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Tari: ora è più facile controllare se il conto della tassa sui rifiuti è giusto

di Oscar Puntel
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L'importo della Tari d'ora in poi verrà calcolato in base ai metri quadrati dell'abitazione. Lo ha stabilito l'Agenzia delle Entrate. Ecco che cosa cambia

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L'importo della Tari d'ora in poi verrà calcolato in base ai metri quadrati dell'abitazione. Lo ha stabilito l'Agenzia delle Entrate. Ecco che cosa cambia

Qual è il valore della nostra casa o del nostro appartamento? Fino a ieri per calcolarlo si usavano i vani, quale unità di riferimento. Dal 10 novembre 2015, l'Agenzia delle Entrate ha fatto debuttare anche i metri quadri, ovvero il calcolo della superficie occupata. Le visure, ovvero le “carte di identità” dei nostri immobili, si arricchiranno di questi nuovi dati. Dovremmo imparare a destreggiarci con questi numeri perché in vista c'è la riforma del Catasto, che sarà strutturato sui metri metri quadrati, anche per le rendite. Ecco una guida minima per capire che cosa cambierà.

Visure in metri quadrati

Al momento la visura, così come la conosciamo, non cambierà. Solo troveremo altre informazioni aggiuntive. Fra queste, ci saranno i dati identificativi dell'immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, comune) e i dati di “classamento” (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita). Al di là dei tecnicismi, due sono i numeri importanti che saranno visibili in quel documento: i metri quadrati complessivi dell'immobile e la superficie senza le aree scoperte (balconi e terrazzi).

La Tari

Il calcolo della tassa sui rifiuti era in passato una delle cose più complicate del sistema tributario italiano. Ora, si partirà da “quel numerino” riferito alle superfici senza le aree scoperte, cui si dovrà inoltre sottrarre il 20% (una percentuale forfettaria che fa riferimento ai muri dell'immobile). In pratica, la Tari - che in molti comuni italiani va pagata entro il 30 novembre – ha come parametro di riferimento la superficie effettivamente calpestabile, esclusi muri, balconi e terrazzi.

Perché è utile per il cittadino?

Si va verso una semplificazione, anche se per i non-esperti è una semplificazione a metà. Bisogna infatti destreggiarsi con Pin e codice fiscale, se si è abilitati al sistema online del Fisco, oppure recarsi agli sportelli, se si è possessori degli immobili. Certo è che si punta sul senso di responsabilità dei cittadini. Se fino a ieri il contribuente doveva autocertificare la superficie dell'immobile, ora il comune potrà verificare con più facilità la coerenza fra quanto dichiarato e quello che appare nel catasto. Insomma, controlli e contestazioni in vista.

Il nuovo sistema di calcolo è più equo

Il nuovo sistema di calcolo dovrebbe riequilibrare il sistema delle tasse che ruota intorno alla casa. Per esempio, prendiamo due appartamenti con la stessa superficie. Uno è un alloggio in un palazzo storico, costruito nei primi anni del Novecento con cinque vani; il secondo è un appartamento in un condominio degli anni Settanta, magari di periferia, con otto vani. Fino a ieri, era quest'ultimo ad avere un valore catastale più alto, proprio perché i vani erano di più. Quindi, le tasse erano più elevate. Così, qualcuno pagava troppo, qualcuno troppo poco.

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