8 marzo: il lungo cammino delle donne italiane

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    1874: le donne ottengono il diritto di iscriversi a licei e università.
    Le iscrizioni effettive inizieranno però molto più tardi. Fra le prime laureate, nel 1896, Maria Montessori. È un punto fondamentale nella storia dell'emancipazione femminile: una donna che studia è una donna potenzialmente libera e in grado di autodeterminarsi.

    Foto: un'immagine giovanile di Maria Montessori.

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    1879: Anna Maria Mozzoni fonda il movimento per il suffragio femminile
    Il voto alle donne verrà concesso solo molto più tardi, una volta superate le resistenze nei confronti della supposta ignoranza femminile per le cose della politica. La Casalinga di Voghera non fa ancora gola ai partiti.

    Foto: Anna Maria Mozzoni.

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    Credits: Lapresse

    1919: viene abolita la necessità dell' "autorizzazione maritale"
    L'uguaglianza giuridica fra donne e uomini fa un altro passo avanti: alle donne non è più necessario chiedere l'autorizzazione del marito per possedere beni e disporne a suo piacimento.

    Foto: Due atlete al Foro Mussolini nel 1938.

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    1945: diritto di voto
    La guerra è appena finita, e le donne entrano in massa nella vita politica del paese. Nei decenni a seguire, i partiti si affanneranno a raccoglierne i consensi, nel tentativo di sfruttare questo nuovo, enorme bacino elettorale che si è appena aperto.

    Foto: Una donna lavoratrice nel dopoguerra.

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    1951: Angela Cingolani è la prima donna a ricoprire una carica in un governo (Sottosegretario all'Industria e al Commercio).
    La rappresentanza politica delle donne costituisce un problema anche ora: siamo uno dei pochi paesi in cui le donne in Parlamento, invece di aumentare, calano.

    Foto: Una donna del sud immigrata a Torino nel 1953.

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    1958: chiusura dei bordelli
    La senatrice socialista Lina Merlin la spunta contro l'idea diffusa che un uomo debba avere "dove sfogarsi" e che lo sfogo siano necessariamente le ragazze tenute in stato di semi-schiavitù nelle case di piacere. Le donne che esercitavano la prostituzione erano schedate surrettiziamente e anche se decidevano di abbandonare il mestiere erano marchiate a vita. Le contro-offensive alla legge si sono succedute senza interruzioni fino ad oggi.

    Foto: La Senatrice Angelina Merlin in una foto del 1955.

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    1965: arriva in Italia la pillola anticoncezionale
    Le donne italiane non hanno ancora pieno accesso alla contraccezione, ma l'arrivo di questo farmaco rappresenta una novità senza precedenti, perché permette loro di controllare la propria fertilità senza doversi più affidare alla controparte maschile. Il Vaticano tuona e nel 1968 emana l'enciclica Humanae Vitae, con la quale proibisce la contraccezione e consente solo i metodi naturali.

    Foto: Una ragazza a Roma negli anni '60.

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    1970: il divorzio viene legalizzato
    Prima del 1970, il divorzio si faceva e non si diceva: le coppie si separavano in silenzio, e si creavano situazioni ibride di famiglie multiple. La nuova legge viene confermata tramite referendum nel 1974.

    Foto: Marco Pannella inizia il digiuno per il referendum pro divorzio nel 1970.

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    1975: viene varato il nuovo diritto di famiglia
    La riforma, fra gli altri punti, istituisce la parità giuridica fra i coniugi, sostituisce la patria potestà con la potestà di entrambi i coniugi e abolisce l'istituto della dote, fino ad allora obbligatoria.

    Foto: Una manifestazione femminista negli anni '70.

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    1977: viene istituzionalizzata la parità fra uomo e donna sul lavoro
    A tutt'oggi, la legge promossa da Tina Anselmi non è mai stata veramente applicata: le disparità retributive, a pari mansioni, arrivano anche al 30%, e l'Italia è al 67% posto nella classifica della differenza di trattamento stilata dal Global Gender Gap Report.

    Foto: Operai e operaie escono dalla fabbrica in un'immagine degli anni '70.

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    1978: un referendum conferma la legge 194 che autorizza l'interruzione di gravidanza
    La legge 194 supera le resistenze dei cattolici ed entra in vigore. Le donne italiane che non vogliono o non possono portare aventi una gravidanza possono interromperla all'interno di strutture protette e sicure, non più nei bordelli con mezzi di fortuna, o clandestinamente, a pagamento. La pratica dell'IVG a pagamento è purtroppo tornata in vigore da quando sono aumentate vertiginosamente le obiezioni di coscienza dei medici, spesso dettate da motivi di opportunismo.

    Foto: Il M.L.D. (Movimento libertà per la donna) in Piazza Navona per la raccolta delle firme sull'aborto.

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    1980: viene abolita l'attenuante del "delitto d'onore" nel codice penale
    Pensate: solo ventinove anni fa, un uomo (non una donna, badate bene) che uccidesse la moglie per ragioni di "onore" poteva avere delle attenuanti. L'orrore.

    Foto: Marcello Mastroianni in Divorzio all'italiana di Pietro Germi. Nel film Mastroianni interpreta Fefè, sposato da 12 anni ma innamorato della cugina sedicenne. Fefè tenta disperatamente di trovare alla moglie un amante, per poterli sorprendere insieme, ucciderli, usufruire del beneficio del motivo d'onore e - scontata la lieve pena - sposare finalmente l'amata.

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    1996: la violenza sessuale è finalmente "reato contro la persona", non più contro la morale
    La palla era stata messa in moto da una sedicenne siciliana, Franca Viola, che nel 1965 rifiutò di sposare il suo stupratore. All'epoca, se lei avesse acconsentito, Filippo Melodia sarebbe stato scagionato da ogni accusa. Lei invece lo denunciò, a prezzo di grandi persecuzioni, e vinse. Ci vorranno altri trent'anni perché l'idea che la donna non sia pubblico demanio diventi davvero legge.

    Foto: Franca Viola.

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    Credits: Lapresse

    1999: le donne entrano nell'Esercito Italiano
    L'ultimo baluardo istituzionale cade: ora, anche le donne possono vestire l'uniforme.

    Foto: Una donna nell'esercito italiano, 2001.

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di

Giulia Blasi

Dal 1874, quando le donne ottengono il diritto di iscriversi a licei e università, al 1999 che segna l'ingresso delle donne nell'Esercito Italiano.

 

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