Le truffe di Natale: falsi buoni Decathlon e Lidl

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di

Lorenza Pleuteri

Via email, su Whatsapp, al telefono e porta a porta: ecco le truffe a cui stare attenti durante le Feste

Natale porta truffe e bidoni, oltre ad autentici doni e regali doc. Con l’avvicinarsi delle festività e dell’anno nuovo, tornano alla carica alla grande gli imbroglioni e i truffatori che vanno a caccia di prede online. E non ci sono solo “trappole” a tema disseminate attraverso sistemi di messaggistica istantanea, posta elettronica, social. Le “esche” vengono piazzate anche con metodi “tradizionali”, dal porta a porta alle ordinarie telefonate.

Il link da NON CLICCARE che arriva via email 

L’ultimissimo allarme lanciato dalla polizia postale, sulla pagina Facebook Commissariato di ps online, riguarda un messaggio che andrebbe ignorato e saltato a piedi pari. “Si rende noto – recita la comunicazione diramata dagli imbroglioni di turno, per email - che la somma di 13.363,25 euro è appena stata depositata sul suo conto”. Segue l’invito a ad aprire due link, per avere istruzioni su come ricevere un analogo “avviso” e poi prelevare quei soldi piovuti dal cielo. Non bisogna cliccare, nemmeno per semplice curiosità. Ancora non è chiaro che cosa potrebbe succedere, “sicuramente si tratta un tentativo di raggiro con finalità illecite, probabilmente la diffusione di virus informatici”.

Il messaggio su Whatsapp del falso buono Decathlon 

Un clone della Decathlon – fanno sapere sempre i poliziotti specializzati, questa volta sul profilo Fb Una vita da social – si sta servendo di Whatsapp per promettere voucher da 200 euro, legati al Natale. Il messaggio-esca è ben confezionato e accompagnato da un abete addobbato e dal logo della catena di negozi di articoli e abbigliamo sportivo. Purtroppo, anche in questo caso, il verosimile cela il falso. “Decathlon – riferiscono gli agenti sul web – smentisce categoricamente di offrire buoni spesa. Diffidate”. L’escamotage serve per carpire dati personali e attivare abbonamenti a spese degli ignari utenti. Le promozioni autentiche sono quelle che si possono trovare sulle pagine del sito ufficiale del marchio.

Il messaggio su Whatsapp del falso buono della finta Lidl

Sono fasulli anche i buoni da 250 euro promessi da una simil Lidl, sempre attraverso Whatsapp, per “celebrare il 55esimo anniversario”. “Peccato che 55 anni fa (1962) – rileva la polpostale - il marchio Lidl già non era più nei sogni del suo fondatore da diversi anni. Era già una florida realtà, perché l’azienda è nata nel 1930 e poi approdata in Italia 25 anni fa . I conti, dunque, non tornano”.

Il link da NON CLICCARE sui biglietti Ryanair

Ormai è un classico. Cambia il nome della compagnia aerea, non il contenuto truffaldino dell’offerta. Ryanair - altra indicazione della polpostale - non sta affatto regalando biglietti gratuiti, né in vista di Natale (come fa credere l’ennesimo messaggio truffaldino), né per compensare le molte cancellazioni di voli dei mesi scorsi. Meglio non aprire il link, non rispondere a eventuali quiz collegati, non fornire dati personali. Per avere o dare indicazioni e chiarimenti basta contattare il servizio clienti o, se ci sono di mezzo annullamenti e rimborsi, consultare un’associazione di consumatori.

La telefonata per abbonarsi alla rivista della Polizia 

Torna di moda, a ridosso di fine anno, un tentativo di truffa evergreen, veicolato da tradizionali telefonate. Un operatore chiama a casa e propone di fare o di rinnovare l’abbonamento alla “rivista della polizia”. Ma non è da questo canale che passa la diffusione del giornale dei tutori della sicurezza. “La rivista ufficiale della polizia di Stato – ricordano i detective veri – è ‘Polizia moderna’. Non sono previste modalità d’abbonamento porta a porta, via telefono o sui social. L’unico modo per abbonarsi è tramite il sito istituzionale poliziadistato.it. Tutto il resto è truffa”. In caso di dubbi, meglio chiamare il 113 o il commissariato di riferimento.

I falsi procacciatori di contratti gas e luce porta a porta

La polpostale segnala una nuova impennata di procacciatori di contratti porta a porta, agenti che si presentano nelle case di potenziali clienti, a volte sotto mentite spoglie, per indurli a cambiare fornitore di gas e luce. Il problema è che, per ottenere il risultato, queste persone le provano tutte. Promettono sconti, millantano vantaggi imperdibili, giurano che il foglio che hanno in mano è una scheda informativa e non un contratto vincolante, a volte non dichiarano nemmeno il vero obbiettivo della visita a domicilio o spaventano gli interlocutori con oscuri discorsi su fughe di gas o contatori che non funzionano.

Come difendersi e scegliere liberamente?

Come difendersi? “Se si è alla ricerca di un’offerta luce e gas conveniente - risponde la polpostale, sempre sulle pagine social - il modo migliore per risparmiare in soldi e in sicurezza è preferire i canali di vendita ufficiali e non avere fretta. Prima di firmare qualsiasi cosa o sottoscrivere una proposta, per quanto vantaggiosa possa sembrare, è bene prendersi del tempo e informarsi sulle altre possibilità che il mercato offre”.

Tre cose da non fare

- Non va firmato alcun foglio, neppure se viene presentato come un atto non impegnativo o una bozza priva di valore.

- Non si deve fornire il codice pod delle proprie utenze luce (la serie di numeri e cifre che si trova sulle fatture e inizia per it) né il pdr del gas.

- Non mostrare vecchie bollette, nemmeno se insiste, per non consentirgli di carpire questi dati riservati. Altrimenti si rischia di cambiare fornitori e senza rendersene conto.

Mai rivelare al telefono il codice pod o il pdr

I procacciatori di contratti di luce e gas ci provano anche per telefono. Rintronando di chiacchiere i potenziali clienti, mescolano bugie e verità, cercando di estorcere a distanza il pod, il pdr o il codice fiscale. Valgono, anche in questi casi, gli stessi consigli di prima: non dare alcuna informazione, non dire mai di sì. “Il pod - esemplificano dalla polizia postale – non va mai comunicato. E’ una sorta di ‘cavallo di Troia’. Una volta in possesso di questa serie di lettere e numeri, ci si può inserire con facilità nei contratti di fornitura energetica e attivarne di nuovi. I clienti raggirati se ne accorgeranno solo all’arrivo delle prime bollette. Saranno costretti a pagarle e a sobbarcarsi l’onere di ripristinare i vecchi contratti, cosa non semplicissima”.


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