Reddito d’inclusione, chi ne ha diritto e come ottenerlo

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di

Lorenza Pleuteri

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al Reddito di inclusione sociale, il Rei in sigla, la nuova misura strutturale di sostegno introdotta su scala nazionale per provare a contrastare la povertà e l’esclusione sociale. Si tratta di un contributo mensile destinato alla famiglie in condizioni economiche molto precarie, a partire da quelle con figli minori o disabili, donne in gravidanza e disoccupati con più di 55 anni. A breve sostituirà il Sia, il Sostegno di inclusione attiva, e l’assegno di disoccupazione Asdi.

Sarà vincolato all’adesione di progetti personalizzati per l’inserimento lavorativo e per l’uscita dal circuito di miseria e emarginazione. La dotazione per il 2018, anno dell’entrata in vigore, è di quasi 2 miliardi. I nuclei familiari potenzialmente coinvolti nella fase iniziale – la stima è del ministero del Lavoro e delle politiche sociali - dovrebbero essere 500mila, 420mila dei quali con bambini o adolescenti. Altre fonti indicano 400mila famiglie beneficiarie, altre ancora 660mila, corrispondenti a 1,8 milioni di indigenti. Numeri comunque lontani da quelli che inquadrano la situazione: secondo l’Istat, dati aggiornati al 2016, vivono sotto la soglia di povertà assoluta 1 milione e 619mila famiglie, pari a 4 milioni e 742mila persone. 

Cos'è il Rei?

Il contributo economico mensile andrà da un minimo di 187,5 euro a un massimo di 485,4 euro al mese, con l’importo calcolato in base al numero dei componenti della famiglia interessata (cifra più bassa per le persone sole, cifra più alta da 5 persone in su). Non verrà corrisposto in contanti, ma attraverso una carta di pagamento elettronica. Sarà erogato per un periodo massimo di 18 mesi e non potrà essere rinnovato prima di 6 mesi di intervallo. In caso di proroga, la durata è fissata in 12 mesi. Se i componenti del nucleo familiare ricevono già altri trattamenti assistenziali, il valore mensile del Rei sarà ridotto in proporzione, detraendoli (ad eccezione, pare di capire, dell’indennità di accompagnamento).

Che requisiti occorrono?

Il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’Isee non superiore a 6mila euro, un reddito equivalente sotto i 3mila euro per una persona (4.710 per due persone, 6.120 per tre… ) e un patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa di abitazione, fino a 20mila euro. Tra i potenziali beneficiari rientrano dunque anche i proprietari dell’alloggio in cui vivono, mentre per chi paga l’affitto ci saranno dei correttivi. Saranno previsti tetti ed esclusioni per chi dispone di un patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti, azioni, obbligazioni…) e per coloro che hanno acquistato alcuni tipi di auto, moto o barche nei mesi precedenti all’inoltro delle istanze.

Ci sono categorie privilegiate?

Nelle fase iniziale la priorità sarà data alle famiglie con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni. Poi la platea degli aventi diritto si allargherà, grazie a un aumento delle risorse disponibili. Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il Reddito di inclusione sarà compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Non sarà invece ammissibili se un qualsiasi componente del nucleo familiare già percepisce la Naspi (cioè la misura di sostegno al reddito erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l'occupazione a partire dal primo maggio 2015) o un altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria. Verranno esclusi dal beneficio anche i richiedenti che nel corso dei due anni precedenti la domanda hanno acquistato un’auto, moto o barche.

Che doveri ha chi ottiene il Rei?

Il cittadino ammesso al Rei sarà tenuto a sottoscrivere un accordo personalizzato ad hoc con il comune di riferimento, basato su impegni precisi. Ad esempio:

- mandare i figli a scuola;

- tutelare la salute dei ragazzi e dei bambini;

- seguire un percorso di abilitazione o aggiornamento professionale;

- impegnarsi nella ricerca attiva di un’occupazione.

Quando e dove presentare le domande?

Le domande potranno essere presentate a partire dal primo dicembre 2017 e andranno indirizzate ai Comuni di residenza. L’erogazione del Reddito di inclusione scatterà da gennaio 2018, salvo imprevisti o slittamenti.

Quanto tempo ci vuole per ottenere il Rei?

I comuni raccoglieranno le domande, controlleranno il possesso dei requisiti richiesti e invieranno le istanze all’Inps, entro 10 o 15 giorni lavorativi dalla ricezione (una circolare esplicativa darà indicazioni più precise nelle prossime settimane). L'istituto di previdenza, entro 5 giorni o comunque in tempi stretti, farà ulteriori verifiche e riconoscerà o negherà il Rei. Poi i soldi saranno accreditati su una card, utilizzabile come un bancomat. Stando alle anticipazioni – destinate a aprire discussioni e polemiche  - potranno accedere al beneficio cittadini italiani, cittadini comunitari, familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (concesso dopo almeno 5 anni di permanenza in Italia) e titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria), purché siano presenti in Italia da almeno due anni al momento dell’inoltro della richiesta.

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