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Pensione: donne e esodati, le novità in arrivo

di Adriano Lovera
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In attesa della legge di stabilità, si è deciso di mandare in pensione le donne con 57 anni di età (58 anni per le autonome) e 35 anni di contributi. Qui trovate i dettagli. E attenzione ai conti, come dice il nostro esperto

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In attesa della legge di stabilità, si è deciso di mandare in pensione le donne con 57 anni di età (58 anni per le autonome) e 35 anni di contributi. Qui trovate i dettagli. E attenzione ai conti, come dice il nostro esperto

Sulle pensioni, alla fine, il Governo ha scelto di rimandare. La legge di stabilità che verrà approvata giovedì 15 ottobre 2015 non conterrà una riforma generale del sistema, per cui bisognerà aspettare almeno il prossimo anno. Dopo mesi di dibattito sull'introduzione di un nuovo meccanismo che permetta di anticipare l'uscita dal lavoro a tutti, rispetto ai criteri generali, non si è trovato nessun accordo. "Si discuteva su quale sarebbe stato il taglio della pensione da applicare a chi sceglieva di ritirarsi in anticipo" spiega Vincenzo Galasso, esperto di previdenza, docente all'Università Bocconi di Milano. "Ma si è scelto l'ennesimo rinvio per paura di provocare una fuoriuscita di massa di lavoratori, che avrebbe comportato un esborso troppo pesante per l'Inps".

Restano però due novità in arrivo, che costeranno allo Stato circa 1 miliardo. Viene rinnovata l'Opzione Donna, che permette alle lavoratrici di accedere alla pensione con 57 anni di età (58 anni per le autonome) e 35 anni di contributi. "La novità è che sono incluse tutte coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2015, e non fino al novembre 2014 come in precedenza" spiega l'esperto. Quest'allargamento dei termini dovrebbe interessare circa 20mila donne. "Attenzione, però, perché il meccanismo non è molto favorevole dal punto di vista economico" avverte il docente. "L'assegno viene calcolato applicando il sistema contributivo a tutta la vita lavorativa, senza tener conto degli anni in cui era in vigore il retributivo o il misto, e quindi ne risulta una pensione mensile sensibilmente più bassa".

L'altro provvedimento riguarda l'ennesima proroga sugli esodati, cioè quelle persone rimaste fuori dal mondo del lavoro, ma che ancora non raggiungono i requisiti per la pensione dopo l'introduzione della legge Fornero. Dovrebbero essere 26mila le persone a cui vengono garantite le tutele contributive e che portano così a 195mila il numero complessivo degli "esodati".

Quindi al momento, in attesa di novità del prossimo anno, e se non si sceglie nessun anticipo, le regole generali per accedere alla pensione restano quelle prefissate. Nel 2016 si potrà andare con almeno 66 anni e 7 mesi di età (lavoratori e lavoratrici del pubblico), 65 anni e 7 mesi per le dipendenti private e 66 anni e 1 mese per le autonome. Progressivamente nel 2018 la soglia sarà portata a 66 anni e 7 mesi per tutti.

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