10 cose da sapere sulle elezioni Usa

Credits: Olycom
/5
di

Cristina Sarto

Contro ogni pronostico, Donald Trump ha vinto le elezioni americane. Dall'affluenza alle urne alle reazioni sui social, tutte le curiosità sull'Election Day 2016

È stata una delle elezioni più combattute della storia americana. Donald Trump ha vinto le elezioni americane del 2016

L’insediamento di Trump. Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca insieme alla moglie, Melania, il 20 gennaio del 2017, giurando nelle mani del presidente della Corte Suprema con la stessa formula usata da George Washington (il primo presidente della storia americana) nel 1789. Il suo mandato durerà 4 anni, al termine dei quali potrà essere rieletto una seconda volta.

Le ultime elezioni. L’ultima volta che il popolo americano ha votato è stato il 6 novembre del 2012, quando Barack Obama è stato riconfermato presidente dopo il primo mandato, iniziato nel 2008.

Il primato di elettori. Queste elezioni hanno segnato un record nella storia americana: 200 milioni di cittadini si sono registrati per votare. L’ultima volta che un membro della famiglia Clinton ha corso per la Casa Bianca (Bill, marito di Hillary, nel 1996), gli elettori registrati erano poco più di 127 milioni.

Le code. Lunghe attese (anche di 2 ore), problemi tecnici, confusione ai seggi. Anche questa volta per molti americani è stato difficile esprimere la loro preferenza politica. Le più penalizzate sono state le comunità ispaniche e afro-americane. Una curiosità: secondo le ricerche, per ogni ora di attesa ai seggi, la possibilità che un elettore torni a votare 4 anni dopo si abbassa dell’1 per cento.

La maratona elettorale. I seggi presenti nei 50 Stati hanno chiuso a orari diversi, perché gli Stati Uniti hanno 6 fusi orari diversi, dall’Atlantico al Pacifico. I primi, e cioè Indiana e Kentucky, hanno concluso le votazioni a mezzanotte ora italiana (le 6 di pomeriggio sulla costa atlantica), seguiti da Florida, Georgia, South Carolina, Vermont e Virginia. L’ultimo stato a chiudere i seggi è stato l’Alaska, alle 6 di mattina in Italia, (mezzanotte in America).

Come funziona. Gli Stati Uniti hanno eletto il 45esimo presidente attraverso il sistema dei “grandi elettori”. In pratica, ognuno dei 50 stati ha espresso un numero di grandi elettori proporzionale alla popolazione. Per conquistare la Casa Bianca, ne servivano 270. Secondo Cnn, alle 6 di questa mattina (ora italiana) Donald Trump aveva 238 grandi elettori, contro i 209 della rivale democratica.

Gli swing state. Come sempre, gli occhi degli analisti sono stati puntati sui cosiddetti stati in bilico, quelli in cui l’elettorato è mutevole. Sono questi che hanno deciso il probabile (e inaspettato) trionfo di Donald Trump, che si è già aggiudicato Florida, North Carolina e Ohio. A Hillary Clinton, Virginia e Colorado.

Lo sticker. Per tutta la giornata elettorale Instagram è stato invaso da selfie di cittadini con l’adesivo “Io ho votato”. Una tradizione nata negli anni ’80 e con un forte valore psicologico: gli esperti dicono che molti americani hanno votato per esibire il famoso sticker.

Credits: instagram

I pronostici ribaltati. L’election day americano è iniziato nel segno dell’ottimismo democratico. Pochi pensavano che Donald Trump avrebbe sconfitto Hillary Clinton. Che negli ultimi mesi ha ricevuto gli endorsement della stampa Usa (tra cui New York Times, Los Angeles Times, The New Yorker, Vogue) e di moltissime celebrities, come Madonna, Kate Perry, Beyoncé, Lena Dunham, Lady Gaga. Gli elettori hanno deciso di testa loro.

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te