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Arriva il nuovo digitale terrestre. Quanto ci costerà?

di Fabio Brinchi Giusti
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Tra poco cambiano le frequenze per vedere la tv. L'Unione Europea potrebbe costringerci a rottamare il televisore (o installare un nuovo decoder) per continuare a ricevere il segnale del digitale terrestre. Un bel costo, se non si possiedono già certi modelli di tv

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Tra poco cambiano le frequenze per vedere la tv. L'Unione Europea potrebbe costringerci a rottamare il televisore (o installare un nuovo decoder) per continuare a ricevere il segnale del digitale terrestre. Un bel costo, se non si possiedono già certi modelli di tv

Nuove norme europee costringeranno milioni di italiani a cambiare la loro televisione o acquistare un nuovo decoder. La tivu deve cambiare frequenze per lasciare spazio al digitale terrestre di seconda generazione. Risultato? Molti apparecchi in funzione nelle nostre case diventeranno obsoleti.

Da dove nasce questa esigenza?

Sono passati quasi dieci anni da quando la legge Gasparri ci obbligò tutti a comperare i famigerati decoder per poter continuare a vedere i programmi tv. Iniziò la Sardegna nel 2008 e poi gradualmente il vecchio segnale analogico si spense in tutta Italia. Qualcosa di simile potrebbe verificarsi molto presto. Infatti l’etere, lo spazio in cui viaggiano i segnali di trasmissione, è sovraffollato e la tv deve contendersi lo spazio con cellulari, smartphone, tablet, wi-fi, Internet wireless. E in futuro, col progredire della tecnologia e l’arrivo dell’Ultra HD e del 5G (attesi per fine decennio), il traffico sarà sempre più intenso. Insomma, come per le auto, il rischio ingorghi sarà alto. Così la Commissione UE ha deciso di riorganizzare tutto.

Perché la tv deve cambiare frequenze?

L’UE ha deciso così di sgomberare la tv dallo spazio che attualmente occupa, noto come “banda 700”, che sarà invece assegnata all’Internet mobile. “In questo modo, tutti gli europei potranno accedere a servizi internet della massima qualità, anche nelle zone rurali, e si aprirà la strada al 5G, la rete di comunicazione della prossima generazione” spiega Andrus Ansip, commissario europeo per lo sviluppo del digitale. I segnali della tv, però, dovranno traslocare in uno spazio più compresso, dove l’attuale sistema non è in grado di funzionare. Sarà necessario passare al digitale terrestre di seconda generazione (noto anche come DGVT-2). Ma non tutte le televisioni o tutti i decoder saranno abilitate automaticamente nel ricevere questo nuovo segnale e molte rischiano di non funzionare più.

Quando avverrà il passaggio?

Inizialmente questo passaggio era stato previsto per il 2022. Ma l’uso sempre più diffuso di Internet ha costretto la Commissione UE ad accelerare i tempi, fissando la nuova scadenza per il 30 giugno 2020.

Dove è già avvenuto il cambiamento?

Alcuni Stati europei si sono già mossi: in Francia dalla mezzanotte del 5 aprile 2016, il DGVT-2 è stato attivato in tutto il Paese. Molti cittadini erano già corsi ai ripari acquistando nuovi apparecchi o nuovi sintonizzatori. Al momento del passaggio, circa il 10% dei televisori francesi non è risultato più adatto a ricevere il nuovo segnale e una famiglia su cinque ha dovuto comprare un nuovo apparecchio o un sintonizzatore. L’Italia è molto più lenta ma nei prossimi anni dovrà per forza adeguarsi e il cambiamento arriverà anche da noi.  

Quali sono i televisori già abilitati al nuovo digitale terrestre?

Il cambiamento dovrebbe essere indolore per chi ha già una televisione HD o i nuovissimi modelli 4K. Questi televisori sono già abilitati per ricevere il nuovo segnale.

Quanto spenderà chi deve cambiare apparecchio?

Diverso il discorso per chi non ha invece una televisione di questo tipo. Dovrà necessariamente acquistare un decoder o un sintonizzatore, come avvenne quando passammo per la prima volta al digitale terrestre. Il costo potrebbe non essere indifferente: un nuovo televisore costa fra i 140 e i 570 euro, un decoder fra i 30 e i 400 euro.

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