il 15%, a seconda degli anni di iscrizione alla previdenza complementare.

I costi

Sei tu a decidere se farti anticipare l’intero capitale accumulato o solo una parte. Secondo i calcoli fatti dalla società di consulenza Aon Hewitt, in media servono otto anni di adesione a un fondo previdenziale integrativo per pagarsi un anno di pensione anticipata. Il conto sale a 16 e 22 anni di iscrizione per finanziare anticipi di due e tre anni.

Il conteggio

Chi invece sta già risparmiando da anni deve tenere presente che la Rita consuma buona parte (o tutti) i soldi versati al fondo previdenziale e in questo modo riduce (o azzera) l’importo dell’assegno integrativo cui si ha diritto quando scatta il pensionamento Inps. Ne vale la pena? Dipende dalle situazioni personali. Per aiutarti nella scelta puoi utilizzare il servizio La mia pensione sul sito dell’Inps, che permette di simulare il futuro importo dell’assegno previdenziale e valutare se e quanto avrai bisogno della pensione complementare.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna