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Saldi 2016, le regole anti fregatura

di Lorenza Pleuteri
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Partono i saldi invernali. Ecco le risposte a tutti i dubbi per fare acquisti sicuri. Per esempio, il prezzo finale può essere diverso da quello esposto? Il capo si può sempre sostituire? E come ci si regola con la carta di credito?

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Partono i saldi invernali. Ecco le risposte a tutti i dubbi per fare acquisti sicuri. Per esempio, il prezzo finale può essere diverso da quello esposto? Il capo si può sempre sostituire? E come ci si regola con la carta di credito?

La grande corsa all'affare in saldo è cominciata. Cinquantacinque italiani su cento (contro i 51 del gennaio 2015) faranno acquisti a prezzi ribassati. Ogni famiglia spenderà in media 346 euro (3 per cento in più rispetto allo scorso anno) per comperare in particolare vestiti (il 94.1 per cento dei clienti), calzature (72.8) e accessori (30,7), mentre cala l’interesse per articoli sportivi (17,7) e prodotti di pelletteria (17,5). La spesa complessiva dovrebbe toccare i 5,4 miliardi di euro.

Gli italiani badano di più alla qualità

Sono queste le previsioni dell'Ufficio studi di Confcommercio, dove registrano e segnalano anche gli effetti collaterali della "variabile meteorologica" che ha caratterizzato lo shopping delle scorse settimane: il clima relativamente mite di novembre e dicembre ha ridotto le vendite di capi di abbigliamento pesante, scarpe antifreddo e stivali. "Gli italiani - altra analisi della confederazione di categoria - stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Quindi, si aspetta proprio il saldo per potersi aggiudicare un capo migliore”.

Aumenta la fiducia nei saldi e cala lo shopping on line

Nello stesso tempo, aumenta il numero delle persone che si fidano dei saldi: dal 62,1 per cento del gennaio 2015, al 65 per cento di inizio 2016. In calo, invece, la popolarità dello shopping sui siti Internet. “Sempre più italiani pensano che l’on line non sia più conveniente rispetto ai punti di vendita tradizionali" commentano gli esperti di Confcommercio.

I consigli anti fregatura

Per tutti, valgono i consigli dati da paladini dei consumatori, a cominciare dagli esperti di Altroconsumo. "Il rischio di bidoni e fregature è sempre in agguato” ci confermano dall’associazione. Per evitare confusione e acquisti non desiderati, ecco le risposte degli esperti ai dubbi più insidiosi.

I capi in saldo vanno esposti separatamente?

I prodotti in saldo dovrebbero essere esposti separatamente da quelli non scontati: se questa regola non viene rispettata, si può fare una segnalazione alla polizia municipale.

Il prezzo scontato può essere diverso da quello esposto?

La percentuale di sconto indicata sul cartellino o sul prezzo finale può variare anche in relazione alla taglia o al colore. Non esitate a chiedere chiarimenti al negoziante senza sentirvi intimiditi o in colpa.

Si può pagare con carta di credito?

I commercianti convenzionati con carte di credito sono tenuti ad accettarle anche nel periodo dei saldi e a non aumentare i prezzi per pagamenti effettuati con le card. Cautela, però, nell'usare le revolving. I tassi di interesse possono superare il 20 per cento. Questo strumento può essere conveniente nel solo caso di rimborso del capitale in tempi brevissimi, vale a dire pochi mesi.

Il capo si può sempre sostituire?

Meglio provare sempre i vestiti e le calzature. Se ci si pente in un secondo momento, una volta tornati a casa si rischia di non poterli cambiare. La sostituzione è a discrezione del commerciante, al quale conviene chiedere in anticipo se è disponibile a farla e fino a quando.

Un capo danneggiato si può cambiare?

I difetti di un prodotto preso in saldo e i guasti possono essere segnalati entro due mesi dalla scoperta. La merce danneggiata deve essere cambiata oppure rimborsata - se è esaurita.

Che garanza c’è sui capi in saldo?

La garanzia vale due anni dal giorno dell'acquisto anche per i beni scontati. Attenzione, dunque, agli scontrini in carta chimica. Sbiadiscono dopo qualche mese. L'ideale è fotocopiarli, per poterli esibire al momento opportuno.

I capi devono avere la doppia etichetta?

Si tratta di una precauzione a tutela di chi compra. Per evitare brutti scherzi con i maglioni, con conseguenze non risarcibili dal venditore, meglio orientarsi verso pezzi provvisti di entrambe le etichette, quella con la composizione e quella con la manutenzione: non si corre il pericolo di utilizzare il sistema di lavaggio sbagliato e di buttare via il capo rovinato.

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