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Voucher addio: ecco cosa cambia

di Adriano Lovera

I buoni lavoro Inps saranno eliminati: chi li ha già acquistati potrà usufruirne entro il 31 dicembre 2017. Ecco cosa cambia dal 2018

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I buoni lavoro Inps saranno eliminati: chi li ha già acquistati potrà usufruirne entro il 31 dicembre 2017. Ecco cosa cambia dal 2018

Voucher addio. Con poche righe di decreto legge, il Governo ha definitivamente eliminato questo strumento di pagamento tanto controverso, nato per retribuire i lavoretti saltuari, ma finito per diventare uno dei mezzi più usati, e spesso abusati, al punto da finire nelle tasche di un milione e mezzo di italiani.

Sui voucher si deciderà con il referendum del 28 maggio?

Il Governo ha deciso questa marcia indietro dopo che sul tema era stato fissato un referendum abrogativo promosso dalla Cgil, in calendario il 28 maggio 2017, in cui gli italiani avrebbero dovuto decidere proprio se cancellare o mantenere l'uso dei voucher. E adesso? Per il momento, il voto è confermato. Anche perché il quesito contiene una seconda voce, con cui gli elettori possono reintrodurre una norma che riguarda gli appalti pubblici e che equipara le responsabilità fra le imprese che vincono i bandi e quelle che poi svolgono dei lavori in subappalto. Ma è molto probabile che, almeno la parte sui voucher, venga cancellata. La Corte costituzionale, infatti, sentirà il parere della Cgil in qualità di soggetto promotore. “Aspettiamo che il decreto sia convertito in legge dal Parlamento, per considerare accolte le nostre istanze” ha fatto sapere il leader del sindacato, Susanna Camusso. Ma ci sono 60 giorni utili a partire dallo scorso venerdì 17 marzo, quindi c'è tutto il tempo necessario per chiudere la pratica e scongiurare il voto.

Che fine faranno i voucher già acquistati?

I dati forniti dall'Inps mostrano in effetti come i voucher fossero diventati uno straordinario sistema di pagamento del lavoro, non solo un modo legale per retribuire la domestica o il ragazzo che fa qualche ripetizione. Su 18,2 milioni di voucher da 10 euro emessi l'anno scorso, il 55% è stato utilizzato da società, il 26% da associazioni, fondazioni e organizzazioni no profit, il 7% da enti pubblici e solo il 3% circa dalle famiglie. “Le attività pagate con voucher non sono quelle a cui di frequente si allude – lavori di giardinaggio, aiuto domestico, piccola muratura, servizi di manutenzione, ripetizioni scolastiche – e di cui necessitano le famiglie” scrive senza mezzi termini un corposo “dossier” compilato dall'Inps, scaricabile dal sito www.inps.it. Si calcola, comunque, che circa 7.000 nuclei sfruttassero i tagliandi. Già oggi non è più possibile acquistarne di nuovi. Per quelli già emessi, si possono utilizzare fino al 31 dicembre di quest'anno.

Da cosa verranno sostituiti i voucher?

Resta una patata bollente in mano al Governo. Serve qualcosa che sostituisca i voucher come forma di pagamento regolare al posto del “nero”, per tante attività saltuarie. Quale sarà la soluzione? Sul tema c'è ancora molta confusione e tante ipotesi in campo.

C'è chi vorrebbe estendere il “lavoro a chiamata”, che permette di usare i lavoratori a gettone, per non più di 400 giorni in tre anni, ma che attualmente è limitato agli under 25 e over 55.

La Cgil propone una riedizione dei voucher sotto il nome di “lavoro subordinato occasionale”, che funzionerebbe previa iscrizione del lavoratore ai centro per l'impiego.

Oppure, in tanti sostengono gli “assegni lavoro” utilizzati in Francia. Che hanno un nome diverso, ma un funzionamento molto simile ai voucher.

Il Governo non deciderà in fretta. Probabilmente sceglierà una strada tra qualche mese, scongiurato il pericolo referendum, ma prima che inizi l'estate, quando c'è il picco di richiesta di attività stagionali.

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