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Come si cambia la Costituzione

di Giusy Cascio
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La nostra legge fondamentale è oggi terreno di duro scontro politico. Qui un esperto chiarisce quanto e in che modo può essere modificata...

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«La Costituzione non è un moloch intoccabile. Può essere cambiata con il consenso di tutti o di quasi tutti».

Parola di premier: Silvio Berlusconi torna sulle polemiche aperte dal caso Englaro, dopo la mancata firma del decreto legge governativo da parte del Capo dello Stato. Ma si può modificare il testo della Carta? «Sì, con la procedura descritta nell'articolo 138» spiega Fulco Lanchester, docente di Diritto costituzionale italiano e comparato a La Sapienza di Roma. «Serve una legge di revisione costituzionale, adottata sia dalla Camera sia dal Senato con due deliberazioni, fatte a distanza minima di tre mesi. Questa legge va approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera alla seconda votazione». E se non si trova un accordo consistente tra le forze politiche? «A meno che non sia stata approvata dai due terzi dei componenti di ciascuna Camera al secondo voto, la legge di revisione può essere sottoposta a referendum». Il punto ora in discussione è se esistano limiti a questo procedimento. C'è l'articolo 139: l'Italia non può cambiare la sua forma istituzionale (e diventare, quindi, una monarchia). Tra i limiti impliciti, invece, la Corte costituzionale individua i principi fondamentali contenuti nei primi 12 articoli della Carta (come l'uguaglianza dei cittadini). Ma ancor più infuocato oggi è il dibattito sul diritto alla vita. C'è divisione fra i cattolici (che la considerano un dono da non interrompere) e i laici (che chiedono di decidere in autonomia sui temi etici). Per evitare che la Costituzione diventi un campo di battaglia, bisogna trovare presto un punto d'incontro».

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