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Poste Italiane: ecco i rimborsi per i risparmiatori traditi

di Adriano Lovera
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Dopo la vicenda dei risparmiatori “traditi” dal flop dei fondi immobiliari, Poste Italiane corre ai ripari. I clienti verranno rimborsati. Ma che cosa è successo veramente? E come è stato possibile arrivare fino a questo punto? Inotre, ci sono sottoscrittori che corrono ancora dei rischi?

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Dopo la vicenda dei risparmiatori “traditi” dal flop dei fondi immobiliari, Poste Italiane corre ai ripari. I clienti verranno rimborsati. Ma che cosa è successo veramente? E come è stato possibile arrivare fino a questo punto? Inotre, ci sono sottoscrittori che corrono ancora dei rischi?

Poste Italiane corre ai ripari sulla vicenda dei risparmiatori “traditi” dai fondi immobiliari. L'azienda, infatti, cercherà di rimborsarli. E vuole fare in fretta. “Ci impegniamo, entro il 20 gennaio, a comunicare ai clienti i criteri relativi all'ammontare e ai beneficiari dei rimborsi, per coloro che avevano sottoscritto il Fondo Irs, scaduto il 31 dicembre scorso” fanno sapere delle Poste, interpellate da Donnamoderna.com. Dunque, occorre aspettare per sapere quanto sarà la somma recuperata e vedere se tutti, o solo alcuni dei sottoscrittori, saranno risarciti. Ma facciamo un passo indietro, per capire che cosa è successo.

Tutto nasce con il boom del mattone degli anni 2000

Tra il 2000 e il 2005, molti sportelli postali hanno collocato come forma di risparmio le quote di alcuni fondi immobiliari. A 14mila clienti è stato venduto il fondo Irs (Investire Real Security), promosso da Investire Sgr, società di Banca Finnat (del banchiere Giampietro Nattino, lo scorso anno indagato per presunto riciclaggio in Vaticano). Veniva venduto a 2.500 euro per ciascuna quota, dunque un taglio appetibile anche per il piccolo risparmiatore.

Scaduto il fondo, a fine 2016, ecco la doccia fredda. È vero che negli anni il fondo ha distribuito delle cedole, ma il suo rendimento complessivo si è rivelato in perdita del 7% e oggi ogni quota vale appena 658 euro. Il problema è che centinaia di risparmiatori consideravano l'investimento extra sicuro, sollecitati da esortazioni tipo: “Il mattone non tradisce mai, firmi tranquillamente”. Eppure non andata è così. Perché?

Stessi rischi delle azioni

“Il fondo immobiliare è uno strumento finanziario che presenta gli stessi rischi degli altri, come azioni o fondi comuni mobiliari” spiega Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo-Finanza. “Il denaro raccolto viene investito per acquistare grandi edifici, per lo più centri commerciali o uffici, e punta a trarre una rendita dagli affitti percepiti o dalla rivendita di quei beni”.

Il fatto è che il mercato immobiliare, proprio come la Borsa, può salire ma anche scendere. E negli ultimi 7 o 8 anni gli affitti e le quotazioni immobiliari sono colati a picco. Ed ecco spiegate le perdite. “Quando si investe, secondo la Direttiva europea Mifid e il Testo unico della finanza, occorre firmare un modulo in cui si dichiara di essere adeguatamente informati sui potenziali rischi” aggiunge l'esperto. Ma in questo caso, se anche i moduli sono stato regolarmente siglati, di sicuro la gente non era informata. Basta leggere alcuni passi del prospetto informativo del fondo Irs, che recita ad esempio: “La perdita parziale o totale del capitale investito nel Fondo è possibile”. E ancora “La Sgr non garantisce la restituzione del capitale”. Altro che investimento sicuro. Poste verrà incontro a questi clienti. “E ancora una volta, visto che la società è controllata dallo Stato, i risarcimenti peseranno sulle tasche dei contribuenti” dice Somma di Altroconsumo. Ma ci sono altri nodi da sciogliere.

I problemi non sono finiti

Ci sono in circolazione altri tre fondi immobiliari che molto probabilmente presenteranno gli stessi problemi: Europa Immobiliare 1 (di Vegagest Sgr), Obelisco (Investire Sgr) e Alpha (Idea Fimit Sgr), che scadono nel 2017, 2018 e 2030. E ancora non si sa se sia previsto qualcosa per i loro sottoscrittori. Ma è bene non creare false illusioni.

“Nessuna norma obbliga a rimborsare un risparmiatore quando un'operazione finanziaria finisce in perdita, a meno che non sia previsto del contratto” conclude l'esperto. “La legge lo impone solo se è dimostrato che non ci sia stata sufficiente informazione, una cosa difficile da provare a distanza di anni. Le Poste hanno intrapreso questa strada, che di fatto è una ammissione di colpa. Ma per chi avesse sottoscritto questi o altri fondi immobiliari altrove, per esempio in banca, è meglio muoversi per vedere quale sia oggi il valore reale delle quote possedute”.

Ed eventualmente, farsi guidare dalle associazioni dei consumatori impegnate a difesa di questi risparmiatori. Alcune di queste, come Codacons e Altroconsumo, incontreranno i rappresentanti delle Poste il prossimo 16 gennaio per fare il punto della situazione, mentre altre, come Confconsumatori, stanno già raccogliendo adesioni per richiedere il rimborso integrale delle somme investite.

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