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I Bot calano. Come investo i miei soldi?

di Adriano Lovera
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I Bot oggi non rendono. Ma ciò non significa che bisogna disinvestire. Anzi, torneranno a farci guadagnare l'anno prossimo. Intanto, occhio ai nuovi investimenti e alle imposte

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I Bot oggi non rendono. Ma ciò non significa che bisogna disinvestire. Anzi, torneranno a farci guadagnare l'anno prossimo. Intanto, occhio ai nuovi investimenti e alle imposte

I tecnici la chiamano “financial repression”. Tradotta per il popolo, l'espressione significa che i titoli di Stato sono finiti sotto zero. Non rendono niente. Anzi, presentano un tasso negativo. Possibile? Proprio così. L'ultima emissione di Bot a 6 mesi di durata aveva un rendimento a -0,055%. E lo stesso è capitato a un particolare tipo di certificato di Stato, il Ctz. In pratica, se un risparmiatore li avesse acquistati, ci avrebbe perso invece che guadagnare qualcosa. Che cosa succede?

Lo Stato ci guadagna ora
“Questa situazione è voluta. Accade in molti Paesi, dalla Germania alla Danimarca, e la responsabile è la Bce che tiene quasi a zero il tasso di interesse europeo, cui sono agganciati questi rendimenti” spiega Alessandro Pedone, consulente indipendente a collaboratore dell'associazione dei consumatori Aduc. “In realtà, si tratta di una cosa buona. Se questi rendimenti sono al minimo, i vari Stati non pagano niente di interessi e così pian piano riducono il loro debito. Così, almeno in teoria, dovrebbero tenersi più soldi in cassa e non aumentare le tasse”.

Il risparmiatore ci guadagna l’anno prossimo
Ma ora, il piccolo risparmiatore cosa deve fare con i suoi risparmi? “Prudenza è la parola d'ordine, perché la formula magica non esiste” dice l'esperto. “Intanto, appare una situazione momentanea. Il prossimo anno i Bot dovrebbero tornare a rendere qualcosa e restano un investimento sicuro. Poi, bisogna chiarire bene quale sia l'obiettivo. Un conto è parcheggiare la liquidità, in modo che renda qualcosina, e non resti del tutto 'ferma' sul conto corrente. Tutt'altra cosa è andare a caccia di un investimento finanziario, un'operazione costosa e rischiosa”.

Attenzione ai nuovi investimenti
Allo sportello bancario potrete sentirvi fare molte proposte. Polizze vita unit-linked, per esempio, o fondi comuni di investimento, che promettono anche il 3-5% all'anno di rendimento. “Attenzione, però, a farsi spiegare bene tutti i costi nascosti.
Facciamo un esempio pratico. Se metto 1.000 euro su una polizza, ma con una “commissione di ingresso” del 3%, in realtà ne investo 970 perché 30 euro se le tiene la banca. Poi ogni anno potrei pagare l'1,5% di “commissione di gestione”, altro costo fisso trattenuto dall'istituto e che va a erodere il rendimento potenziale. Ma soprattutto, bisogna sapere che queste soluzioni sono legate all'andamento delle Borse, quindi possono fare guadagnare, ma anche perdere. Le consiglierei solo a chi è esperto e accetta di accollarsi il rischio”.

Cosa sono i conti di deposito
E quindi? In questo periodo, un buon compromesso potrebbero essere i conti di deposito. Sono come dei conti correnti, ma che non servono per fare bonifici o prelievi, solamente per depositare la liquidità. “Non fanno miracoli, ma in molti casi possono dare anche l'1% di rendimento. E come orizzonte temporale somigliano ai Bot, perché danno i risultati migliori nel breve periodo”. Infatti i tassi più attraenti sui conti deposito vengono pagati ai nuovi clienti nei periodi iniziali, 6-12 mesi. Poi di solito si scende a regime a tassi inferiori, intorno allo 0,50%.

Occhio alle imposte
Sui guadagni provenienti da Bot, Btp e altri Titoli di Stato si paga una ritenuta fiscale agevolata del 12,5% (che viene naturalmente azzerata in fasi come questa, con rendimenti negativi) mentre su tutto il resto, dalla azioni alle obbligazioni compresi conti correnti e di deposito, l'aliquota è doppia, il 26%. In pratica, nel primo caso con 100 euro di rendimento lordo ne metto in tasca 87,5, mentre nel secondo solo 74. Anche questa è una componente da valutare.

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