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Come affrontare l’allarme terrorismo

di Sabrina Barbieri
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L'avvertimento arriva dai servizi segreti: l'Italia rischia un attacco. Dopo le bombe di Londra, il pericolo è sempre più forte. Mentre Franciae Olanda chiudono le frontiere, il nostro Paese fronteggia la grande paura con nuove misure di sicurezza. Qui vi spieghiamo quali sono

L'avvertimento arriva dai servizi segreti: l'Italia rischia un attacco. Dopo le bombe di Londra, il pericolo è sempre più forte. Mentre Franciae Olanda chiudono le frontiere, il nostro Paese fronteggia la grande paura con nuove misure di sicurezza. Qui vi spieghiamo quali sono

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È difficile controllare la paura che ci fa tremare dal 7 luglio,  il giorno degli attentati che a Londra hanno ucciso almeno 52 persone (i dispersi sono 25). È difficile soprattutto da quando i nostri servizi segreti hanno lanciato l'allarme. «In Italia ci sono cellule pronte a colpire» ha detto il generale Niccolò Pollari, direttore del Sismi. Ma anche gran parte dell'Europa si sente un possibile bersaglio. La Francia e l'Olanda hanno già reagito chiudendo le frontiere (i cittadini dell'Unione europea che potevano circolare liberamente in base al trattato di Schengen ora dovranno mostrare i documenti).

Eppure questa angoscia noi abitanti dell'Occidente minacciato, dobbiamo vincerla. «Il modo migliore per combattere il terrorismo è non alterare il proprio stile di vita» sostiene anche Bruno Ferrante, prefetto di quella Milano considerata una delle città italiane a maggior rischio attentati. Ma per non avere paura occorre sapere che cosa gli Stati fanno per proteggerci e che cosa possiamo fare noi. Abbiamo cercato di scoprirlo. Nonostante le molte bocche cucite per ragioni di sicurezza.

Nuove esplosioni nella metropolitana di Londra: leggi le ultime notizie

Per chi si sente indifeso
Circa 18 mila uomini delle forze dell'ordine più 2.500 militari presidiano i cosiddetti obiettivi sensibili individuati in Italia. «Si tratta di almeno 13 mila luoghi o edifici considerati a rischio» spiega Gianni Cipriani, autore di La nuova guerra mondiale. Terrorismo e intelligence nei conflitti globali (Sperling & Kupfer) e direttore del Centro studi strategie internazionali. «Per esempio, ambasciate, stazioni ferroviarie, metropolitane, tribunali, acquedotti, monumenti, sedi di istituzioni politiche». I controlli erano già stati potenziati dopo l'11 settembre e ora lo sono ancora di più.

Il che significa più uomini e più mezzi, come cani antiesplosivo e metal detector. Ma una delle armi migliori per combattere il terrorismo è l'intelligence, ovvero le indagini degli 007. Per i quali il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, ha chiesto più poteri. A partire dalle intercettazioni preventive. «Nel lavoro investigativo, poi, sono determinanti gli informatori, cioè quegli islamici che fanno parte di organizzazioni radicali e che, per varie ragioni, decidono di collaborare dando notizie fondamentali sull'attività dei gruppi più estremisti» spiega Cipriani. Per aumentare il loro numero, Pisanu ha lanciato la proposta di concedere il permesso di soggiorno ai clandestini che danno una mano alle indagini.

Per chi vive nelle grandi città

Roma, Milano, ma anche Torino, Firenze e Napoli. Sono le città maggiormente sotto osservazione. Impossibile sapere nel dettaglio quali siano le misure di sicurezza. È certo, però, che polizia e carabinieri hanno dirottato sulla prevenzione degli attentati uomini di solito impegnati in altri servizi. Con una particolare attenzione per i mezzi pubblici. Il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, ha chiesto all'azienda di trasporto cittadina «un sistema di videosorveglianza anche sulle carrozze del metrò». Nelle stazioni e nelle gallerie le telecamere già ci sono, come nelle altre metropolitane italiane: Roma, Napoli, Genova.

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Per gestire meglio i soccorsi in caso di attentato, invece, sia a Milano sia nella Capitale verranno fatte simulazioni di attacchi terroristici. «Saranno prove di evacuazione pensate per abituare i cittadini a reagire nel modo corretto» spiega il prefetto milanese Ferrante. I tempi e i luoghi sono ancora da decidere.

Per chi viaggia in treno
Da Grandi Stazioni, la società che gestisce le 13 principali stazioni ferroviarie italiane, fanno sapere che subito dopo la strage di Londra sono stati eliminati i cestini dei rifiuti dai punti più affollati. «Vicino ai tabelloni degli orari o alle biglietterie, per esempio» dicono, coperti dall'anonimato richiesto dal momento tanto difficile. «È un modo per diminuire i possibili nascondigli delle bombe.

I porta-spazzatura rimasti vengono svuotati una volta ogni mezz'ora invece che ogni ora».

Sempre intensi i controlli sui bagagli. «Alla stazione Termini di Roma tre anni fa sono stati chiusi i depositi automatici e funzionano solo quelli manuali: valigie e pacchi vengono controllati con il metal detector e con un naso elettronico che fiuta l'esplosivo».

Per chi prende l'aereo
Anche in questo caso la grande paura viene dai bagagli. «Ma dall'11 settembre le misure di sicurezza sono molto efficaci» commentano, anch'essi anonimi, i responsabili della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. «Oltre ai controlli sul bagaglio a mano, fatti sotto gli occhi di tutti, ci sono quelli rigorosissimi per qualunque cosa finisca nella stiva dell'aereo. Sono previsti fino a quattro passaggi sotto macchinari molto sofisticati».

Per chi va in vacanza all'estero
Prima di partire, il ministero degli Esteri invita a consultare il sito www.viaggiaresicuri.mae.aci.it.

Nuove esplosioni nella metropolitana di Londra: leggi le ultime notizie

«Grazie al lavoro dell'Unità di crisi della Farnesina ci sono notizie costantemente aggiornate sul grado di sicurezza generale di ogni Paese del mondo» dice Grammenos Mastrojeni, coordinatore del sito www.esteri.it. «Informazioni utili per un viaggio tranquillo sotto tutti gli aspetti, anche con l'indicazione di eventuali rischi di attacchi terroristici». Chi va in Francia o in Olanda si prepari al ritorno del controllo dei documenti di identità alla frontiera. Per ragioni di sicurezza, infatti, i due Paesi hanno deciso di sospendere quegli accordi che consentivano anche a noi italiani il libero ingresso sul loro territorio.

Per chi ha dei sospetti
«Invitiamo i passeggeri a fare segnalazioni nel caso notino oggetti o persone sospetti» dice Elio Catania, amministratore delegato e presidente di Fs. Ma il suggerimento vale per tutti, non solo per i clienti delle Ferrovie. «Se si vede un bagaglio chiaramente abbandonato e non ci sono uomini delle forze dell'ordine vicini, si può chiamare il 113» dice Patrizia Peroni, portavoce della questura di Milano. «Interveniamo sempre. Non abbiate il timore di non essere ascoltati».

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