Prestito tra privati: a chi conviene?

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Adriano Lovera

Arriva in Italia il social lending, una nuova formula di finanziamento. Vediamo come funziona

Negli Usa è già boom, visto che il settore muove più di 6 miliardi di dollari. Da noi si sta facendo strada. È il social lending peer-to-peer, ossia il prestito tra privati, un nuovo modo di ottenere credito sorto insieme al mondo del crowdfunding. In pratica, chi ha bisogno di un finanziamento, di solito per cifre comprese tra 1.000 e 10.000 euro, non va in banca, ma inserisce una richiesta su un sito che agisce da intermediario e riceve i soldi da altre persone. Poi si restituisce il prestito con normali rate mensili. Conviene davvero?

 I vantaggi se hai bisogno di denaro 

«Il principale beneficio è che si pagano tassi anche dimezzati rispetto al mondo bancario, intorno al 5-6% di interessi contro una media del 10,5%» spiega Daniele Forza, esperto del settore e fondatore del portale italiancrowdfunding.it. «Ma attenzione, non è una scorciatoia alternativa per chi è stato respinto dalla banca. I siti di mediazione selezionano i richiedenti proprio come gli istituti di credito, valutando il reddito ed eventuali garanzie o insolvenze del passato. Più il profilo è rassicurante, più si riesce a spuntare un tasso di interesse favorevole».

 I benefici se sei tu a darlo 

«Chi concede i propri soldi, invece, non lo fa per beneficenza, ma come forma di investimento» aggiunge l’esperto. «Il tasso di interesse sul capitale erogato, infatti, è almeno il 4%, più di quanto oggi renda un Bot o un altro titolo di Stato».

 I primi siti attivi in Italia

Oggi esistono due operatori principali: Prestiamoci.it e Smartika.it. Ma ne stanno nascendo altri, come Soisy.it, che ha appena aperto. Per proporre il social lending il sito deve avere l’autorizzazione della Banca d’Italia. Controlla nel capitoletto “Chi siamo”: dovrebbe essere riportata la dicitura «operatore finanziario autorizzato, ai sensi del d.lgs. 11/2010». Le operazioni si svolgono tutte a distanza: i documenti necessari, dalla carta d’identità alla dichiarazione dei redditi (per chi chiede denaro), si inviano via fax o via mail. I soldi, invece, vengono mandati tramite bonifico dalla società di intermediazione.

Le strategie di sicurezza 

Il social lending, per chi presta, è rischioso visto che il ricevente potrebbe smettere di pagare. Chiedi quindi che ci siano queste garanzie:

1. Un fondo di emergenza speciale. È una riserva di denaro creata dirottando una piccola parte di tutti i finanziamenti da cui si attinge per proteggere un prestatore nel caso rimanesse scoperto. Come le banche, poi, le piattaforme di prestito si avvalgono di società di recupero credito.

2. Lo spezzettamento del prestito. Cioè, se decidi di dare 5.000 euro questi non verranno destinati tutti a un unico soggetto, ma saranno suddivisi in più prestiti per evitare i problemi di insolvenza.

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