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Poste Italiane: ecco i rimborsi per i risparmiatori traditi

di Adriano Lovera

Dopo la vicenda dei risparmiatori “traditi” dal flop dei fondi immobiliari, Poste Italiane corre ai ripari. I clienti da aprile verranno rimborsati. Ma come è stato possibile arrivare fino a questo punto? Cosa sono esattamente i fondi immobiliari? E si corrono ancora dei rischi?

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Dopo la vicenda dei risparmiatori “traditi” dal flop dei fondi immobiliari, Poste Italiane corre ai ripari. I clienti da aprile verranno rimborsati. Ma come è stato possibile arrivare fino a questo punto? Cosa sono esattamente i fondi immobiliari? E si corrono ancora dei rischi?

Poste Italiane da aprile rimborserà chi ne farà richiesta

Poste ha ammesso l'errore e da aprile rimborserà chi ne farà richiesta: agli ultra 80enni darà per intero la somma impegnata, mentre agli altri propone una polizza vita che nel giro di 5 anni dovrebbe maturare l'importo. Un compromesso che evita i tempi e le spese legali di una causa, ma che comunque non piace a tutti. “Tutti dovrebbero essere rimborsati allo stesso modo” dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons, pronto ad assistere chi vuole andare in Tribunale. Ma come orientarci, oggi, se abbiamo in mano un investimento del genere?

Imparare a conoscere il Nav

In Italia i fondi immobiliari destinati ai piccoli risparmiatori sono pochi, 24 in tutto. Sono quotati e l'elenco si trova sul sito borsaitaliana.it nella sezione “Fondi chiusi”. Tranne uno, sono partiti tutti tra il 1999 e il 2007 e quindi, chi più chi meno, hanno subito delle perdite vista la lunga crisi del mattone. Compreso il fondo Obelisco, un altro di quelli venduti dalle Poste, che scade nel 2018 e lamenta forti perdite.

Ogni sei mesi, a giugno e dicembre, le società di gestione aggiornano il cosiddetto Nav (Net asset value), ossia il valore della quota di ciascun fondo: lo comunicano ai titolari e lo pubblicano sul loro sito. Chi decidesse oggi di disfarsi dell'investimento dovrebbe rivenderlo sul mercato, ma non incasserebbe l'equivalente del Nav (una stima teorica frutto di perizie), bensì il valore di Borsa, che è quasi sempre inferiore. Quindi, visto che il mercato sta risalendo, probabilmente è meglio aspettare la scadenza. A meno che, naturalmente, non si ritenga di essere stati truffati. In quel caso, meglio farsi guidare da un avvocato o un'associazione dei consumatori.

Tutto nasce con il boom del mattone degli anni 2000

Ma come si è arrivati fin qui? Agli inizi degli anni 2000, sull'onda del “mattone” che cresceva, Poste ha piazzato in tasca a tanti piccoli risparmiatori quote di fondi immobiliari. Che cosa sono? “Se i più noti “fondi comuni” mobiliari investono il denaro raccolto in azioni e obbligazioni, questi comprano in prevalenza grandi uffici o centri commerciali e guadagnano con gli affitti percepiti o con la rivendita dei beni” spiega Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo Finanza. “Ma sono rischiosi, come tutti gli strumenti della finanza. Possono andare incontro a perdite, se il mercato di riferimento scende, come successo al mattone tra 2008 e 2015. E non sono garantiti, cioè non assicurano il rimborso del capitale iniziale” aggiunge l'esperto.

A 14mila clienti è stato venduto il fondo Irs (Investire Real Security), promosso da Investire Sgr, società di Banca Finnat (del banchiere Giampietro Nattino, lo scorso anno indagato per presunto riciclaggio in Vaticano). Veniva venduto a 2.500 euro per ciascuna quota, dunque un taglio appetibile anche per il piccolo risparmiatore.

Scaduto il fondo, a fine 2016, ecco la doccia fredda. È vero che negli anni il fondo ha distribuito delle cedole, ma il suo rendimento complessivo si è rivelato in perdita del 7% e oggi ogni quota vale appena 658 euro. Il problema è che centinaia di risparmiatori consideravano l'investimento extra sicuro, sollecitati da esortazioni tipo: “Il mattone non tradisce mai, firmi tranquillamente”. Eppure non andata è così. Perché?

Stessi rischi delle azioni

“Il fondo immobiliare è uno strumento finanziario che presenta gli stessi rischi degli altri, come azioni o fondi comuni mobiliari” spiega Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo-Finanza. “Il denaro raccolto viene investito per acquistare grandi edifici, per lo più centri commerciali o uffici, e punta a trarre una rendita dagli affitti percepiti o dalla rivendita di quei beni”.

Il fatto è che il mercato immobiliare, proprio come la Borsa, può salire ma anche scendere. E negli ultimi 7 o 8 anni gli affitti e le quotazioni immobiliari sono colati a picco. Ed ecco spiegate le perdite. “Quando si investe, secondo la Direttiva europea Mifid e il Testo unico della finanza, occorre firmare un modulo in cui si dichiara di essere adeguatamente informati sui potenziali rischi” aggiunge l'esperto. Ma in questo caso, se anche i moduli sono stato regolarmente siglati, di sicuro la gente non era informata. Basta leggere alcuni passi del prospetto informativo del fondo Irs, che recita ad esempio: “La perdita parziale o totale del capitale investito nel Fondo è possibile”. E ancora “La Sgr non garantisce la restituzione del capitale”. Altro che investimento sicuro. Poste verrà incontro a questi clienti. “E ancora una volta, visto che la società è controllata dallo Stato, i risarcimenti peseranno sulle tasche dei contribuenti” dice Somma di Altroconsumo. Ma ci sono altri nodi da sciogliere.

I problemi non sono finiti

Ci sono in circolazione altri tre fondi immobiliari che molto probabilmente presenteranno gli stessi problemi: Europa Immobiliare 1 (di Vegagest Sgr), Obelisco (Investire Sgr) e Alpha (Idea Fimit Sgr), che scadono nel 2017, 2018 e 2030. E ancora non si sa se sia previsto qualcosa per i loro sottoscrittori. Ma è bene non creare false illusioni.

“Nessuna norma obbliga a rimborsare un risparmiatore quando un'operazione finanziaria finisce in perdita, a meno che non sia previsto del contratto” conclude l'esperto. “La legge lo impone solo se è dimostrato che non ci sia stata sufficiente informazione, una cosa difficile da provare a distanza di anni. Le Poste hanno intrapreso questa strada, che di fatto è una ammissione di colpa. Ma per chi avesse sottoscritto questi o altri fondi immobiliari altrove, per esempio in banca, è meglio muoversi per vedere quale sia oggi il valore reale delle quote possedute”.

Ed eventualmente, farsi guidare dalle associazioni dei consumatori impegnate a difesa di questi risparmiatori. Alcune di queste, come Codacons e Altroconsumo, incontreranno i rappresentanti delle Poste il prossimo 16 gennaio per fare il punto della situazione, mentre altre, come Confconsumatori, stanno già raccogliendo adesioni per richiedere il rimborso integrale delle somme investite.

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